| Dr. Raffaele D'Errico medico-chirurgo specialista in pediatria |
|
|
| vaccinazioni |
|
|
![]() |
|||
|
La prevenzione delle malattie infettive tramite le vaccinazioni è stata una delle conquiste più grandi della medicina!
|
|||
|
|
|||
|
Il compito più grande del Pediatra di famiglia, oggi, è certamente quello di salvaguardare la salute dei piccoli anche attraverso la vaccinoprofilassi. Ogni sforzo dovrebbe essere compiuto per favorire e promuovere le vaccinazioni, per proteggere quanto prima un bambino dal Morbillo o dalla Pertosse e, perché no, da una polmonite o una encefalite... Senza poi dimenticarsi che lo scopo più importante dell’immunoprofilassi è soprattutto quello di debellare malattie che sconvolgono l’umanità, proprio come è accaduto per il vaiolo. |
|||
|
|
|||
|
E’ il 26 giugno del 1981.
Il Decreto legge n. 34 sancisce per l’Italia la sospensione dall’obbligatorietà della vaccinazione anti-vaiolosa. Il vaiolo è stato sconfitto! L’ultimo caso in un piccolo villaggio della Somalia: è l’alba del 1977. Da allora quel terribile germe ha finito di tormentare l’umanità.
E mentre nel mondo oggi si studiano nuovi vaccini e l’umanità spera nella scoperta di un vaccino contro l’AIDS, i Pediatri italiani lottano ancora contro l’ignoranza della gente comune verso le vaccinazioni (ma ahimé! anche di alcuni medici), tra i quali riecheggiano pregiudizi e “favole”, avvolte da mitiche credenze, che ostacolano il lavoro meticoloso e preciso di chi dedica la propria vita allo sviluppo di una società sana e lungimirante. Ovviamente con l'avvento di nuovi vaccini (forse non sempre veramente utili!) il discorso si può fare più complesso e articolato, per cui è importante non generalizzare, ma affidarsi di volta in volta ad un medico pediatra per una valutazione attenta e obiettiva. «Secondo scienza e coscienza», quindi, il nostro impegno per avvicinarci all'alba di un nuovo giorno dove, come accaduto per il vaiolo, ricorderemo tutto come la fine di un’odissea.
|
|||
|
Perchè vaccinare? | ||
| Efficacia dei vaccini | |||
| Età di inizio del ciclo vaccinale | |||
| Calendario Vaccinale | |||
| Controindicazioni alle vaccinazioni | |||
| Zona di somministrazione delle vaccinazioni intramuscolo | |||
| Ritardi vaccinali | |||
| Associazioni e intervalli tra vaccini | |||
| Vaccinazione MPR e allergia all'uovo | |||
| Vaccinazione contro Morbillo - Rosolia - Parotite | |||
| Vaccinazioni contro le meningiti | |||
| Cerca il tuo Centro vaccinale | |||
| PERCHE' VACCINARE ? | |||
|
|
|||
|
Il valore delle vaccinazioni, quale strumento di prevenzione per conservare lo stato di salute dell’individuo, è universalmente riconosciuto; la peculiarità della prevenzione tramite vaccinazione consiste nell’estensione del beneficio alla collettività e, pertanto, viene garantito l’assunto costituzionale che afferma essere la salute un diritto del singolo ed interesse della collettività. Non a caso, nel Piano Sanitario Nazionale 1994-96 le vaccinazioni sono state inserite
tra i livelli uniformi di assistenza sanitaria che il S.S.N. deve garantire ai cittadini. Un ulteriore passo in avanti è stato realizzato con l’introduzione, nel Piano Sanitario Nazionale 1998-2000, di specifiche indicazioni per il raggiungimento di coperture vaccinali pari ad almeno il 95% nella popolazione di età inferiore a 24 mesi, non solo per le vaccinazioni obbligatorie, ma anche per quelle raccomandate. Il Piano Sanitario Nazionale 2005-2007 ha, ancora una volta, ribadito la necessità di procedere con decisione nella direzione dell’attuazione degli obiettivi adottati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e, di conseguenza dagli Stati membri, per le malattie prevenibili con vaccino. Le vaccinazioni rappresentano in effetti uno dei più efficaci strumenti di prevenzione a nostra disposizione.
