| Dr. Raffaele D'Errico medico-chirurgo specialista in pediatria |
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Genitori con teen-agers manuali per l'uso |
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EDUCARE OGGI |
a cura di Lluis Cassany Riera 10/6/1999 | |
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Dedicato ai genitori, ma con speciale riferimento ai padri Ti dico ora più concretamente come devi comportarti nei confronti di tuo figlio adolescente Come riuscire ad avere un figlio sciocco. Introduzione al quarto manuale Documenti
di navigazione per nonni ben collaudati. Introduzione al quinto manuale
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"Manuali di sopravvivenza" |
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Mancano pochi
minuti alla partenza; i passeggeri hanno preso posto sull’aereo e la
hostess inizia a fare gesti con le mani mostrando le uscite di emergenza
e gli scomparti che conservano le maschere per l’ossigeno e i
giubbotti salvavita. Se siete un habitué del volo non ci fate caso e vi
sprofondate nella lettura del vostro giornale, ma, quasi senza volerlo,
di lì a poco vi sorprenderete, con l’aria di chi non vuol farlo, a
dare un’occhiata di qua e di là verso le porte di emergenza per
verificare se ci sono; sono certo che lo fate dissimulando le vostre
intenzioni, magari, mentre fingendo di allacciarvi le scarpe, allungate
invece di soppiatto la mano sotto il vostro sedile per ‘toccare’ il
vostro giubbotto salvavita. "Sì, c’è"; e vi rassicurate.
Siccome siete un assiduo frequentatore di aerei, siete riuscito a fare
tutte le verifiche del caso senza che il vostro vicino se ne sia
accorto. Bravo; avete superato il vostro piccolo esame pre-volo.
Mentalmente siete riuscito anche a ripassare la ‘posizione-da-catastrofe",
quella cioè che vi potrebbe salvare la vita in caso di disastro aereo.
Perché lo avete fatto? Perché siete un uomo prudente e quindi
avvertite la necessità di sapere a che cosa dovete attenervi quando
sull’aereo sta per iniziare il `rullare` e pare quasi che il velivolo
arranchi su una pista forestale mentre nella vostra mente fa capolino lo
spiacevole pensiero che forse questa volta non potrete gustare il
piacere di raccontare a casa "lo spavento che abbiamo
provato". Ebbene, anche se non ci avete pensato,
con l’educazione succedono esattamente le stesse cose. Soprattutto
quando iniziamo a renderci conto che il nostro progetto educativo non è
poi così vigoroso e vincente come avevamo immaginato prima di
intraprendere il viaggio nel ‘pianeta figlio’, senza dare
nell’occhio, ci sorprendiamo a spiare l’ubicazione e la praticabilità
delle possibili uscite di sicurezza e a ricercare a tentoni qualcosa a
cui poter aggrapparsi nel caso gli eventi precipitassero
all’improvviso. E’ come se soltanto allora ci accorgessimo
dell’esistenza di un cartello segnaletico che ci ammoniva: PERICOLO:
adolescenti a bordo! La ragione
che mi ha condotto a compilare
i presenti "Manuali
di sopravvivenza" è proprio questa: la
compassione per il nostro destino di genitori.
Introduzione
al primo manuale Avete un adolescente in casa? Se sì,
allora è sicuro che almeno in qualche occasione vi sarà capitato di
paragonare la vostra situazione con quella di una sala di aspetto in cui
c’è una bomba a orologeria ormai sul punto di scoppiare. Non dovete
dolervene però: si tratta di un’esperienza comune a tutti. Essere
padri e madri di un adolescente è infatti un’occasione ideale per
sperimentare le crisi di nervi, la perdita delle staffe, le arrabbiature
violente, gli scoraggiamenti e anche le crisi di onorabilità e di
prestigio. Mi è capitato in più di una occasione di ricevere, da
genitori, confessioni del seguente tenore: "Devo fare un grande
sforzo per ricordarmi che il mostro che ho in casa è mio figlio e che
lo amo. Ho paura infatti che, se mi lasciassi andare, finirei per
odiarlo. Quello che prima era un essere meravigliosamente ingenuo,
sincero, gradevole e affettuoso (anche se un po' sudicio e, lo devo
ammettere, anche disordinato), ora si è convertito in un ribelle che
protesta e che contesta, senza manco avvedersi di quanto il suo
comportamento sia incostante, incoerente e assurdo. Si finisce per
provare la sensazione che questi esseri vivi che si muovono per casa
(esseri umani?) siano lì proprio con lo scopo di fare ciò che più
arreca disturbo ai genitori; ma non basta: sembra che siano totalmente
incapaci di un qualsiasi gesto simpatico, di un piccolo servizio utile
agli altri, di un comportamento gradevole. Anche se non mancano di
sorprenderti; soprattutto se ti capita di osservarli quando stanno con
gli amici: con la loro combriccola, infatti, si mostrano servizievoli e
cercano, e ci riescono, di essere simpatici. Così ti capita di
chiederti: perché non si comportano così anche in casa? Ma non riesci
a trovare risposta". Se avete un adolescente in casa, che
vive proprio sotto il vostro tetto, è sicuro che in più di una
occasione, vi sarete sorpresi a esprimere un’angosciosa domanda:
"Ma noi: che cosa abbiamo fatto di male?" Dovete però anche considerare che
assumersi il carico di un adolescente ha anche i suoi vantaggi:
innanzitutto potete dimagrire facilmente senza la necessità di dover
ricorrere a nessun regime strano a base di plastica elaborata, per la
semplicissima ragione che o vi ritrovate senza appetito o avvertite la
necessità, per evitare guai peggiori, di autoconvincervi che non avete
lo stomaco che brontola; inoltre potete usufruire di molte più ore per
stare con voi stessi (pensate soltanto alle lunghe notti in cui non vi
è proprio riuscito di chiudere occhio!); non ultimo, i vostri bisogni
che vi spingono a interessarvi del campionato di calcio e a frequentare
le rappresentazioni teatrali hanno la fortuna di trovare, per così
dire, un appagamento all’origine, senza bisogno che vi scomodiate da
casa, dato che i vostri desideri di sfogarvi, di gridare e di liberare
l’ansia restano perfettamente soddisfatti entro le mura domestiche. Sì, ho pensato a voi, cari genitori,
al momento di concepire questo libretto. Esso è come un prontuario di
sopravvivenza in caso di catastrofi naturali: ho preparato per voi una
serie di consigli pratici e molto concreti per riuscire a sopportare le
bufere ricorrendo a una certa dose di astuzia tattica. Nota: Se la ‘vostra ora’ non è
ancora arrivata, arriverà; siatene certi. Quella meraviglia di bambino
che avete in casa nasconde, dietro i jeans sciupati e la maglietta
colorata la sua vera personalità. Essa è sepolta sotto una tonnellata
di insicurezze e di acne, ma non mancherà di esplodere. E’ solo
questione di tempo.
Dedicato
ai genitori, ma con speciale riferimento ai padri 1) Sì, lo so che è difficile,
tuttavia cercate di lottare con tutte le vostre forze per essere più
coerenti: se volete evitare guai cercate di non fare mai nulla che vada
contro quelle che vi è capitato di esprimere come idee vostre. 2) Non restate inattivi; i desideri che
avete di incidere sull’andamento sociale, metteteli in pratica;
discutete quello che viene affermato dai mass-media; criticate e
proponete soluzioni alle situazioni che vi sembrano ingiuste; uscite da
casa: visitate e aiutate i poveri (se non lo avete capito, questa è
‘politica di prevenzione’ di quella ‘fine’). 3) Non litigate né mostratevi
arrabbiati con vostra moglie (o vostro marito) davanti a ‘lui’. 4) Vi capita di sbagliare? Correggetevi
senza paura. Non pensate di perdere il vostro prestigio (...quale
prestigio?). 5) Sforzatevi di mostrarvi più
servizievoli in casa e occupatevi di più della faccende domestiche. 6) Insieme, voi e il vostro coniuge,
fate un piano settimanale delle cose da fare che preveda, per ambedue,
impegni di uguale intensità. 7) Siate ottimisti! E siate realisti. 8) Cercate di sottoporre a verifica le
idee che avete e di distinguere bene quali di esse sono frutto di ferma
convinzione e quali, invece, corrispondono all’abitudine o alla moda.
