Dr. Raffaele D'Errico                                                                      medico-chirurgo specialista in pediatria

spasmi affettivi

Gli Spasmi respiratori affettivi

Irrigidimento e perdita di coscienza dopo il pianto


Gli spasmi respiratori affettivi sono movimenti di irrigidimento del bambino, scatenati spesso da dolori acuti e/o pianto in ragione di varie condizioni frustranti, con arresto del respiro e breve perdita di coscienza.


L'età di insorgenza è tra i 6-8 mesi e i 3 anni.


Se ne distingue una "forma asfittica" in cui spesso durante il pianto, si ha un progressivo aumento dei singhiozzi, con apnee sempre maggiori fino ad un arresto del respiro, cianosi, perdita di coscienza, ripresa automatica (cioè senza interventi esterni tipo schiaffi, ecc.) del ritmo respiratorio, risveglio; ed una forma, non cianotica, di tipo lipotimico-sincopale, più spesso ad insorgenza secondaria ad un dolore acuto.

 

Il quadro, quindi, compare sempre dopo una crisi su base emotiva nella quale, per una causa anche banale (un divieto, una lite per gioco), scatta un pianto irrefrenabile, in cui il bambino trattiene il fiato e culmina con lo svenimento (perdita di sensi da scarsa ossigenazione).
A dispetto della drammaticità del quadro (che terrorizza ovviamente i presenti), si tratta di un evento senza conseguenze, in quanto, una volta svenuto, il piccolo riprende a respirare automaticamente e l'evento termina così.

 

Il problema più importante, invece, sorge quando il piccolo scopre che, in seguito all'accaduto, ha acquisito un potere che prima non aveva: quello di tenere in scacco la famiglia. Allora, non appena se ne ripresenta l'occasione, ripete il comportamento che si è rivelato vantaggioso.
Pertanto, il consiglio sarà quello di cercare di tenere un atteggiamento il più possibile controllato, senza tragedie né allarmi. Al limite, quando il bambino inizia la crisi di pianto, andare via in un'altra stanza, togliendo subito al neo attore tragico il pubblico per la sua commedia.