Ciò nonostante, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono almeno 5 milioni i bambini che ancora oggi, agli albori del XXI secolo, muoiono ogni anno a causa di malattie infettive, per l’impossibilità concreta, a causa della povertà e del sottosviluppo di attuare campagne di prevenzione vaccinale, oltre che di fornire le semplici cure che potrebbero evitare queste morti. Il vantaggio principale offerto dalle vaccinazioni consiste nel fatto che esse stimolano attivamente l'organismo a sviluppare una risposta immunitaria duratura e specifica, cioè diretta selettivamente contro un particolare agente patogeno (immunoprofilassi attiva). L’immunoprofilassi attiva non è certamente il solo modo per prevenire l’insorgenza di malattie infettive, ma è sicuramente il più efficace e il più sicuro. Ad esempio, nei confronti di molte malattie infettive, tra cui il tetano, la difterite, l’epatite virale B, è possibile anche attuare un’ immunoprofilassi passiva mediante l'utilizzazione di sieri che contengono anticorpi già formati (sieri eterologhi o preparati a base di immunoglobuline umane). Tanto gli uni che gli altri possono però, come tutti i farmaci, non essere del tutto innocui; d’altra parte, un margine di rischio esiste per tutte le attività umane: il bagno o la doccia, fondamentali per l’igiene personale, possono essere associati ad incidenti mortali, così come mangiare, fondamentale per la sopravvivenza, può comportare rischi che vanno da allergie alimentari anche gravi fino all’asfissia da inalazione di cibo in trachea. Nessuno, però penserebbe di smettere di lavarsi o di mangiare. Anche le cinture di sicurezza ed altri dispositivi di protezione sono stati a volte associati ad effetti indesiderati, ma il numero delle vite salvate e delle invalidità prevenute è di gran lunga superiore ed, in ultima analisi, fa pendere decisamente la bilancia in favore del beneficio associato al loro uso. Possiamo, allora, affermare che
essere protetti da un pericolo reale (la malattia o le sue
conseguenze invalidanti) giustifica l’assunzione di alcuni rischi; infatti, scegliendo di
evitare le vaccinazioni per annullare il sia pur basso rischio, si andrebbe sicuramente
incontro a pericoli molto maggiori e decisamente più reali. Anche le misure di profilassi
indiretta, ed in primo luogo il miglioramento delle
condizioni socio-economiche nei Paesi industrializzati, hanno sicuramente avuto un
impatto sulla morbosità per malattie infettive, ma tale impatto non è paragonabile a
quello determinato dalla messa in atto di programmi di vaccinazione di massa. Nessuno di questi cambiamenti ha però prodotto gli stessi effetti delle vaccinazioni su
larga scala. Il numero dei nuovi casi di difterite è così passato dai circa 2400 casi del 1965 (di cui oltre 1500 in bambini di età inferiore a 5 anni) ai circa 100 del 1975, fino all’attuale situazione di totale eliminazione della malattia. Anche nel caso del tetano, la riduzione della morbosità della malattia appare evidente a partire dalla prima metà degli anni ‘60 (la vaccinazione era stata resa obbligatoria nel 1963 soltanto per i lavoratori maggiormente esposti a rischio di infezione tetanica); i casi sono passati dai circa 800/anno del 1965 ai circa 80 casi/anno dell’ultimo quinquennio (1998-2002): se i casi di tetano neonatale e di tetano infantile sono del tutto scomparsi, continuano a verificarsi casi in soggetti adulti non vaccinati, con netta preponderanza delle classi di età maggiori di 65 anni. Negli anni ‘50 e ‘60, prima che fossero disponibili i vaccini antipolio (inattivato o
IPV, vivente attenuato o OPV) in Italia venivano osservati ogni anno migliaia di casi
di polio
paralitica. Il vero declino della poliomielite in Italia è cominciato nel 1964, quando
sono state portate a termine campagne di vaccinazione di massa, con vaccinazione
della popolazione compresa tra 0 e 20 anni. E’ vero che la diminuzione dei nuovi casi di
epatite virale B era già cominciata negli
anni 70, ma è solo nel periodo successivo all'introduzione dell’obbligatorietà della
vaccinazione contro l’epatite B per nuovi nati ed adolescenti, che la malattia mostra
una riduzione drastica: la morbosità per epatite virale nel periodo 1992-1999 è, infatti,
