| Dr. Raffaele D'Errico medico-chirurgo specialista in pediatria |
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| raffreddore, infezioni delle prime vie respiratorie |
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IL RAFFREDDORE E LE INFEZIONI DELLE PRIME VIE RESPIRATORIE
redatto il 6 dicembre 2011 |
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Il raffreddore o meglio "i raffreddori" sono infezioni delle alte (o prime) vie respiratorie (naso, gola), caratterizzate da naso chiuso e colante, a volte associate a mal di gola e febbre, raucedine, occhi rossi, molto spesso accompagnate a tosse catarrale. Massima la frequenza in età prescolare. La causa dei raffreddori non è il freddo ma le infezioni virali. L'unica prevenzione é il lavaggio frequente delle mani. Non esiste una terapia se non sintomatica. Attenzione alle terapie inutili e qualche volta dannose.
I RAFFREDDORI NON SONO CAUSATI DAL FREDDO...
E' classico, infatti, che in famiglia o nella classe a scuola spesso si ritrovino molti soggetti "raffreddati", il che testimonia la genesi infettiva e altamente diffusiva dei raffreddori. Se un genitore non si ammala appresso al figlio vuol dire semplicemente che quel virus lui lo ha già contratto. Infatti, una volta superata l'infezione, l'immunità verso quel virus durerà tutta la vita, così come accade generalmente per tutte le malattie infettive.
IL SAPERE CI AIUTA AD EVITARE ATTEGGIAMENTI SBAGLIATI...
Già sapere questo è un primo passo per la comprensione di tante cose, ma
anche per
E' il termine "raffreddore" che purtroppo forvia dalla comprensione di ciò che essi sono: malattie infettive. Facendo la loro comparsa nel periodo invernale e chiamandoli "malattie da raffreddamento", pensiamo che sia il freddo a scatenarli, ma non è così.
LA MIGLIORE PREVENZIONE E' IL LAVAGGIO DELLE MANI...
I virus si diffondono da una persona all'altra per mezzo di starnuti, colpi di tosse e con le mani sporche di muco, per contatto con soggetti ammalati o attraverso oggetti contaminati. I virus dei raffreddori, infatti, possono sopravvivere su giochi, telefoni, maniglie, asciugamani, tavoli o su altri oggetti per tre ore e da questi trasmessi al naso, alla bocca o agli occhi attraverso le mani. Il periodo di incubazione è molto breve, variabile da 8 ore a 5 giorni dal contagio. E' per questo motivo che una delle maggiori possibilità di prevenzione di queste malattie infettive risulta proprio il lavaggio frequente delle mani, come dimostrato in vari studi e consigliato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
PERCHE' I BAMBINI "RICADONO" CONTINUAMENTE?
Il motivo per cui durante l'inverno il bambino sembra "ricadere" di continuo nei raffreddori è legato al fatto che di questi virus ne esistono almeno 200 forme diverse, e che il bambino, nella sua breve storia, non ha mai contratto. Globalmente li chiamiamo "virus parainfluenzali", perché precedono i virus dell'Influenza. Poiché essi attaccano sempre le prime vie respiratorie e causano sempre la stessa sintomatologia (tosse, raffreddore e/o febbre), agli occhi dei genitori queste infezioni recidivanti appaiono come un continum, o come "continue ricadute", facendo credere che i loro figli siano malati, deboli. Nella realtà, invece, si tratta sempre di infezioni diverse, causate cioè da virus diversi.
Spesso i genitori preoccupati chiedono con insistenza al pediatra visite specialistiche (soprattutto otorinolaringoiatria e allergologia), nonché indagini di laboratorio, ma un'accurata anamnesi (la storia clinica) è sufficiente a qualunque pediatra per comprendere se ci troviamo dinanzi a banali "infezioni recidivanti delle alte vie respiratorie".
Se il genitore è attento potrà osservare lui stesso che i fenomeni recidivanti sono caratterizzati da periodi di acuzie (raffreddore e tosse forte con o senza febbre), cui fanno seguito periodi di miglioramento, anche se con strascichi di lieve rinite, per poi accendersi nuovamente a causa di una nuova infezione. Tutto questo è al massimo della sua incidenza nel periodo invernale per la frequentazione di ambienti chiusi, come la scuola e le palestre, che rappresentano così foci di infezione. Il primo anno di scolarizzazione, allora, per un primo figlio, potrebbe essere caratterizzato da un andamento di malattie continue (raffreddori) che si susseguono con effetto a ping-pong.
I PICCOLISSIMI PROTETTI DAGLI ANTICORPI MATERNI
Spesso si pensa che questa protezione sia dovuta al latte materno, ma - seppur parzialmente vero - ciò che veramente protegge i lattanti dalle infezioni sono proprio quegli anticorpi che la madre gli dona durante la gestazione. Addirittura, in questi primi mesi di vita, potremmo affermare che il lattante è immunologicamente la fotocopia della sua mamma. Infatti, gli anticorpi che ella possiede a seguito di tutte le malattie infettive contratte nel corso della vita, verranno trasmessi al piccolo, prima di nascere, attraverso la placenta.
E così pian pianino, nei mesi che passeranno dalla nascita del lattante, questi anticorpi materni, essendo passivi (cioè non prodotti attivamente dal piccolo), verranno eliminati. Cominceranno così, anche per lui, le prime esperienze di raffreddori, malattie infettive virali delle alte vie respiratorie. Un passaggio obbligato per diventare adulti immunologicamente!
SINTOMI NOIOSI, MA UTILISSIMI!
Tutto questo comporterà uno stato di malessere nel soggetto malato e un corteo di sintomi classici che, benché noiosi, risulteranno utilissimi. Tutto a conferma della perfezione del nostro organismo. Nulla è un caso! Tutto, tutto nel nostro corpo ha una finalità e una sua utilità.