Riguardo a queste ultime, la parola d’ordine dev’essere: flessibilità. 9) In quello che considerate realmente
importante, siate fermi. Se trovate questo compito difficile aiutatevi
con questo esercizio: che cosa salvereste in caso di catastrofe? 10) Rinnovate ogni giorno l’amore che
avete verso il vostro coniuge. 11) Studiate. Imparate. Interessatevi
sinceramente delle novità che si manifestano nel mondo. 12) Non prendete alla leggera il fatto
di avere in casa un figlio adolescente. Formatevi! Cercate qualcuno che
vi segnali letture, corsi, conversazioni, ecc. 13) Pregate. Anche se da tempo non lo
fate, è arrivato il momento di farlo. Dio solo sa che razza di
pasticcio avete in casa e non mancherà di esprimervi tutta la Sua
solidarietà. 14) Anche se vi capita di pensare che
è tutta colpa vostra, non abbattetevi. Sicuramente avete commesso degli
errori, ma ricordatevi che dopotutto anche ‘lui’ ha la sua libertà. 15) Sorvegliate la televisione, la
stampa e le riviste che entrano in casa. Siate molto attenti su questo
punto anche se dovrete fare i conti con le molte proteste che vi
pioveranno addosso. 16) Imparate ad usare le seguenti
frasi: "Vinca il migliore"; "Quello che dici è
verissimo"; "Chiaro! Non ci avevo proprio pensato";
"Sì, ho sbagliato; accetto il mio errore". Utilizzatele
soprattutto quando l’argomento o la situazione vi permette di
rinunciare a qualcosa di non troppo importante. 17) Allontanate da voi il pernicioso
desiderio di ‘usare lui’ per fare bella figura davanti ad altri
genitori. 18) Riflettete: quando un animale
riceve uno stimolo, reagisce; non decide. I genitore di un adolescente
(ossia di un animale razionale in crisi) devono invece decidere
‘prima’ di avere una reazione. 19) Preparate una lista di cose che
volete sistemare con lui e numeratele secondo l’importanza reale che
esse hanno. Otterrete due risultati notevoli: di non battagliare su
tutti i fronti e di lottare con ordine e raziocinio. Man mano che
riuscirete a ottenere qualcosa, potrete porre sul tappeto un’altra
questione. E soprattutto: siate calmi. 20) Cercate di convincervi che
‘lui’ non è più un bambino. State però anche attenti a non
contraddirvi: non ditegli che è grande mentre continuate a trattarlo
come un ragazzino. 21) Ogni sera fate un esame di
coscienza riguardo a vostro figlio. Ma non che sia fine a se stesso:
ricavatene dei propositi concreti. 22) Anche se vi costa molto sforzo
-perché prevedete una reazione negativa- non rinunciate a cercare
un’occasione propizia per dire la verità a vostro figlio. 23) Collaborate con la scuola che lui
frequenta. Cercate di ottenere le massime informazioni possibili dai
suoi prof. Fissate con loro, sempreché ciò sia possibile, degli
obiettivi che siano comuni. 24) Rammentate che vi è anche una
ribellione sana e costruttiva: è quella che va contro la menzogna,
l’ipocrisia, la falsità, la disonestà e l’antinaturalezza. Siate
voi stessi dei ribelli in questo preciso senso. 25) Guardatevi dalla demagogia; tuttavia non mancate di riflettere che i giovani sono il prodotto -in qualche misura- di ciò che abbiamo fatto noi, dal momento in cui siamo divenuti adulti. Ti
dico ora più concretamente come devi comportarti nei confronti di tuo
figlio adolescente
1) Parla molto meno e ascoltalo molto
di più. Soprattutto vedi di non sentirti continuamente in obbligo di
mostrargli il tuo disaccordo. 2) Se proprio non puoi farne a meno,
limita le prediche teoriche e i discorsi sulla tua gioventù a uno
soltanto per anno. 3) Sorridi. 4) Procura di trovare argomenti che non
siano sempre causa di conflitti. Riguardo a questi ultimi, lo sai, non
devi proprio preoccuparti: già se ne occupa infatti tuo figlio di
portarli a dibattito. 5) Non scandalizzarti di nulla. 6) Mostrati come sei. Raccontagli le
tue cose anche se lui non te lo chiede. Non aver timore di confessargli
che hai delle lacune: lui se ne è già reso conto. 7) Concentrati su poche cose. Accetta
la battaglia solo quando avverti di avere la forza per vincerla. Non
‘bruciarti’ se non è strettamente necessario. 8) Se non ti senti realmente capace di
portarla a termine con serenità, non incominciare mai una conversazione
con lui. Succeda quel che succeda, dica quello che dica, convinciti che
hai fatto la scelta migliore. 9) Abbassa la guardia. Rilassati. Pare
che invece di stare seduto in casa tua assaporando una pizza, ti trovi
nel cuore del Vietnam. 10) Ragiona con ordine, con l’ordine
che tu hai imparato, anche se lui non l’accetta. Poi taci, ascolta e
sopporta con fermezza. Non rispondergli mai: "Perché sì", né
"Perché sono tuo padre", né "Fintanto che stai in
questa casa". 11) Conserva tranquillamente il tuo
stile di vita. Non è necessario che tu ti sforzi di stare aggiornato
nel modo di vestire, nel vocabolario e nelle maniere... sempreché non
sia tu stesso a volerlo. Per tuo figlio -lo devi sapere- tu sarai sempre
come una vecchia carrozza in un mondo di automobili sfreccianti. 12) Con calma e senza ironia,
rivolgigli domande pertinenti sul perché delle sue idee. 13) Mostragli senza parlare, con
l’esempio, che sei abbastanza sicuro di quello che fai. Se ti senti
insicuro, non agire. 14) Cerca l’aiuto di qualcuno di tua
fiducia, estraneo alla famiglia: un insegnante, un sacerdote, un amico,
un compagno. 15) Mostrati disponibile a che la
‘combriccola’ si riunisca in casa tua piuttosto che in qualche altro
posto. Cura solo di fissare le condizioni di salute mentale e fisica
indispensabili e che esse diventino effettive affinché i ragazzi non
disturbino i vicini. 16) Non mettere mai etichette. Invece
di dirgli: "Sei un bugiardo", digli: "Hai detto una
bugia". 17) Soldi. Non dargliene; quasi mai.
Voler comprare un adolescente produce sempre risultati negativi. 18) Cerca di ottenere che si metta di
fronte a se stesso: scrivendo un diario, esprimendo le sue idee per
iscritto, ragionando su una protesta, ecc. 19) Non castigare mai ‘a caldo’.
Non minacciare neppure castighi che sai che non puoi dare. Cerca sempre
che il castigo sia proporzionato all’errore commesso. 20) Non umiliarlo. Né con insulti, né
con commenti burloni, né con castighi corporali (attenzione: potresti
uscirne male!). 21) Parli con lui? Non divagare; usa un
linguaggio diretto. 22) Quando parli con lui delle sue
cose, non essere cinico, né ironico. 23) Davanti alle sue impertinenze la
strategia vincente è di non perdere mai la calma. Se però manca di
rispetto ai suoi parenti, non devi permetterlo. 24) Non gridare tu per primo e non
permettere che lui gridi. Ricorda: se gridi tu è come se permettessi
anche a lui di gridare. 25) Smettila di fare l’ingenuo: anche
se i tempi cambiano e lo stile del conversare, dell’atteggiarsi e del
comportarsi muta, le stesse cose che allora hanno dato fastidio a te,
ora danno fastidio anche a lui. 26) Dagli responsabilità. Non per
finta, però: veramente. 27) Se vedi che la sua integrità
-fisica, mentale, spirituale- non è in pericolo, lascialo fare; anche
se prevedi che andrà a sbattere. 28) Se lui è presente, non dare mai la
colpa ai professori e alla scuola. 29) La virtù sta nel mezzo. Non essere
paternalista o permissivo, né autoritario o direttivo.
"Uff!
Avrei bisogno che la giornata fosse di trenta ore!" ovvero:
stratagemmi educativi per madri che lavorano fuori casa. Introduzione
al secondo manuale Mettiamo subito le cose in chiaro: non
sono una donna. Non è che io mi senta molto orgoglioso degli
appartenenti al mio sesso (neppure me ne vergogno, come comprenderete),
ma è qualcosa che proprio non posso rimediare. Neppure desidero,
attraverso queste righe, adottare il punto di vista delle madri che
lavorano fuori casa. Non saprei davvero farlo. Tuttavia mi rivolgo a voi con
ammirazione, sì vi ammiro profondamente. Le madri che lavorano fuori
casa sono delle donne valide e chi non lo riconosce è perché soffre di
cecità mentale. Avete una famiglia, la portate avanti ciascun giorno
(quasi come una locomotiva che tira gli altri vagoni) e in più uscite
ogni giorno di casa per recarvi al lavoro. E so benissimo che molte di
voi non lavorano solo ‘per realizzarsi’ o ‘per non annoiarsi in
casa’, ma lo fanno proprio per contribuire con i loro guadagni
all’economia familiare. C’è tra di voi chi va a lavorare per
aiutarsi a superare delle inquietudini e c’è chi lo fa perché non
vuole rinunciare all’esperienza e alla preparazione acquisita
quand’era nubile. Altre di voi, ancora, si dedicano ad attività
socialmente utili o assumono impegni con l’intento di fare delle
esperienze atte a migliorare il loro carattere. Le statistiche affermano che le donne
sono delle lavoratrici migliori della maggioranza degli uomini. Ma
c’era proprio bisogno di ricorrere alle statistiche per saperlo? Basta
osservare e vedere. In casa voi esprimete una vera e propria cultura
manageriale: stilate i budget, trattate i problemi del ‘personale’
in modo creativo ed efficace, vigilate sulla organizzazione interna e
curate le relazioni pubbliche, vi occupate direttamente dei ‘servizi
d’impresa’ (famigliare): le pulizie, gli acquisti, i pagamenti, ecc.
E, dopo che vi siete occupate di tutte queste incombenze, risulta anche
che, se andate fuori casa a lavorare, venite considerate delle buone
lavoratrici. Davvero non c’è da stupirsi se molte volte siete così
stanche! Il vostro più che a un ménage, assomiglia piuttosto a un surménage.