diminuita complessivamente di circa il 48% rispetto al periodo 1988-91. Appare, quindi, difficile sostenere, dati alla mano, che soltanto il miglioramento delle condizioni igieniche, abbia determinato la riduzione dell’incidenza delle malattie prevenibili con vaccinazione. Appare, invece, evidente che il “rilassamento” e la minore attenzione alle pratiche preventive aspecifiche, insieme con la caduta dei livelli di protezione vaccinale, potrebbe avere conseguenze molto pesanti sulla salute pubblica individuale e collettiva. D’altro canto è ben evidente cosa accade quando i tassi di copertura vaccinale scendono al di sotto dei livelli considerati ottimali per l’interruzione della trasmissione della catena epidemiologica delle malattie infettive, o quando tali tassi non sono raggiunti. Il fatto che in Italia le vaccinazioni contro pertosse, morbillo, parotite e rosolia siano eseguite sulla base di raccomandazioni, ha fatto sì che i livelli di copertura vaccinale non siano stati sufficienti, almeno fino a poco tempo fa e, cioè, fino alla inclusione di queste vaccinazioni nel Piano Sanitario Nazionale. La vaccinazione antimorbillosa è raccomandata in Italia dal 1979, ma le coperture
vaccinali nei confronti del morbillo sono ancora inadeguate per un effettivo controllo
della malattia, con una media dell’80 circa sul territorio nazionale, ma con ampia
variabilità tra regione e regione (range 56,4 - 92,3: rilevazione relativa all’anno 2002) Soltanto a partire dal 1998, anno in cui nel Piano Sanitario Nazionale è stato fissato un obiettivo di copertura per la vaccinazione antimorbillosa del 95%, è stata osservata una netta diminuzione del numero dei nuovi casi di morbillo. Il morbillo può andare incontro a complicazioni di tipo meningo-encefalitico in un caso su mille: questo significa che nel decennio 1991-2000 almeno 240 persone hanno subito questo tipo di complicazione. Va inoltre segnalato, che a partire dai primi mesi del 2002 ebbe a cominciare, in Italia, a partenza da alcune regioni del centro-sud, una nuova epidemia di morbillo, non controllata, che provocò non meno di 30.000 casi e circa una decina di decessi, in bambini e giovani adulti. La morte per morbillo, agli inizi del XXI secolo,
con la possibilità di un mezzo efficace
e sicuro per prevenire la malattia, è un evento che non può essere accettato. La pertosse è una malattia che può comportare nei bambini serie complicanze, sia
broncopolmonari sia neurologiche, particolarmente se contratta nei primi
mesi di vita. Nei primi 12 mesi di vita, il 12% dei soggetti colpiti da pertosse può
presentare polmonite, l'1,75% convulsioni, lo 0,5% ha un'encefalopatia. In realtà, la quantità e l'entità degli effetti indesiderati del vaccino antipertosse sono stati ampiamente ridimensionati da numerosi studi epidemiologici, mentre è stato chiaramente osservato, in Paesi che hanno sospeso la vaccinazione antipertosse proprio per timore dei presunti effetti indesiderati (Gran Bretagna, Svezia, Giappone) un aumento considerevole non solo dell'incidenza della pertosse, ma anche delle sue complicanze e della mortalità specifica. Sembra chiaro, da queste esperienze, che non soltanto le malattie prevenibili con
vaccinazioni non scomparirebbero da sole, o grazie al miglioramento delle condizioni
socio-sanitarie, ma anzi che ritornerebbero a manifestarsi in forma epidemica, se si
interrompessero le attività di prevenzione vaccinale e non venissero mantenuti nel
tempo sufficienti tassi di copertura vaccinale. Per restare ad un periodo di tempo ancora più vicino ai nostri giorni, bisogna ricordare
che l’epidemia di difterite iniziata nei Paesi appartenenti alla ex Unione Sovietica nel
1990 è stata attribuita, senza possibilità di dubbio, al crollo delle attività di prevenzione
vaccinale seguite al disfacimento dell’organizzazione statale, con conseguente
mancata vaccinazione di nuovi nati e rivaccinazione di bambini e adolescenti,
e alle
eccessive e quasi mai giustificate controindicazioni alle vaccinazioni che, negli anni
precedenti, avevano di fatto privato molti bambini della possibilità di essere vaccinati. Soltanto l’applicazione massiccia di misure di prevenzione e controllo, basate soprattutto sulla ripresa della vaccinazione antidifterica di massa, ha consentito di arginare un’epidemia che minacciava di superare i confini dell’ex URSS e che ha provocato numerosi casi importati in vari Paesi europei ed extra-europei. E’ necessario, quindi, continuare a vaccinare per due ordini di motivi: primo, per proteggere la singola persona, perché anche se le possibilità di contrarre una di queste malattie sono basse, le malattie esistono ancora e possono colpire chiunque non sia protetto. In secondo luogo, ma non per importanza,
per proteggere chi sta intorno a noi:
infatti, alcune persone non rispondono in modo adeguato alle vaccinazioni, o non
possono ricevere vaccini a causa di controindicazioni. |
|||
|
Fonte: |
|||
| EFFICACIA DEI VACCINI | |||
|
|
|||
|
Gli effetti sull’epidemiologia delle malattie bersaglio sono evidenti a chi osservi l’andamento delle malattie infettive prevenibili con vaccino prima e dopo l’introduzione delle vaccinazioni, illustrati sopra per quanto riguarda la situazione italiana.
