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Gli spasmi
respiratori affettivi sono movimenti di irrigidimento
del bambino, scatenati spesso da dolori acuti e/o pianto in
ragione di varie condizioni frustranti, con arresto del respiro
e breve perdita di coscienza.
L'età di insorgenza è tra i 6-8 mesi e i 3 anni.
Se
ne distingue una "forma asfittica"
in cui spesso durante il pianto, si ha un progressivo aumento dei
singhiozzi, con apnee sempre maggiori fino ad un arresto del respiro,
cianosi, perdita di coscienza, ripresa automatica (cioè senza interventi
esterni tipo schiaffi, ecc.) del ritmo respiratorio, risveglio; ed
una forma, non cianotica, di tipo
lipotimico-sincopale, più spesso ad insorgenza secondaria ad un dolore
acuto.
Il quadro, quindi, compare sempre dopo
una crisi su base emotiva nella quale, per una causa anche banale
(un divieto, una lite per gioco), scatta un pianto irrefrenabile, in cui
il bambino trattiene il fiato e culmina con lo svenimento (perdita di
sensi da scarsa ossigenazione).
A dispetto della drammaticità del quadro (che terrorizza ovviamente i
presenti), si tratta di un evento senza conseguenze, in quanto,
una volta svenuto, il piccolo riprende a respirare automaticamente e
l'evento termina così.
Il
problema più importante, invece, sorge quando il piccolo scopre che, in
seguito all'accaduto, ha acquisito un potere che prima non aveva: quello
di
tenere in scacco la famiglia. Allora, non appena se ne
ripresenta l'occasione, ripete il comportamento che si è rivelato
vantaggioso.
Pertanto, il consiglio sarà quello di cercare di tenere un atteggiamento
il più possibile controllato, senza tragedie né allarmi. Al limite,
quando il bambino inizia la crisi di pianto, andare via in un'altra
stanza, togliendo subito al neo attore tragico il pubblico per la sua
commedia. |