Per di più quando siete sul vostro posto di lavoro, vi accade spesso, a
differenza dei vostri colleghi maschi, di trovarvi nella situazione di
dover dimostrare agli altri, con il vostro lavoro professionale, che
valete per davvero. I sorrisetti ironici e i commenti
insinuanti spesso non si contano e talvolta li incrociate in modo
completamente inaspettato a farvi da stimolo affinché ‘non dormiate
sugli allori’. Infine, cosa questa che non viene in mente alla
maggioranza degli uomini, cercate di vestire bene, vi fate belle e date
risalto alla vostra figura. Ma il vostro vero cruccio è che il
tempo non vi basta mai; infatti c’è sempre qualcosa che non va
secondo le vostre aspettative, nonostante tutti i vostri sforzi; una
volta sono i lavori di casa, un’altra i bambini che vi appaiono come
le vittime incolpevoli del vostro stare così tante ore fuori casa per
lavorare, un’altra volta ancora è vostro monito che, lui così
comprensivo, vi fa la faccia cattiva perché "la sua camicia ha
delle pieghe fuori posto" oppure semplicemente perché "avete
ritardato" e ciò avviene precisamente in quel giorno in cui tutto
vi è andato storto e rincasate con una gran voglia di trovare un po’
di comprensione. I suggerimenti che seguono e che ho
dedicato a voi ‘madri che lavorate fuori casa’, anche se non vi
appariranno buoni consigli sappiate almeno che sono stati oggetto di
molta riflessione. Senza falsa umiltà vi confesso che a me, padre di
una creatura, sembrano interessanti. Potete leggerli dove volete, in
autobus, alla fermata del metrò o mentre state facendo la coda in
macelleria. Essi sono il frutto dell’esperienza di altre madri
lavoratrici e forse voi potrete ottenerne un qualche vantaggio. In ogni
caso, dietro ciascun punto c’è una storia nascosta; a volte di amari
insuccessi e, altre volte, di clamorose riuscite, tutte, sempre, con lo
scopo di fare le cose bene nell’attendere ai figli e al marito. Nel
proporveli io mi auguro che il frutto di questi ‘sudori’ anteriori
ai vostri, possano aiutarvi a schivare qualche errore o a rendervi conto
di qualcosa che non potreste in ogni caso arrivare a fare senza il
ricorso a uno sforzo supplementare eccessivamente gravoso. 1) Non ti lamentare. Lo so, hai
trecentomila ragioni per farlo, tuttavia non ti lamentare. Che vantaggio
ne otterrai, infatti? Pensa invece che, se non lo fai, stai già
ottenendo di educare meglio i tuoi figli. 2) Non ti compatire; anche se hai
cinquecentomila ragioni per farlo, non ti compatire. E’ vero che è un
modo per esternare almeno un poco tutte le tue angosce, però renditi
conto che, nel migliore dei casi, il risultato che otterrai sarà solo
quello di riuscire ad addolorare i tuoi figli. 3) Quando programmi le cose che hai da
fare in casa, mettile in scala d’importanza secondo una gerarchia di
valori. Chiediti: che cosa ho da fare di più importante? Che cosa
invece può aspettare? 4) La casa è il luogo dove vivete e vi
relazionate. Proprio per questo tu vuoi che sia igienica, gradevole e
accogliente. D’accordo; però, tranquillamente. Non devi arrivare
prima al concorso per la casa più bella. 5) Non voler fare tutto tu, impara a
delegare. Fai in modo che ognuno abbia le proprie incombenze, senza
complessi. Dividi le cose da fare a metà, con tuo marito, senza pensare
che gli toccano solo le cose ‘nelle quali tu non arrivi’. 6) Non permettere che in casa tua ci
siano ‘lavori da donne’ e ‘lavori da uomini’. Che ciascuno
faccia quello che c’è da fare, quello per cui è versato e ha maggior
abilità e gusto: questa è infatti la ricetta giusta. 7) Lungo la settimana riserva qualche
momento per te, anche se si tratta di pochi minuti. Abitua gli altri a
rispettare questa decisione di ritirarti in questo tuo "sancta
sanctorum". Non devi preoccuparti; non è egoismo. E’ solo
necessità di ricaricarsi. 8) Se non ti fai divorare
dall’attivismo frenetico di voler arrivare dappertutto, eviterai di
cadere nella depressione. La cosa migliore è che la tua testa governi
sempre il tuo lavoro e la tua attività. Pertanto domandati di quando in
quando: perché sto facendo questa cosa? 9) Se credi in Dio -cosa che ti
consiglio- digli ogni mattina che le cose che farai, le farai per Lui. E
chiedigli anche che ciascuno dei tuoi sforzi vada per il bene di tuo
marito e dei tuoi figli. 10) Lavori ‘fuori’ e lavori
‘in’ casa; pertanto non puoi fare tutto bene e pienamente. Bada
allora a non perdere di vista ciò che è più importante come persona,
come sposa e come madre; quindi, adatta il tuo agire al tuo modo di
pensare (e non al contrario!) 11) Dedica un’attenzione intensa e
quotidiana a ciascuno dei tuoi figli. Osserva che dico ‘intensa’ e
‘quotidiana’, non ‘esaustiva’ perché so che tu non hai tempo
per questo. 12) Quando puoi e secondo la loro età,
racconta qualcosa del tuo lavoro ai tuoi figli. A quello molto piccolo
puoi spiegare che oggi "hai fatto molto bene il tuo dovere"; a
quello più grande potrai anche confessargli che ‘questo lavoro non è
riuscito proprio come speravi’. Fa che partecipino alle tue attività. 13) Spiega ai tuoi figli qual è la
situazione in casa. Di senza giri di parole quel che ti aspetti da loro,
ma, più che imporre le cose, se è possibile, chiedi che ti aiutino. 14) Non tenere tutto dentro. Parla dei
tuoi desideri con tuo marito; parlagli di te, di lui, dei vostri figli.
E parlane anche con chi ti può aiutare. Eviterai così di sentirti
isolata in un mare di attività. 15) Quando ritorni dal lavoro, proprio
prima di varcare la soglia di casa, pensa a quello che da te ci si
aspetta. Metti la chiave nella serratura e preparali a rinnovare
l’utopia in cui credi. Non entrare in casa come chi entra in un campo
di concentramento; anche se a volte lo sembra, tu sai che può essere
diverso se ci metti del tuo. 16) E ora alcuni imperativi, facili da
dire, nei confronti dei figli. Quando li vedi, sorridi, non gridare e
non convertirti in una mitragliatrice di ordini (il record attuale
dev’essere di dieci o undici ordini al secondo; non è affatto
necessario che tu lo superi!). 17) A volte ti capita di sentirti
domestica invece di madre: fermati un secondo e cerca una buona ragione
per servire. Se però ti accorgi che stai facendo qualcosa che doveva
esser fatto da un altro, allora smetti, cerca il responsabile e mettilo
al lavoro. 18) Cura la tua persona... ma non solo
quando esci. Fatti bella, quando puoi, per tuo marito e per i tuoi
figli. 19) Vi sono ragazzi che pensano che il
lato migliore della mamma se lo godono ‘quelli fuori casa’ e che a
loro toccano solo ‘i resti’. Pensa se questo è vero in qualche
occasione anche per te. 20) Non complicarti la vita per
organizzare i pasti. Dà loro da mangiare cibi sani,; varia il menù, ma
attenta a non complicarti la vita. 21) Se, già sposata e con figli, hai
da poco iniziato a lavorare, siediti con loro a discutere sulla nuova
situazione per programmare e distribuire gli incarichi. Sii ben
cosciente che il tuo lavoro interessa a loro quanto a te. 22) Poiché non puoi fare tutto da
sola, se la tua economia te lo permette, cercati un aiuto; così potrai
dedicarti a cose che contribuiranno meglio all’educazione dei tuoi
figli. 23) Se devi cercare un ‘asilo
d’infanzia’, evita di lasciare tuo figlio in un ‘parcheggio per
bambini’. Sceglilo con cura; entra in rapporto con le assistenti in
modo di avere con loro un rapporto di fiducia. E verifica che il loro
programma educativo ti soddisfi. 24) I fine-settimana, sì, quelle
quarantott’ore tanto desiderate e tanto odiate, programmale. Così da
avere il tempo per: fare le cose rimaste in arretrato; riposare; stare
con i tuoi figli e con tuo marito in un clima di minore stress del
solito; dedicarti a quello che ti piace. 25) Se ti pare di seguire un ritmo ‘frenetico’,
ricorda che l’immagine che devi dare in casa è quella
dell’"accessibilità". Nessun figlio deve tralasciare di
avvicinarti ‘perché mamma ha cose più importanti a cui pensare’. 26) "Ma come vuoi che dedichi
tempo ai miei figli, se non ne ho?" Ecco il mio consiglio: accetta
di fare le cose che fai, con un figlio appeso alla tua gonna. Se spazzi,
spazza con lui che ti racconta come è andata la sua partita di calcio;
se cucini, cucina con quell’altro che vuole spiegarti l’ingiustizia
patita a scuola. Certo, ci metterai più tempo a fare le cose... e forse
brucerai la frittata. Però ne vale la pena. 27) Se i tuoi figli arrivano a casa
quando tu sei ancora al lavoro, chiamali. Per domandare loro come è
andata la giornata, per incaricarli di quello che devono fare, per dire
loro che arriverai non appena potrai. Affinché i tuoi figli vedano che
tu vorresti stare con loro. 28) Tu non sei un asino carico né una
macchina da lavoro. Inventati quindi quello che sia -distrazioni, hobby,
attività, sport, giochi-, che dimostri (anche a te stessa) che non sei
una ‘sepolta viva’. 29) Non irritare i maschi nell’andare
in giro con la fronte aggrottata e con l’espressione risentita di chi
pensa al molto che gli altri gli devono a causa del lavoro che svolgono. 30) Non tralasciare di visitare la
scuola dei tuoi figli. Potrai apprendervi cose di estremo interesse: se
risentono del tuo lavoro fuori casa, se la loro condotta, le loro
amicizie, i loro studi e il loro carattere sono ok. E potrai anche
spiegare ai professori come possano meglio aiutarli. 31) Non sentirti mai colpevole per più
di venti secondi: questo è infatti il tempo massimo ammesso. Se hai
fatto qualcosa di male, vedi piuttosto di organizzarti per fare meglio
la prossima volta. E dopo, avanti! 32) Neppure devi sentirti colpevole se
ti capita di esplodere davanti ai bambini o perché confessi di non
arrivare a fare tutto. Non è affatto male che sappiano che tu non sei
perfetta. 33) Non minacciare: "Qualche
giorno non mi vedrete più" o "Uno di questi giorni pianto
tutto e...": Gli ultimatum non servono; bandiscili dalla tua vita. 34) Se realmente vedi che non puoi fare
tutto quello che ci si aspetta da te, non ti disperare; parlane con tuo
marito (aspetta a parlarne quando non sei nervosa) e cercate insieme una
soluzione. Rinunciate a qualcosa, cercate aiuto...quello che sia. La tua
salute è molto più importante. 35) Nel tuo lavoro, non opprimere i
tuoi colleghi con la ‘stitichezza’ dei figli, ma neppure lascia che
pensino che sei una zitella tutta d’un pezzo. 36) Non trasportare i tuoi problemi
familiari sul lavoro...e,prima di uscire dall’ufficio, ricordati di
depositare nell’archivio i tuoi impegni legati alla professione. 37) Se il tuo lavoro e quello di tuo
marito sono su un piano d’uguaglianza, dividete equamente tutto, sia
le spese che gli oneri di conduzione della casa, con la flessibilità
che si conviene a due persone legate da un vincolo d’amore reciproco. 38) Se vedi che ti manca il tempo per
parlare con tuo marito, ricorri a una decisione ‘eroica’. Sopprimi
la televisione. Prova e vedrai. 39) ‘Prima’ avevi delle amiche?