A livello mondiale, è ormai prossima l’eradicazione della poliomielite, dopo quella del
vaiolo avvenuta alla fine degli anni ’70; l’Italia, nell’ambito della Regione Europea ha
ricevuto la certificazione ufficiale di eradicazione della poliomielite il 21 giugno 2002. L’eradicazione di una malattia è la dimostrazione sul campo dell’efficacia delle vaccinazioni. La maggior parte dei vaccini utilizzati sono efficaci nell’85%-95% dei riceventi; la somministrazione di più dosi per il completamento del ciclo vaccinale di base, nonché di richiami con cadenza periodica, almeno nella infanzia e nell’adolescenza, assicurano la validità della risposta immunitaria conferita dalla vaccinazione e la sua durata nel tempo. Questo non esclude la possibilità che, in popolazioni in cui i tassi di copertura vaccinale sono molto alti, sia possibile che si verifichino focolai epidemici di malattie infettive, per esempio di morbillo, perché comunque la copertura data dalla vaccinazione non è mai totale. Infatti, nessun vaccino è efficace al
100%, anche perché per rendere i vaccini sicuri ed
innocui, il batterio o il virus verso cui si vuole ottenere l’immunità viene attenuato o
ucciso; in secondo luogo, per ragioni correlate ad ogni singolo individuo, non tutte le
persone vaccinate sviluppano un’immunità efficiente. Facendo riferimento ad altre
vaccinazioni, è quanto mai opportuno completare il ciclo
vaccinale di base e ricevere le dosi di richiamo raccomandate.
|
|||
|
Fonte: |
|||
| ETA’ DI INIZIO CICLO VACCINALE | |||
|
|
|||
|
Le vaccinazioni raccomandate, secondo il protocollo italiano attuale, vanno iniziate nel 3° mese di vita, anche se si tratta di prematuri, ossia dal 61° giorno dalla nascita (2 mesi). L’antiepatite B deve essere anticipata alla nascita per i neonati a rischio (figli di madre portatrice), mentre la Pertosse e l’Hib possono essere anticipati anche al 30° giorno di vita, per particolari situazioni epidemiologiche. |
|||
|
Fonte:
|
|||
| CALENDARIO VACCINALE | |||
|
|
|||
|
|||
|
Legenda DTaP: vaccinazione antidifterico-tetanico-pertossica Tdap: vaccino difto-tetanico-pertossico acellulare per adulti IPV: vaccino antipoliomielitico iniettabile - inattivato HB: vaccino antiepatite B Hib: vaccino contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b MPR: vaccino antimorbillo-parotite-rosolia PCV: vaccino pneumococcico coniugato eptavalente Men C: vaccino meningococcico C coniugato Note
|
|||
|
Fonte: |
|||
| CONTROINDICAZIONI ALLE VACCINAZIONI | |||
|
|
|||
|
Le uniche vere controindicazioni alla somministrazione di tutti i tipi di vaccini attualmente consigliati in Italia sono la presenza di malattie acute con febbre e con turbe generali e l’esistenza di disordini immunitari. La somministrazione di corticosteroidi a basso dosaggio per via sistemica, aereosolica o topica, nonché qualunque altro tipo di farmaco, non controindica l’esecuzione di queste vaccinazioni. Non sono controindicazioni affezioni minori delle vie respiratorie (mucositi, otiti, faringiti, tonsilliti, bronchiti), allergie come asma e manifestazioni atopiche, convulsioni, malattie croniche, prematurità, incubazione di una malattia.
