Dr. Raffaele D'Errico                                                                             medico-chirurgo specialista in pediatria

testicolo ritenuto, criptorchidismo, orchidopessi

Una pallina che non scende...

Un testicolo non è sceso nella borsa scrotale. Cosa si deve fare? Attesa? Terapia farmacologica? Chirurgia? Quando, dove, come?

 


 

. 12 gennaio 2012

 

«Il testicolo non è ancora sceso nella borsetta scrotale».

E' la notizia che possono apprendono, con ansia, i genitori alla dimissione dal nido, dopo la nascita del loro bebè. Oppure sarà il pediatra durante le prime viste. Cosa fare?

 

Il primo approccio consiste nell'eseguire una semplice ecografia che permetta di valutare la presenza del testicolo e la sua localizzazione.

In generale, dopo l'eco si attende.

«Senza far nulla? - perplessi domandano i genitori. - Ci hanno parlato di terapia farmacologica? Ma bisognerà intervenire chirurgicamente? E quando?»

 

Nella maggior parte dei casi il pediatra comunicherà di restare semplicemente in attesa, perché il testicolo potrebbe ancora scendere, soprattutto se il testicolo è localizzato nella parte bassa del canale inguinale.

 

Ma cosa dice la scienza medica e chirurgica oggi?

 

Una cosa è certa e condivisa: se il testicolo non scende entro l'anno di vita, bisogna operare per riportarlo nella borsa scrotale, onde evitare una possibile riduzione della fertilità futura e/o degenerazione del testicolo.

 

Sono andato a rivedermi la letteratura sull'argomento. Queste le conclusioni ad oggi.

 
Esiste un indirizzo di comportamento a cui più o meno tutti fanno riferimento ed è quello della Nordic Consensus pubblicata su Acta Paediatrica (2007; 96:638-43), ripresa su Medico e Bambino (2007;26: 573-9), che possiamo così riassumere:


1. se un testicolo vero ritenuto non scende entro 6 mesi, non ha margini ulteriori di attesa;
2. l'intervento chirurgico di orchidopessi è consigliato tra i 6 i 12 mesi;
3. non va usata la terapia ormonale per gli scarsi risultati immediati e per i possibili eventi avversi a lungo termine sulla spermatogenesi (ciò nonostante un bambino su 4 viene ancora trattato, o prima o dopo l'intervento);
4. far riferimento ad un centro di chirurgia pediatrica, che deve avere le competenze e un timing di intervento, entro il primo anno di vita (in Italia l'età media dell'intervento di orchidopessi è ancora di 23 mesi e solo il 13% dei bambini viene operato entro l'anno);
5. questo programma sembra che sia, a livello nazionale, condiviso da tutti, in primis dalla Società Italiana di Chirurgia Pediatrica.