Conservale! Esse ti aiuteranno a non sentirti una madre-oggetto. Già lo
sai che non potrai dedicare loro lo stesso tempo di prima, però, una
chiamata di quando in quando, una merenda o un’uscita con altre
coppie...questo te lo puoi permettere. E’ solo questione di
proporselo. 40) Chiediti ogni tanto: che cosa ho di
più importante? A che cosa non sarei disposta a rinunciare mai? Sii
allora conseguente e, se non puoi dedicare a ‘quello’ il tuo tempo e
la tua attenzione a lungo, dedicaglielo almeno con intensità pari al
tuo interesse. 41) Ecco una cosa tanto importante
quanto difficile da esprimere: non devi essere aggressiva nel tuo modo
di vivere, ma neppure devi lasciare che ti schiaccino. Come fare? Sii
audace, prendi decisioni e non lasciare che nessuno (né la tua amica
che parla dell’aborto come ‘una grande conquista di civiltà’, né
tua nonna che aborrisce ogni forma di emancipazione femminile e vorrebbe
vederti sempre relegate in casa) ti colga di sorpresa. 42) Guardati con un po’ di distacco e
prova a fare la parodia di te stessa nelle situazioni difficili che hai
dovuto sopportare. Impara a ridere di ‘te stessa in casa’. Insomma
vivi con ilarità. 43) Solo tu sai quello che ti costa
questo lavoro fuori casa. Non permettere quindi che i tuoi figli
spendano il tuo denaro in assurdi capricci. No, proprio no!
In
casa il terremoto...e a noi i grattacapi! Manuale
per genitori di bambini che non arrivano alla cintura. Introduzione
al terzo manuale Vi ricordate il giorno delle vostre
nozze? Sembra appena ieri quella giornata così densa di emozioni, di
commozioni e di addii. Per l’ultima volta avete occupato il vostro
appartamento da scapolo e, con un rimescolio interno che vi prendeva
allo stomaco, avete accettato il ‘gran passo’; in quegli sguardi
tanto pieni di voglia di amare e di essere amati che vi siete scambiati,
mano nella mano, insieme avete sentito che quel turbamento interiore
scemava. Anche se il ricordo si mantiene così nitido, è passato tanto
tempo; sono accadute tante cose. E, tra le tante cose, è successa ‘la
cosa’: avete avuto un figlio. Mai nella vita, pur con
l’immaginazione più sfrenata, sareste riusciti a immaginare una gioia
tanto straordinaria come quella che vi ha arrecato la nascita di un
figlio. Ricordate il primo istante? Magari avete pianto. E ricordate di
aver toccato la sua pelle, le sue dita, la sua bocca e quella testona
così grande? Da allora è trascorso qualche tempo e voi avete speso i
vostri risparmi tra biberon, rullini di fotografie, succhiotti,
video-nastri e mini-biancheria... Il primo bagno, la prima pappina, il
primo "mamma" che risuonava meglio della musica della
Traviata, i primi passi, il primo bernoccolo, il primo... La vita, la ‘sua’ vita si è
manifestata ad ogni passo e ogni giorno era come il giorno del
Principino. Che cosa vi è rimasto di quel tempo magico? Quello di adesso, infatti, è tutto
diverso! Senza, peraltro, che l’amore che sentite verso di ‘lui’
sia diminuito; anzi, è successo proprio il contrario! Avete ascoltato
le sue prime parole con trepidazione e avete perfino intuito i suoi
primi pensieri. Mentre la piccola creatura correva per la casa,
riempiendola tutta di grida, di bava e di disordine miste a curiosità,
voi avete partecipato con intensità alla sua gioia di vivere; avete
risposto ai suoi richiami e avete sorpreso nei suoi sorrisi e nelle sue
carezze la gioia degli incontri con i familiari. A volte avreste
desiderato di mangiare vostro figlio di baci... e, in altri
momenti,forse vi siete pentiti di non averlo fatto. Perché, chi lo
ferma più, ora? E’ diventato un terremoto che tutto investe, tutto
tocca, tutto insudicia e tutto rompe. Il giornale - il suo posto è
sempre stato sul tavolino della sala da pranzo - ora giace, ridotto in
briciole, nel bagno. Il soprammobile regalato dalla zia e sul quale si
mettevano i fermagli metallici, ora è introvabile, sia lui sia i
fermagli. Ora vi muovete per casa con una circospezione prima
sconosciuta; perché? Diamine, per non rischiare di ripetere il volo
dell’altro giorno quando il vostro piede è inciampato in una
macchinina delle sue abbandonata sul pavimento del corridoio! E che dire
della bambolina della ‘principessa’ che, anziché stare nel suo bel
lettino, è sempre lì a intralciare i vostri movimenti nei posti più
impensabili? Ricordate quei bei momenti di
tranquillità che gustavate al ritorno dal lavoro? E quelle belle notti
lunghe, lunghe in cui si poteva dormire per tante ore di seguito? Dove
sono andate a finire? "Più!" vi sorprendete ad esclamare
imitando il gesto di allargare le braccia nel modo tipico del piccolo
terremoto. Vi rendete conto, a poco a poco, che s’è verificato, che
continua a verificarsi, uno scambio: tranquillità contro amore. Se
eravate in cerca di una maniera per educarvi a sopportare le piccole,
frequenti, fastidiose contrarietà della vita, ora non avete più
bisogno di cercarla; l’avete trovata. E voi, forti dell’amore che
sentite, sopportate tutto. Sì, perché niente vi tocca per davvero
specie se confrontato con il compenso grande che avete ricevuto e che
continuate a ricevere. I consigli che ora vi proporrò non vi
insegneranno certamente ad amare di più vostro figlio; solo uno sciocco
può pensare una cosa simile. Spero però di riuscire a passarvi qualche
idea affinché possiate educarlo meglio ovverosia farlo più felice. Ho
infatti raccolto, con pazienza, alcune testimonianze di ‘vittime’
del ‘terremoto’ e che, al pari di voi ora, si sono già cimentate
con analoghe gioie e difficoltà. Ho suddiviso la materia in quattro
distinti titoli. Habitat 1) Imparate da lui la capacità di
captare le cose; osservatelo: prima di comprendere le parole lui già sa
se voi siete arrabbiati, contenti, tristi, orgogliosi, preoccupati o
angustiati per la sua condotta. L’atmosfera generale che lo circonda
(il contesto) è la prima comunicazione che riceve. 2) Sorridete. Anche se a volte vi costa
farlo, sorridete; specie quando lo vedete apparire. E poi ancora, tutte
le volte che è possibile sorridere, fate in modo di non perdere questa
buona abitudine. 3) Toccatelo, abbracciatelo,
spettinatelo. Il contatto fisico, durante i primi anni di vita, è il
miglior linguaggio. Non abbiate paura, voi papà, a mostrarvi affettuosi
con lui. 4) Un buon ‘clima’ in casa si ha
solo se vi è un buon ‘clima’ tra di voi. Se siete ‘amareggiato’,
manifestatelo quando lui non c’è. Per un bambino il vedere litigare i
genitori è come assistere al crollo della volta del cielo. 5) Voi non siete solo i suoi genitori;
siete la sua sicurezza, i suoi canali di comunicazione, i suoi modelli e
i suoi eroi. Voi siete sopra di tutto; e ora che siete il tutto di
qualcuno non potete più essere i tipi normali e ordinari che eravate
prima quando percorrevate la vostra strada da soli. Sforzatevi allora di
migliorare, personalmente, perché così anche l’universo di vostro
figlio migliorerà. 6) Insegnategli tutto: cose, parole,
gusti, odori, rumori, esperienze tattili. Vi sembra che non capisca? Non
preoccupatevi. Egli archivia. 7) Non capiterà più a vostro figlio,
in tutta la sua vita, di aver tanta voglia di imparare così tante cose
come ora. Non lasciate che, per colpa vostra, questo bel desiderio venga
limitato. 8) I due migliori giocattoli di vostro
figlio? Senza alcun dubbio siete voi due genitori. Non privatelo dei
suoi giochi: state con lui. Giocate con lui. 9) Osservatelo ogni giorno un po’. Sì,
perché a volte lo guardate senza vederlo... o vedendo solo le sue mani
sudicie o i suoi pantaloni strappati. Quando cambia gioco osservate la
sua reazione davanti alle cose, la sua forza e la sua curiosità. Vi
sono moltissimi genitori che non sarebbero in grado di parlare
obiettivamente dei loro figli per più di dieci minuti... perché non li
conoscono abbastanza. 10) Comprategli dei libri (oggi ci sono
libri per tutti i gusti, perfino da mordere, da calpestare, da
stropicciare). Anche se non sanno ancora leggere, comprateglieli. E
leggeteglieli anche: voi dinanzi a lui. 11) Raccontate loro delle fiabe e
spiegate loro molti racconti. Se vi ricordate, usate sempre le stesse
parole nel raccontare una nuova volta. Questa ripetizione che tanto vi
annoia, aiuterà vostro figlio a interiorizzare la struttura del
linguaggio. 12) Stimolate la sua immaginazione.
