Dr. Raffaele D'Errico                                                                            medico-chirurgo specialista in pediatria

svezzamento
alimentazione complementare a richiesta

Alimentazione complementare a richiesta
 

Ovvero “Perché dottore non mi svezza il bambino come si è sempre fatto?”

          

 Non più svezzamento!


Dimenticate lo svezzamento: io non lo faccio più!

Svezzamento è proprio una brutta parola. Per di più usata impropriamente perché, in realtà, descrive l’abbandono totale dell’allattamento al seno da parte del bambino ormai grande per il quale rappresenterebbe soltanto un vezzo, un vizio.

 

 Alimentazione complementare a richiesta 


Nel nostro caso, invece, a questa età non avviene l’abbandono di nulla, ma solo un arricchimento di esperienza che poi diventa un cambiamento molto parziale e graduale del regime dietetico. All’alimentazione lattea ancora eccellente, quindi, si andranno gradatamente ad integrare alimenti vari, secondo la scelta e i gusti del bambino.

 

 Aspettare i 6 mesi 


Il tempo ideale per questo passaggio sono i 6 mesi, perché rappresenta il momento in cui si riuniscono le varie competenze necessarie (intestinali, motorie, psichiche), affinché il bambino possa essere in grado di cominciare a sperimentare l’introduzione di cibi solidi in tutta sicurezza.

 

 Allergie e rischi vari 


La scienza della nutrizione è concorde nell’affermare che il bambino a questa età mangiando qualunque alimento non rischierà allergie, intolleranze, diarree, inalazioni di corpi estranei, né più né meno dei suoi colleghi di un anno.

 

 Perché non uno schema? 


Perché l’alimentazione, come il parlare, l’agire e il comportarsi è frutto della propria identità, del proprio carattere e delle relazioni tra il bambino e la propria famiglia.
Il primo passaggio, quindi, è conoscere bene il proprio figlio, non rapportandolo agli altri; amarlo e accettarlo per quello che è; credere in lui e farsi amare.
La sua individualità sarà una miscela tra le sue caratteristiche genetiche e ciò che voi gli insegnerete attivamente e soprattutto passivamente.
Ecco così che anche per l’alimentazione sarà importante l’emulazione e la compartecipazione. 
Vostro figlio potrebbe cominciare a mangiare subito e tutto, così come potrebbe metterci qualche mese. Dovrete solo seguirlo senza costringerlo e presentargli i cibi della vostra tavola.

 

 Tenere il bambino a tavola con i genitori 


L'unica differenza tra un "prima" e un "dopo" è tenere il bambino in braccio mentre mangiate voi, tutti insieme, e spegnere la televisione.
Il bambino allunga le mani per prendere quello che avete nel piatto? Accontentatelo! 
Ovviamente dovete tritarlo con una forchetta o un tritaprezzemolo. 
Quanto? Quanto ne vuole. Cosa? Tutto. Tutto significa… tutto! Sì, anche quello che state pensando ora! 
Fa male solo quello che fa male anche a voi! Se non vi chiede non date. Se chiede dategliene ancora. 
Dopo continuate ad offrire il latte al solito orario: vedrete che prima o poi non lo chiederà più.

 

IO MI SVEZZO DA SOLO!

E' un libro bellissimo per due ordini di motivi.
Primo, è scritto in modo molto discorsivo e semplice e da un medico pediatra, che si intuisce bene, parla sulla scorta della sua grande esperienza, quella di tutti i giorni.
Secondo, perché è un libro che sconvolge! Tutti! Genitori, persone che hanno a che fare con i bambini, ma non da meno i pediatri. E poiché io sono un pediatra, posso dire ad alta voce al collega Lucio Permarini: GRAZIE!…

Ulteriori info su http://www.bonomieditore.i t/piermarini.html

Articolo di Permarini...

Una copia potresti trovarla anche presso la segreteria del mio studio: chiedila!


Un'alimentazione sana...