Dr. Raffaele D'Errico                                                                      medico-chirurgo specialista in pediatria

wrestling

ATTENTI AL WRESTLING !

 

 

la Repubblica.it  7/6/2005


Wrestling e bambini, giochi pericolosi
Roma Le polemiche sui "gladiatori" Il Codacons segnala numerosi casi di emulazione. 

"Spettacolo increscioso" secondo Giachetti, capogruppo della Margherita

di MASSIMO LUGLI


[...] "Mio figlio ha rischiato di affogare mentre, in piscina, tentava di imitare gli atleti del wrestling assieme a due o tre amichetti che erano andati allo show del Palasport". La denuncia è di una mamma di 45 anni che, ieri mattina, ha chiamato il Codacons per segnalare l'episodio. [...]

 


Anche i pediatri lanciano l’allarme: in aumento gli incidenti tra i bambini a causa dell'emulazione

Il wrestling “fa male” ai bambini. Agli appelli di educatori e associazioni si aggiunge ora l’allarme della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp). 

“Non disponiamo di dati precisi - ha affermato il presidente della Fimp, Pierluigi Tucci - ma da quando il wrestling sta spopolando in Italia, abbiamo notato un aumento degli incidenti tra i bambini a causa dell'emulazione di questo sport: il rischio di incidenti si è in qualche modo accentuato”

Sul ring i muscolosi lottatori di questo ibrido tra sport e show di stuntman professionisti fingono sostanzialmente di colpirsi, i colpi sferrati sono un inganno, ma i piccoli imitatori non percepiscono la finzione e, soprattutto, non hanno la stessa capacità di controllo. Così i “combattimenti” tra amichetti e fratellini possono facilmente finire tra lacrime ed incidenti. 


Il wrestling “punta” sui bambini 

Il problema è che il wrestling, per la sua semplicità e per la sua spettacolarizzazione - piace proprio ai bambini e sui bambini punta l’enorme macchina economica che vi gira intorno. Importato dagli Stati Uniti, il wrestling sta prendendo piede nel nostro Paese sull’onda del successo di “Smack Down”, il programma in onda ogni sabato sera alle 20,10 sul Italia 1 che fa una media ascolti di oltre due milioni di spettatori: ben il 34% sono di età compresa tra gli 8 e i 14 anni e il 20,6% addirittura bambini dai 4 ai sette anni. Target ideale per gli inserzionisti pubblicitari che, infatti, non fanno mancare sponsorizzazioni anche ai due canali di Sky che al wrestling dedicano almeno sei ore settimanali. Galactic Wrestling: Featuring Ultimate Muscle cover

Su bambini punta poi l’indotto commerciale costruito intorno al wrestling: figurine, i dvd, le t-shirt, i pupazzetti, i calendari, i videogiochi e gli spettacoli dal vivo. Tre “mega-appuntamenti” in Italia – a Bologna, Milano e Roma – solo negli ultimi due mesi. Risultato: tra i ragazzini tra 7 e 14 anni è vera “epidemia” e dilaga l'effetto emulazione. 

In casa ma anche a scuola, sempre più spesso il passatempo preferito è infatti quello di imitare questi lottatori grandi come armadi che si muovono come in un videogame: si insultano, urlano e aizzano il pubblico e, soprattutto, fanno a botte violentemente. Le loro “mosse” si chiamano testate, calci in faccia, colpi proibiti. 

Ma quello che troppo spesso sfugge, in primo luogo proprio ai ragazzi, è che non si tratta di uno sport reale e di vera lotta, ma solo di uno spettacolo messo in scena da finti lottatori. Che magari danno “corpo” a sentimenti popolari più che discutibili, come dimostra la sfida dal sapore razziale che ha visto contrapposti, sabato scorso al Palalottomatica di Roma “Capitan Padania” e “Neo Pulcinella”. Nord contro Sud, leghisti contro terroni. 


La preoccupazione di educatori e genitori 

Con il successo sono cresciute anche in Italia le polemiche intorno a questo spettacolo considerato da più parti inadatto e pericoloso per i bambini. 

Solo pochi giorni fa la presidente della commissione bicamerale per l'Infanzia Maria Burani Procaccini, ha definito questa attività “diseducativa”: “Appassiona troppo i bambini - ha sottolineato - ed induce a ritenere che la forza fisica e la violenza siano elementi prevalenti, a cui ambire nel percorso di crescita”. Per questo l’onorevole Burani ha annunciato che presenterà a breve in Commissione una risoluzione che obblighi le televisioni in chiaro ad inserire il bollino di accompagnamento per le trasmissioni sul Wrestling e che inviti anche la tv satellitare a mandare in onda trasmissioni che spieghino ai ragazzi cos'è questa disciplina e cosa non devono assolutamente fare, tentando di emularla. 

Contro le trasmissioni televisive e a favore di uno spostamento in seconda serata del programma di Italia 1 si sono espressi anche il Codacons, il Moige e l’'Osservatorio sui diritti dei minori di Milano: “Rimango allibito di come certe trasmissioni vadano in onda impunite - ha commentato il presidente Antonio Marziale - non si tratta nemmeno di manifestazioni sportive ma di violenza gratuita. I rischi di emulazione da parte dei minori sono elevati e possono provocare gravi danni. La legge per la tutela dei minori c'è ma come sempre non viene applicata”

Limiti e divieti appaiono tuttavia obiettivi difficilmente raggiungibili e i divieti, come spesso accade, possono non bastare: “Vietare le manifestazioni di wrestling ai minori o collocare questi programmi in tv nella fascia oraria notturna può naturalmente servire, ma fondamentale – sostiene il Presidente della Fimp, Tucci - resta comunque il ruolo dei genitori. Sono infatti proprio i genitori che devono aiutare i piccoli a leggere i messaggi che vengono dal mondo esterno, insegnando loro come “decodificarli”. E questo - ha concluso Fimp - vale anche per il wrestling”. 

6 giugno 2005  di Matteo De Matteis


Tratto dal sito www.guidagenitori.it