Incoraggiatelo a raccontarvi quello che gli passa per la testa e
lasciate che inventi storie insensate. 13) Se potete, dotate la sua camera di
una lavagna affinché possa fare dei grandi disegni. In questa maniera
lo preparerete alla lettura. 14) Fate in modo che faccia molti
chilometri a quattro zampe. Otterrete il risultato di migliorare la sua
coordinazione motoria. 15) Di quando in quando ispezionate la
casa con l’occhio ai possibili pericoli: spine e prese elettriche,
prodotti per le pulizie, vasi e altri oggetti fragili e taglienti,
piccoli oggetti che possono essere inghiottiti o infilati nelle narici o
nelle orecchie. Evitate errori che potranno rivelarsi fatali. 16) Sedetevi, tranquillamente, mentre
lui fa qualcosa. Siate presenti; che lui senta che voi ci siete: è
importante per dargli sicurezza. 17) Predisponete nella casa una zona
dove lui possa stare a suo agio. Che sia sempre la stessa zona è
meglio, ma non confinatelo là. Lasciate che si muova liberamente per la
casa, il più possibile compatibilmente con le esigenze di agibilità. Ordine e obbedienza 18) Vi capita di dire: "Bambino
mio, la tua camera sembra una gabbia di leoni!" e poi: "Ma
dove avrò messo i miei occhiali?". Ebbene, se credete che vostro
figlio non si renda conto della notevole contraddizione del vostro
parlare, lasciatemelo dire, siete davvero degli ingenui! 19) L’ordine ‘fuori’ è il
risultato dell’ordine ‘dentro’. Se volete insegnargli a essere
ordinato, cercate per prima cosa di ordinare la sua ‘scatola nera’. 20) Insegnategli a essere previdente:
"Che cosa farai ora?"; "Che cosa ti servirà per
farlo?". 21) Mostrate a vostro figlio che
bisogna aver cura delle cose e che l’ordine è il modo giusto per
farlo. Come? Con l’esempio. Abbiate voi, per primi, cura delle cose
che usate. Pensateci bene prima di gettarle via. 22) Anche se siete disordinati, non
sottraetevi all’impegno di non esserlo. E’ importante che lui vi
veda ogni giorno lottare per migliorare. Potete anche chiedergli
aiuto... anche se ha solo tre anni, egli potrà aiutarvi efficacemente. 23) Riordinare le cose è
un’abitudine; quindi ci vuole tempo per impararla. Siate dunque
costanti. Esigete poche cose, però ben fatte e che... siano
suscettibili di essere verificate. 24) E’ inutile che dite al bambino:
"Ragazzo mio, devi essere più ordinato!". E’ come se tu gli
avessi detto: "Il mare è azzurro e l’economia potreebbe
inflazionare". Bisogna ‘concretare’. Metti in pratica! 25) Ordine. Ogni cosa deve avere il suo
posto. Non ci deve essere posto per giocattoli ‘fluttuanti’ nello
spazio, oggi in un cassetto, domani in un armadio, nel passato dentro la
dispensa...perché: dove finirà l’anno prossimo? 26) L’ordine non è solo ordine nelle
cose; bisogna essere ordinati anche negli orari. Nello spazio e nel
tempo. 27) Ci sono quelli che nascono
ordinati... però la cosa normale è quella che voi avete in casa: una
lotta senza quartiere per mantenere aperto un passaggio verso la camera
del bambino. Coraggio; non perdetevi d’animo. 28) Rifletti: non c’è alternativa.
Per poter arrivare alla sua camera senza inciampare l’unica strada è
quella di educarlo all’ordine. E la via efficace è quella di educare
la sua testa all’ordine. Non tralasciare di farlo se vuoi che la sua
vita sia davvero consistente. 29) Quando i bambini sono molto piccoli
(fino a cinque anni) avete un asso nella manica come genitori; potete
infatti usare come argomento questo: "Lo fai perché te lo dico
io". 30) Gli dici: "Paolo, vai in
cucina, apri l’armadio della dispensa e prendi una scatola di sardine.
Dopo passa dalla sala da pranzo e prendi quel calzino che devo terminare
di cucire; ma, prima di portarmi queste due cose, non dimenticare di
pulirti le scarpe". Che cosa vuoi: un figlio ubbidiente o un
tecnico della NASA? 31) Come dare esempio di ubbidienza? Le
occasioni non vi mancano: ubbidite alle norme del traffico, astenetevi
dal criticare gli ordini che i vostri capi vi impartiscono, rispettate
le norme sociali. 32) Date pochi ordini. Vigilate che
siano adempiuti. 33) Quando date un ordine, datelo una
sola volta, in modo chiaro. Se infatti lo ripetete e, man mano che i
minuti passano, non siete ubbiditi, il vostro ordine diviene simile al
ritornello di un pappagallo. 34) Di fronte a un atto di
disubbidienza, per prima cosa chiedetevi il motivo; poi cercate di
comprendere; in terzo luogo cercate di ragionare sul perché non doveva
disubbidire; da ultimo fate sì che vostro figlio accetti di subire
qualche conseguenza negativa che sia a volte un rimprovero e a volte un
castigo. 35) Troppi divieti! "Non toccare
questo! Non mettere le dita nel naso! Non ascoltare quando parlo al
telefono! Non correre per la casa! ...". A volte pare che
l’ubbidire equivalga a essere come una mummia nel suo sarcofago. E
dopo non meravigliamoci delle sue reazioni davanti alle nostre parole
sciocche! 36) Se invece di comandare, quache
volta proponete; se invece di imporre, all’occasione suggerite; se
invece di esigere, di quando in quando spiegate,... forse non darete a
vostro figlio così tanti motivi per disubbidirvi. 37) Predicate a vostro figlio che
quando voi eravate piccoli e disubbidienti, arrivava vostro padre con la
frusta. A che pro lo fate? Servono davvero a vostro figlio, queste
prediche? Abitudini familiari 38) Non gridate e non sarete assordati. 39) "Ascolta, bambino mio, bisogna
sempre dire la verità... e se chiama la nonna, dille che la mamma è
uscita a fare la spesa". Ecco un’altra contraddizione di quelle
che fanno epoca. 40) Se volete abituare vostro figlio a
dire la verità, fatelo voi per primi e non abbiate paura che le vostre
menzogne e le vostre pietose bugie vengano a galla. 41) Se volete che la vostra famiglia
inizi a formarsi saldamente, inventate molte abitudini familiari e
create delle tradizioni domestiche: il sabato, tutti insieme a lavare
l’auto; dopo una vittoria di squadra, si festeggia con un sacchetto di
patatine; la domenica, cioccolata con frittelle a colazione... Tutto
questo aiuta la famiglia a mettere delle radici. 42) Da dove veniamo noi? Raccontate ai
vostri figli le storie dei loro famigliari; che sappiano da dove vengono
e conoscano le loro origini. 43) Ecco un buon cocktail per capire
vostro figlio:40% di osservazione; 40% di ascolto; 15% di domande e solo
il 5% di colloquio. Non c’è una ricetta migliore di questa. 44) C’è un lamento comune: "Mio
figlio non mi racconta niente; devo tirargli fuori tutto io a furia di
domande". E allora mi viene spontaneo dire: "Avete osservato
che vostro figlio racconta le cose quando andate in gita in macchina, o
nel bagno o vedendo la televisione insieme o mentre giocate con
lui?" Alla fine, una conclusione: meno interrogatorio e più
situazioni gradite vissute insieme. 45) "Qual è il nome delle quattro
tartarughe, bambino?" Se guardate insieme a lui la televisione,
approfittatene per farlo ragionare, per fornirgli un criterio su ciò
che è bene e ciò che è male. Se infatti accettate la televisione come
una pianta soporifera, accettate poi anche le conseguenze: violenza,
parolacce, cattive abitudini, ... 46) Vi sono alcune norme di cortesia
che servono per comportarsi con un certo tocco di qualità: aprire la
porta agli adulti e alle signore; chiedere le cose per favore; non
toccare il cibo con le mani; dire grazie... Se non lo insegnate voi, a
volte non glielo insegna nessuno... 47) Non aspettate che il bambino sia
grande per inculcargli le abitudini igieniche (lavarsi le mani, i denti,
farsi la doccia da solo, usare la salvietta...). A volte i bambini
sentono un’attrazione fatale per la sporcizia, che bisogna sradicare
quanto prima. 48) Non fate voi le cose che potrebbe
fare lui! Anche se a voi riuscirebbero meglio e più in fretta, lasciate
che si eserciti in tutto quello che non possa pregiudicarlo. 49) Un modo per insegnargli a essere
responsabile è di dargli incarichi in famiglia: farsi il letto,
ritirare la biancheria sporca, spegnere le luci, vuotare il cestino,
portare fuori la spazzatura... Questo contribuirà a trarre dal suo
lavoro un beneficio per tutti. 50) Non temete che si spezzi o che si
pieghi se esigete da lui che faccia qualcosa che non desidera fare per
‘nessuna ragione al mondo’. 51) Lasciate che partecipi nelle
decisioni che sono alla sua portata: dove andiamo oggi a passeggio? Che
cosa comperiamo di dolce? Quali bambini invitiamo alla tua festa? Come
possiamo chiamare il cane? 52) Se avete convinzioni religiose,
agite di conseguenza e insegnategli a viverle. Fate che impari alcune
orazioni a memoria... un giorno, queste orazioni saranno la soluzione
dei suoi problemi. Situazioni di compromesso 53) Il miglior regalo che ci
sia...siete voi; fategli questo regalo con frequenza. 54) Non castigatelo per calmare la
vostra arrabbiatura. Quando lo castigate, fatelo perché volete che
vostro figlio diventi migliore. E se potete cambiare i castighi con cose
positive ("Come castigo ti incaricherai di preparare la tavola per
tutta una settimana" invece di "Non uscirai a giocare")
è molto meglio. 55) Ai figli non si deve promettere
loro cose perché facciano il loro dovere. A voi non danno la medaglia
al merito civile per andare ogni giorno a lavorare. 56) E’ una cosa infondata pensare che
i figli subiscano un trauma se i loro genitori esigono qualcosa da loro.