|
|||
|
Fonte:
|
|||
| ZONA DI SOMMINISTRAZIONE DELLE VACCINAZIONI INTRAMUSCOLO | |||
|
|
|||
|
Finchè il bambino non cammina si consiglia di somministrare i vaccini intramuscolo (DT, DTP, HBV, Hib) sulla faccia supero-esterna della coscia. La somministrazione nel gluteo, per la scarsa presenza di muscolo e l’elevata presenza di tessuto adiposo, riduce la risposta immunitaria per la Pertosse e l’HBV. Inoltre, la somministrazione di qualunque vaccino sul gluteo espone il piccolo al possibile rischio di lesione del nervo sciatico.
|
|||
|
Fonte:
|
|||
| RITARDI VACCINALI | |||
|
|
|||
|
Una ritardata somministrazione di un vaccino non richiede la ripresa dell’intera schedula vaccinale. Se si salta una dose di DTP, IPV, Hib, HBV, l’immunizzazione deve essere eseguita come se fosse trascorso l’intervallo usuale, senza ricominciare daccapo.
|
|||
|
Fonte:
|
|||
| ASSOCIAZIONI E INTERVALLI FRA VACCINI | |||
|
|
|||
|
Nella stessa seduta possono e devono essere somministrati quanti più vaccini necessita il bambino in quella data per evitare ritardi nella protezione verso malattie prevenibili con l’immunoprofilassi. Tutti i vaccini attualmente consigliati possono essere somministrati contemporaneamente o anche a distanza di vari giorni, senza un preciso intervallo da rispettare. Eccezione è la somministrazione di vaccini a virus attenuati (OPV - che non è più utilizzato - MRP, Varicella) che, se non somministrati insieme o entro pochi giorni devono essere differiti di 4 settimane.
|
|||
|
Fonte:
|
|||
| VACCINAZIONE MRP E ALLERGIA ALL'UOVO | |||
|
|
|||
|
Forme di allergia all’uovo o al pollo di tipo non anafilattico, non controindicano la somministrazione dei vaccini contro il Morbillo, la Rosolia, la Parotite. Dal 1995 questa controindicazione è stata tolta dal foglietto illustrativo di questi vaccini su indicazione del Ministero della Sanità.
|
|||
|
Fonte:
|
|||
| VACCINAZIONE CONTRO MORBILLO - ROSOLIA - PAROTITE | |||
|
Questo vaccino è composto dall’associazione nella stessa fiala dei tre ceppi virali vivi ed “attenuati” (cioè sottoposti ad opportune modifiche che li rendono assolutamente incapaci di provocare la malattia ma ugualmente in grado di stimolare la produzione di anticorpi efficaci anche contro l’infezione naturale) responsabili del morbillo, della rosolia e della parotite. [CONTINUA...]
|
|||
| VACCINAZIONE CONTRO LE MENINGITI | |||
|
|
|||
|
La meningite: una parola che solo a sentirla mette i brividi. Non c'è genitore che non abbia letto con apprensione le notizie riguardanti casi di bambini deceduti per la malattia, puntualmente riportati dalle cronache locali e nazionali. E non c'è genitore che, chiudendo il giornale, non si sia chiesto se non sia possibile prevenire questa terribile malattia, nel ventunesimo secolo, quando esploriamo Marte e siamo in grado di donare pecore, gatti, tori e cavalli. La risposta arriva puntuale, dalle pagine degli stessi giornali: certo che siamo in grado di prevenirla! Con il vaccino antimeningite tutto questo non sarebbe accaduto! Peccato che, stavolta, l'informazione sia imprecisa. E molto, molto parziale. [CONTINUA...]
|
|||
| CERCA IL TUO CENTRO VACCINALE | |||
|
|
|||
|
Elenco dei Centri Vaccinali in Italia. Un servizio offerto da www.vaccinarsi.it sito promosso dal MOIGE. Entra nel sito, vai alla sezione "Le vaccinazioni" e poi "Centri vaccinali in Italia" Oppure
clicca direttamente da qui... Per le vaccinazioni internazionali a Napoli UFFICIO DI SANITA' MARITTIMA - Dr. Salzano - Via Immacolatella Vecchia Tel. 081.5527399
|
|||
| VACCINAZIONI? NON FATE DI TUTTA L'ERBA UN FASCIO! | |||
|
|
|||
|
|||
|
|
|||