No; i figli si traumatizzano se i loro genitori sono dei despoti, dagli
ubriaconi, degli attaccabrighe o se si separano o litigano. Fino ad
oggi, nessun figlio ha subito un trauma perchè alcuni genitori
amorevolmente gli hanno chiesto di fare quello che deve. 57) Mio figlio mi ha domandato come
nascono i bambini, perché sa già a memoria come nascono. Che faccio? 1°-
Non sottrarti e rispondi. 2°- Non dire bugie. 3°- Dì le cose come
stanno. 4°- Leggi in tutta fretta un libro di consigli. 58) La maggioranza dei bambini, fino a
tre anni, non dice bugie, perché nella loro testa confondono la realtà
con la fantasia. 59) Se vostro figlio dice una bugia,
non ditegli che è bugiardo, ma che ha detto una bugia. 60) Le menzogne sono punte di iceberg,
segnali di allarme che segnalano che qualcosa va male. Il più delle
volte, le bugie sono la conseguenza di qualcosa da scoprire e a cui
occorre dare soluzione. 61) Le gelosie sono una reazione logica
di rifiuto di qualcosa o di qualcuno che ci separa dai nostri privilegi.
Pertanto, in molte occasioni, sono logiche e prevedibili. 62) Un bambino roso dalla gelosia fa
pena. Però, poveri quei genitori che, portando questa pena, gli
consentono capricci! Alla fine, otterranno un figlio geloso e
capriccioso. 63) I gelosi di solito si curano: 1°)
con l’attenzione individualizzata verso il bambino geloso (e quello
che più importa, è il contatto personale, lui da solo con il padre o
con la madre); 2°) con il tempo; 3°) con l’avere chiaro che il modo
di comportarsi dei gelosi non produrrà alcun vantaggio; 4°) con
l’ottenere, attraverso la nuova situazione familiare che si è creata,
una maggiore responsabilità da parte sua (la responsabilità del
maggiore). 64) I nonni non sono fazzoletti: non si
possono usare e gettare. Se stanno passando un momento di fervore
educativo o sono ansiosi di ricompensare il nipote che li ha fatti
diventare nonni, bisogna parlare con loro (il padre coi suoi genitori,
la madre con i suoi). 65) Avete sbagliato. Avete fatto male,
molto male. Però che solenne sciocchezza avete commesso! Ebbene, non
continuate a colpevolizzarvi. Pensate piuttosto, quando il vostro senso
di colpa non vi lascia vivere che l’educazione non è la stessa cosa
di una partita di pallacanestro; i vostri ‘centri’ valgono mille
volte più dei vostri sbagli, e per ciascun sbaglio avete a disposizione
mille nuove opportunità di risalire. 66) Cerca, fai paragoni, e se credi che
tuo figlio può essere migliore... domandati come concretamente puoi
fare; chiedi aiuto a chi ne sa più di te; studia; scambia esperienze
con altri, rifletti di più. 67) Nell’educazione di vostro figlio,
comportatevi con rigore professionale. Prima di tutto, i due ‘soci’
dell’impresa devono avere frequenti incontri di lavoro, nei quali
scambiarsi informazioni e punti di vista, al fine di unificare i criteri
di azione e fissare gli obiettivi adeguati. Se sorgono problemi, bisogna
cercarne le cause e usare creatività per trovare le soluzioni.
Come
riuscire ad avere un figlio sciocco. Manuale
per genitori principianti Introduzione
al quarto manuale I genitori che non hanno necessità di
questo manuale costituiscono un vero esercito. Essi hanno assai più
cognizioni di quelle che sono necessarie per raggiungere l’obiettivo
di fare dei loro figli degli autentici sciocchi. Tuttavia, in alcune
zone lontane di questo pianeta, sopravvivono alcuni genitori antiquati
che -in buona fede, ne sono sicuro- esercitano sui loro figli una tale
influenza da ottenere che questi crescano sani e contenti, socievoli,
onesti, servizievoli e che perfino studino. E’ a questo sparuto gruppo
di ‘educatori’ che io dirigo questa mia pubblicazione, per vedere se
finiranno per cambiare i loro atteggiamenti al fine di raggiungere le
mete che ci si aspetta da loro, e cioè che i loro figli siano come la
maggior parte dei figli: capricciosi, incostanti, pettegoli, pigri e
brontoloni. Se dunque sei preoccupato perché tuo
figlio o tua figlia non sono tanto stupidi come i figli dei tuoi amici,
non ti abbattere. Sei ancora in tempo a ‘rimediare’. Metti in
pratica i consigli che seguono e otterrai il risultato desiderato. Soprattutto non pensare mai che il
senso comune sia un buon consigliere. Rinuncia senz’altro a essere
coerente e lasciati portare dai tuoi istinti più che dal tuo cuore. L’autore, certo dell’enorme
pericolo che comporta la cattiva interpretazione di questi suoi consigli
pratici, raccomanda al lettore di adempiere alla lettera ciò che qui si
raccomanda, senza fare concessioni né alla propria creatività né a
considerazioni intorno a ciò che è facile e ciò che è difficile
mettere in pratica. Se si pensa che tutto quello che qui di
seguito verrà detto, è stato ricavato dall’osservazione reale di
fatti e di aneddoti aventi come protagonisti genitori di differenti
condizioni sociali, i quali tutti hanno conseguito un risultato pieno
nell’obiettivo di riuscire ad avere dei figli tonti e inadatti per la
vita, si converrà che ciò costituisce una prova inconfutabile della
bontà e dell’effettività di quanto qui si consiglia. 1) Sempre quando puoi, litiga col tuo
coniuge davanti a tuo figlio. Se prevedi che il pasticcio che vai
preparando sarà sufficientemente impressionante -in termini di
acustica, volo di piatti, colpo di porta, piagnucolamenti, ecc.- non
aver dubbi nel decidere di toglierlo dal letto o di andare a cercarlo a
scuola perché possa assistervi. In questo modo contribuirai che il
ragazzo si renda conto di come va il mondo e percepisca per tempo che ha
ragione chi è il più testardo e il più egoista. 2) Procura di essere disordinato nelle
tue cose. Quando arrivi a casa non appendere mai la giacca e il
cappotto. Nel tuo luogo di lavoro, sul tuo divano (perché è
indispensabile che tu abbia un divano in esclusiva) e in generale in
quelle zone della casa dove tu passi regolarmente, devono essere
disseminati i tuoi effetti personali. Contribuirai così ad evitargli
traumi per quando andrà all’università. 3) Se è possibile, menti non appena te
ne è offerta l’occasione. Non temere che ti colgano in fallo, perché
anche se tuo figlio qualche volta captasse le tue menzogne, in fondo
imparerà che non deve fidarsi di nessuno nella vita... neanche di suo
padre. 4) A tavola, pensa più a te stesso che
agli altri; avventati, se è necessario, sul miglior pezzo di carne;
serviti per primo da bere e se manca qualcosa non alzarti mai. Sforzati
di protestare rumorosamente se osservi sulla tavola il minimo indizio di
uno sbaglio. In questo modo avrai la sicurezza che tuo figlio mangerà
la sua parte quando farà il servizio militare. 5) Non mostrarti educato, né curati
delle norme di urbanità. Non ringraziare mai... neanche quando senti il
dovere di farlo. Non cedere il passo ad altre persone né tralascia di
alzare la voce in un luogo pubblico anche se ti sembra di non doverlo
fare. Insegnerai così a tuo figlio che chi è molto remissivo non
trionfa nella vita. 6) Cerca sempre di cominciare i tuoi
discorsi con lui con "perché lo dico io". Lo aiuterai così a
identificare con prontezza tra le molte voci quella che è sicuramente
più autorevole. 7) Subito dopo avergli detto di no in
qualche cosa (mangiare un gelato, vedere la televisione, giocare al
calcio, ecc.) fai tu immediatamente quello che gli hai appena proibito.
Egli se ne andrà rendendosi conto dei vantaggi che si hanno da adulti. 8) Nello stesso senso, come
rafforzativo, cerca di alternare "questo lo farai quando sarai più
grande" con "sei ancora piccolo per questo" e con
"questo devi farlo perché sei già grande". 9) Ripetigli continuamente "io
alla tua età..." e dopo dilungati in qualche virtù. Sempre che tu
possa porti come modello nei tuoi discorsi. Avrà così un buon esempio
in cui riflettersi. 10) Picchialo forte e spesso. Se
qualche volta si ferisce seriamente, in viaggio verso l’ospedale fagli
comprendere che lo hai fatto solo per il suo bene, e ricordagli che tuo
padre ti colpiva con una cinghia di cuoio. 11) Quando devi parlare di tuo figlio
davanti a una terza persona, e lui è presente, puoi scegliere tra due
atteggiamenti: lodarlo in modo esagerato o dire che è un disastro
assoluto e senza rimedio. 12) Cerca di mettergli ‘etichette
durature’, succeda quel che succeda: "sei uno sciocco",
"sei un egoista", "non smetterai mai di essere
disordinato", ecc. sono le più raccomandate. Procura di non
cambiarle mai, per tutta la vita. In tal modo andrà sempre più
prendendo coscienza di se stesso. 13) Cerca di non sorridere mai. Perché
chi sorride oggi? Solo i pazzi e le monache. 14) Cura tutto col denaro! Dagliene in
quantità, che non si senta inferiore o più povero dei suoi compagni.
Non chiedergli spiegazioni sull’uso che ne fa. E’così che lo
educherai alla libertà. 15) Anche se devi chiedere un prestito
alla banca, compragli sempre quello che ti chiede. I regali
‘costosi’ (come il trenino elettrico computerizzato, la moto, la
macchina, l’appartamento da scapolo, ecc.) regalaglieli pirma che te
li chieda lui. Ricorda sempre che la tua missione di padre è quella di
farlo felice. 16) Tienilo il massimo tempo possibile
davanti al televisore. Se è necessario, obbligalo a sorbirsi i
programmi che non gli piacciono. Non faresti lo stesso se avesse dovuto
inghiottire uno sciroppo cattivo? E’ una occasione d’oro perché
acquisti spirito critico. 17) Rispetta la sua libertà: che
arrivi a mangiare quando ha fame e che dica ciò che vuole -anche se
fossero grossolanità-. Non lo opprimere né con orari né con regole
antiquate riguardo il buon andamento di una famiglia. 18) Insegnagli che il badare alla casa
non è affar suo: non permettere che si faccia il letto, né che si
occupi di incarichi di alcun tipo. Avrà già l’occasione di servire
gli altri quando sarà obbligato. 19) Fai in modo che mai ti veda
leggere! Al massimo, se proprio hai questo vizio, chiuditi in bagno e
leggi. In casa tua devono circolare solo riviste leggere e opuscoli
pubblicitari. 20) Non pregare mai. Non praticare la
tua religione. Anche se ti risulta difficile, digli che andare a Messa e
confessarsi è molto buono per i bambini, ma non per te. Quando sarà
maggiorenne potrà così scegliere più liberamente secondo la sua
coscienza. 21) Sii sincero. Non evitare di
criticare le persone conosciute alla sua presenza. Se puoi, fai in modo
che sia presente anche quando, col tuo coniuge, ‘analizzate’
qualcuno. Così comprenderà appieno che nessuno è perfetto. 22) Evita di avere contatti con la
scuola che frequenta; né fa che ti invitino i suoi professori. 23) Quando arrivano le comunicazioni
scolastiche, controlla per prima cosa quello che non va bene: le note e
i provvedimenti disciplinari causati dalle mancanze di applicazione.
Dopo esserti arrabbiato (non può mancare la frase -ricorda-
"Quando io avevo la tua età...") commenta come di sfuggita:
"Vuoi spiegarmi a che cosa ti serve un bel voto in lingua se in
matematica sei un disastro?" 24) Se tuo figlio arriva a casa
contrariato per l’operato di un suo professore, non dar peso alla cosa
e soprattutto non dare mai la colpa a tuo figlio; digli piuttosto che
progetti subito un cambio di scuola, perché i suoi insegnanti sono un
vero disastro. 25) Insegnagli a ‘piantar grane’.
Non permettere che si intimorisca davanti ai suoi compagni. Mostragli
qualche colpo segreto e altri stratagemmi che possono arrecare veramente
danno. Quando avrai ottenuto che lo impari, ricordagli che non dovrà
mai incominciare per primo a ‘menare le mani’. Quello che gli hai
insegnato -così gli dirai- deve usarlo solo per difendersi. 26) Non permettere che senta pietà o
che tenti di aiutare un altro. Taglia alla radice questi gesti di
collaborazione in cose benefiche e senza guadagno immediato. Spiegagli
subito, senza mezzi termini, che nessuno dà niente per niente. Se
infatti agisci al contrario, ti potrebbe uscir fuori un figlio buono e
povero. 27) Mostragli che cosa significa la
proprietà privata: i suoi giocattoli han da essere solo suoi. Quelli
infatti che prestano sempre finiscono per non valutare più che cosa
costano effettivamente le cose. 28) Risparmiagli le visioni spiacevoli
della vita. Soprattutto non raccontargli che esistono persone di molto
più bisognose di lui. Tanto non potrebbe farci nulla. 29) Quando tuo figlio si stanca e
lascia le cose da fare a metà, lascia correre. E’ ancora piccolo per
fare tutto bene. Se hai dei dubbi, rifletti: non ti dà forse fastidio
comportarti tutto il giorno da poliziotto nei suoi riguardi? 30) Ripeti spesso a tuo figlio che
tutto è relativo e che le verità di prima sono state sostituite dalle
verità di adesso. 31) Non traumatizzarlo proibendogli la
visione di scene e di immagini violente o erotiche. Sii naturale proprio
per insegnargli a vivere la ‘virtù’ della naturalezza: che veda e
che legga tutto. 32) Cerca di fare della satira, quando
puoi; vedrai come starà al suo posto! Se un giorno si lava le mani
prima di cenare, invece di complimentarti con lui, sciogligli un
"Va’, il nostro mostrcciattolo, per una volta, si è
civilizzato!" Mentre dici questo, non sorridere, né guardalo:
continua a leggere il tuo giornale. 33) Mettilo in ridicolo quando puoi
farlo. In sua presenza, racconta ai tuoi amici le cose barbare che di
solito fa. E ridi sempre di lui: è il modo più sottile che si conosca
di educare all’umiltà. 34) Quando viene a raccontarti le sue
cose, taglia corto. Fagli capire che le sue cose non hanno per te la
minima importanza. Ne riparlerete quando sarà più grande. 35) Hai già insegnato a tuo figlio che
bisogna essere servili con i potenti e prepotenti con gli umili? Fallo
subito. Potresti arrivare tardi, e in tal caso tuo figlio non avrà
successo nella vita. 36) Se non ti lamenti, sempre e
continuamente, degli ordini che ricevi sul tuo lavoro e non commenti che
i tuoi capi sono degli inetti e che tu faresti mille volte meglio, stai
perdendo l’occasione di dare a intendere a tuo figlio che il mondo è
ingiusto. 37) Dimostragli che appartiene a una
famiglia che ha un proprio stile: che i suoi biscotti non sono semplici
biscotti, ma biscotti con doppio strato di cioccolato e nocciola; che la
sua bibita non è acqua corrente, ma acqua minerale decalcificata con
gas (meglio: gazzosa); che le sue scarpe non sono solamente scarpe, ma
l’ultimo modello aerodinamico di calzature. Compra solo cose di marca
e che si tratti di marche note e care. 38) Quando devi comprargli dei
giocattoli, segui due massime educative infallibili: che siano carissime
e che servano solo per essere ammirati. 39) Di sicuro, qualche volta hai
giocato con tuo figlio! Pentiti e cerca per il futuro di correggerti. 40) La minaccia è una risorsa
pedagogica insufficientemente sfruttata dai genitori; procura che le
minacce siano ‘vere’ minacce. Senza dubbio non è poi necessario che
tu le attui. 41) Polemizza sopra tutti gli
argomenti, anche se ti mancano le conoscenze e l’unica cosa che
possiedi sono dei pregiudizi. Se infatti non lo fai, potresti perdere la
tua autorità e tuo figlio potrebbe pensare che tu sei un ignorante. 42) Insegnagli che cosa vuol dire
vestire degnamente: ad ogni stagione rinnova tutto il suo vestiario,
anche se è in buone condizioni; se qualcosa minimamente si sciupa,
insegnagli a gettarla. 43) Per ottenere che tuo figlio se ne
intenda, usa un vocabolario adeguato: parolacce, grossolanità, cinismo,
frasi fatte, ecc. Procura che il tuo vocabolario si limiti rigorosamente
al vocabolario del comico d’avanspettacolo. 44) Ti costa essere altero, orgoglioso,
presuntuoso? Prova allora ad esercitarti in gesti di disdegno, in frasi
umilianti, in maniere pretenziose, ecc.; un po’ alla volta imparerai. 45) Quando ti sbagli, non riconoscerlo
mai; evita di correggerti anche se tu dovessi per questo ‘agire di
immaginazione’ sull’argomento. In altro modo, infatti, con un padre
che sbaglia, come credi che tuo figlio potrebbe crescere senza provare
dei sentimenti di insicurezza? 46) Convinciti totalmente che, magari
un qualche giorno la tecnologia cambierà l’erba dei prati in una più
pratica moquette lavabile e convertirà la brezza marina in una
gradevole aria condizionata. Insegna a tuo figlio che la natura o
"la si sfrutta o non serve a nulla". 47) Insegnagli che la virtù
dell’ottimismo consiste nel non fare nulla e nel pensare che qualche
giorno le cose andranno meglio. 48) Se dici che pensi a qualcosa e
agisci in modo contrario, stai aiutando il tuo ragazzo a capire qual è
il sottile e vero ingranaggio della vita. 49) Cerca di essere sicuro di te stesso
affinché tuo figlio abbia sempre dove attaccarsi. Non ti porre mai il
problema se potresti agire meglio di quello che attualmente stai
facendo. 50) Se dopo tutti gli sforzi che hai
investito nella sua educazione, tuo figlio è tanto stupido e
disgraziato da andarsene da casa, non crearti stupidi complessi nel
ripensare a lui e a quello che avresti potuto fare e non hai fatto.
Allontana prontamente questi inutili pensieri!
Documenti
di navigazione Introduzione
al quinto manuale Avresti mai immaginato come è duro
essere nonno? Chiaro che no; quando uno, da fuori, è ridotto alla
semplice categoria di padre, non arriva mai a mettersi nella pelle di un
nonno. Al massimo alcuni arrivano a scorgere nella figura dei ‘padri
grandi’ -come direbbero i francesi- una immagine di tranquillità, di
sussiego e di riposo. Ah, quanto si sbagliano! Tu ed io
sappiamo bene che, oggigiorno, essere nonno o nonna non è per niente
facile. Da un lato, vediamo che, in non pochi casi, i figli si sbagliano
di grosso nell’educare i nipoti... però nessuno chiede la tua
opinione e, se la dici di tua iniziativa, povero te! Nel migliore dei
casi, ti tacceranno di antiquato o non ti ascolteranno. D’altro canto
ultimamente la figura del nonno si è convertita in un campione fino a
oggi inedito nel processo di civilizzazione. Come potremmo infatti
definirlo? Il nonno è oggi una mescolanza caotica di
padre-sorvegliante-canguro e cane-guardiano, senza voce né volto. Che gioia, che soddisfazione, stare con
i nipoti, passeggiare con loro, raccontare loro delle cose ed
ascoltarli! Ecco qui una gioia intima che solo con il passare degli anni
può essere scoperta... il brutto è quando i figli, i padri dei nipoti,
considerano che questa allegria, questa soddisfazione, questa gioia
intima, è nostro obbligo e ci impongono orari e condizioni per poterne
usufruire. Già sai che non si tratta di chiedere niente in cambio. Lo
facciamo per amore, che è il modo migliore per fare le cose. Però un
poco di considerazione non andrebbe davvero niente male! Perché dimmi,
con la mano sul cuore: non ti sei mai sentito un po’ ‘utilizzato’? Questa carta di navigazione non è per
nonni amareggiati. E neppure è diretta a quei vecchietti incantevoli
che trascorrono le ore al sole, senza fare nulla e senza nessuno di cui
occuparsi. Questa carta di navigazione è diretta a zii con iniziativa,
a giovani di cuore... che hanno nipoti. I punti che seguono sono stati
pensati propio per chiarire quali debbono essere le funzioni del nonno,
perché se è vero che c’è da amare e c’è da servire, è però
anche vero che non c’è da lasciarsi truffare. 1) Tu non ‘sei’ solo nonno, ma devi
anche ‘esercitare’ come tale. Se essere nonno fosse solo un titolo,
la cosa migliore sarebbe appenderlo in sala da pranzo invece di questo
orribile quadro. Pensa che essere nonno è un lavoro e domandati: che
c’è da fare? 2) Nell’ordine naturale tu sei il
terzo responsabile dell’educazione dei tuoi nipoti. Primi sono i
genitori, dopo i fratelli maggiori e dopo voi, i nonni. Applica questo
principio! 3) Non permettere che tuo figlio
deleghi a te la responsabilità che deve assumere lui per quanto
concerne l’educazione dei figli. 4) Fa’ tutto il possibile affinché
non ti vedano come un "canguro gratuito" o come un
"parcheggio di bambini" per il fine settimana. Cura i tuoi
nipoti, procura di stare con loro, però non lasciarti prendere in giro. 5) Anche se sei in pensione, il tuo
tempo è tuo. Investilo come meglio ti pare. Non lasciare che altri te
lo pianifichino. 6) Non dire mai ai tuoi nipoti:
"Ai miei tempi...". I tuoi tempi sono oggi, ora! Tu non hai
smesso di vivere qualche anno fa. Non vivere dunque i tempi attuali con
la prospettiva nel passato. 7) A ciascuno dei tuoi nipoti, quando
li vedi, fa’ loro due domande su cose che non comprendono bene. Vedrai
che in quattro o cinque settimane diventerai il nonno meglio informato
del paese; verrai a conoscere cose insospettate... e il tuo prestigio
aumenterà considerevolmente. 8) Non cercare di risolvere niente col
denaro o con regali ai nipoti. Essi ti considereranno un nonno-oggetto.
Se vuoi, e puoi, compra regali, però non cercare di coprarli per mezzo
dei regali. 9) Che i nipoti non notino mai che non
sei d’accordo con le decisioni importanti che hanno preso i loro
genitori. Essi possono sbagliare (anche tu) però non faresti nessun
bene ai figli mostrando il tuo disaccordo. 10) Non ti scandalizzare mai di nulla.
Limita al massimo espressioni come questa: "Dove andremo a
finire!" 11) La storia, l’arte, la politica,
la musica, lo sport, non hanno cessato di esistere il giorno in cui tu
sei andato in pensione. Fa’ uno sforzo per restare informato. 12) E’ bene essere aggiornati, non
solo nelle questioni che direttamente ti premono, ma anche in tutto
quello che è possibile. I tuoi nipoti possono aiutarti molto in questo. 13) Vi sono nonni ‘con classe’ e
nonni ‘senza classe’. Si differenziano in quanto i primi sanno
ascoltare e i secondi sanno solo parlare. 14) Fa domande... e ascolta le
risposte. Ciò aiuterà i nipoti a pensare; tu li conoscerai meglio e
potrai altresì aiutarli meglio. 15) A volte i nipoti vedono i loro
nonni come alcuni mobili antichi, di cui bisogna avere cura per il loro
valore d’antiquariato. A volte, i nonni portano la responsabilità del
fatto che i loro nipoti li vedano così. 16) Una persona accessibile è quella
che è disposta ad ascoltare e a parlare... se un’altra persona le
chiede che ascolti e che parli. Infatti, non è propriamente la stessa
cosa il rendersi disponibili e l’inquisire. 17) I consigli sono più effettivi
(meglio: sono effettivi soltanto) quando sono sollecitati. Se sei tu che
hai la necessità di darli, il meglio che puoi fare è risparmiarli. In
ogni caso sii astuto: provoca nei tuoi nipoti la necessità di
chiederli. 18) Se svolgiamo un’indagine tra
tutti i nipoti del mondo su una sola domanda: "Qual è la virtù più
rara del tuo nonno?" sono sicuro che riporterebbe la vittoria la
risposta "L’allegria". Tu, allora, sii raro, proprio in
questo senso! 19) Se non ti lamenti mai dei tuoi
mali, alla fine i tuoi nipoti finiranno per rendersi conto che tu li sai
sopportare, e così avrai dato loro una lezione davvero indimenticabile. 20) Non minacciarli mai ed astieniti
dal ricattarli affettivamente con l’idea della tua morte. 21) Ora lasciami dire alcune cose che
un nonno che ha iniziativa deve conoscere: i nomi degli amici intimi del
nipote, il nome del suo professore preferito o di cui ha simpatia, il
nome del complesso di Rock preferito, la marca del suoi pantaloni... 22) Contribuisci affinché i tuoi
nipoti conoscano gli usi e le tradizioni familiari, sociali, storiche.
Se lo fai, proporrai loro una cosa che non hanno, che non sanno di avere
bisogno e di cui più avanti ti ringrazieranno: le loro radici. 23) Tenta di spiegare seriamente ai
nipoti la storia della famiglia: ti assicuro che ti sorprenderai
gradevolmente. 24) Non rinunciare alle tue idee di
fondo con la scusa che sono superate per i tempi attuali. Dà esempio di
fedeltà ad alcuni principi. 25) Hai osservato la povertà di
vocaboli della gioventù? Non credi che su questo puoi aiutarli
moltissimo? Utilizza allora sinonimi, frasi fatte, proverbi, ecc. che
non siano propri del linguaggio televisivo, né comico di turno. 26) Ti piace burlarti delle
limitazioni, dei difetti, o dei problemi dei tuoi nipoti; vedi di farlo
un po’ di meno. 27) Burlati invece un poco dei tuoi
propri limiti, dei tuoi difetti o dei tuoi problemi. Se non ti prendi
troppo sul serio, contribuirai a che neppure i tuoi nipoti si
considerino l’ombelico del mondo. 28) Se hai idee religiose, diffondile
tra i tuoi nipoti. Non soffrire pensando che coarti la loro libertà. Al
contrario: darai loro elementi che potranno usare per capire se stessi e
per capire il mondo. 29) Non è la stessa cosa amarli e
stare con loro a fare le stesse sciocchezze che fanno loro. Non
pretendere di attirarli facendo il pagliaccio. 30) Però neppure devi temere di fare
il pagliaccio nel momento di dire che sinceramente non comprendi la loro
condotta e le loro inclinazioni. 31) Ti ricordi come ti mostravi
simpatico e gradevole quando, anni fa, cercavi di far innamorare la tua
‘bella’? Ora hai da far innamorare i tuoi nipoti: sii simpatico. 32) C’è un tesoro che tu hai, che
manca ai tuoi figli e che i nipoti non conoscono: il tempo! Abbi tempo
per loro. 33) Se la tua dentiera è posticcia, non importa: mostrala con prodigalità.
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