LA TOSSE...
La tosse, che all'inizio sarà un po' stizzosa, si trasformerà ben presto in tosse catarrale, mucosa, il cui scopo sarà quello di espellere il muco pieno di virus all'esterno dell'organismo. Nelle fasi acute iniziali potrà essere frequente e più manifesta di notte, perché nella posizione supina il muco, scivolando dietro il naso, scenderà più facilmente nelle vie respiratorie attivando di conseguenza il riflesso tossigeno, utile per favorire la risalita del muco invischiato con tutti i suoi virus e la sua espettorazione.
Spesso i
genitori chiedono un farmaco fluidificante o mucolitico, pensando così
di "eliminare il muco", senza capire
che usando questo tipo di farmaco
LA FEBBRE...
La febbre, pertanto, andrà sempre intesa come "un farmaco", come un evento in sé per sé buono, e pertanto mai combattuta. Ricordiamo che non esiste temperatura febbrile al di sopra della quale è "allarme rosso". Nessun livello di temperatura potrà mai arrecare danni all'organismo (saremmo imperfetti!).
Solo se la febbre procurasse grossi fastidi al bambino, che si manifesteranno con un'estrema irrequietezza, sarà utile somministrare un antipiretico per aiutarlo a sentirsi momentaneamente meglio. Finito, infatti, l'effetto del farmaco (ovviamente) la temperatura risalirà (per fortuna!), perché evidentemente il virus continua nel frattempo a replicarsi e l'organismo avrà bisogno della febbre per ucciderlo (proprio come in una fornace ardente!). Attenzione, pertanto, a non abusare degli antipiretici e a non usarli troppo spesso e troppo ravvicinati, perché così facendo rischieremmo di allungare il tempo di guarigione oltre che esporre il piccolo a dosi di farmaco troppo elevate (effetto sommatorio), prima ancora che siano state smaltite dal fegato, con possibili e gravi effetti collaterali.
La
durata di queste affezioni è in genere limitata, con febbre che
sparisce in 2-4 giorni, infiammazione di gola e naso che dureranno una
settimana, tosse che potrà persistere anche per 2 settimane.
Dopo l'età di 7 anni il numero
di episodi per anno comincerà a diminuire notevolmente, com'è esperienza
comune di tutti i bambini e dei loro genitori.
QUALI CURE?
Gli antibiotici, infatti, così abusati, sono farmaci inefficaci contro i virus e, se usati male, possono favorire resistenze o infezioni batteriche secondarie più serie. Quindi, non bisogna usarli o per lo meno non usarli senza consiglio medico. Così come non esistono farmaci che abbrevino il decorso della malattia virale. Ma allora che fare? Intanto, considerare che se "curate" il raffreddore guarirà entro una settimana e se "non lo curate", durerà comunque sette giorni.
- ascoltare il proprio pediatra sempre prima di ogni intervento o comunque se ci sono dubbi
- lavare il
naso con soluzione fisiologica (utile per liberarlo dai muchi e
prevenire problemi)
- far bere liquidi
caldi addolciti con miele (idratante, antimicrobico, sedativo della
tosse)
- non forzare il bambino a mangiare - evitare il fumo passivo (peggiora molto la respirazione)
- usare
adeguatamente gli
antipiretici/analgesici (per l'irrequietezza da malessere, dolori e/o
febbre)
- tenere l'ambiente umidificato (basta usare panni bagnati sui caloriferi) - sollevare lo schienale del letto (per ridurre lo scolo di muchi e quindi la tosse)
- lavarsi e lavare
bene le mani delle persone che convivono col malato (prevenzione)
- usare farmaci
mucolitici e sedativi della tosse (soprattutto sotto i 2 anni)
- usare antinfiammatori cortisonici per aerosol o comunque l'aerosolterapia
- usare sostanze balsamiche da inalare (possono provocare reazioni asmatiche)
- usare immunostimolanti / immunomodulanti
- usare antibiotici (tranne nelle complicanze batteriche:
otiti/sinusiti/bronchiti)
- usare farmaci antistaminici - usare farmaci vasocostrittori nasali (sotto i 12 anni) - somministrare vaccino contro l'Influenza stagionale
IL LAVAGGIO DEL NASO CON LA SOLUZIONE FISIOLOGICA
Tenere il naso sempre libero è quindi la prima cosa da fare, specie se il bambino è piccolo. Pensate che un lattante non è in grado di respirare con la bocca e per succhiare ha bisogno di respirare almeno in parte dal naso! Dovrete perciò pulirglielo per permettergli di respirare mentre succhia. Anche prima di dormire la pulizia del naso diventa importante per riuscire a prendere sonno.
Quando la secrezione è
abbondante e chiara, l'unica regola è quella di spruzzare molta
soluzione fisiologica nel naso.
Il suo effetto è puramente meccanico (il
getto spinge fuori i muchi dalla narice e giù nella gola), liberando
così il naso ed evitando che il loro accumulo, nell’orecchio o nei seni paranasali,
possa dare le classiche complicanze (otiti
e sinusiti).
Questa operazione può essere ripetuta molte volte in una giornata.
Inutile spendere soldi per miracolose acque termali o acque marine purificate, perché servono tutte per un'unica cosa: la pulizia del naso! La classica "soluzione fisiologica" è una soluzione salina sterile fatta di acqua purificata e cloruro si sodio (il comune sale da cucina). Classicamente viene acquistata in farmacia sotto forma di fialette monodose che costano... "un occhio della testa".
Più volte ho consigliato, al posto delle fialette
già pronte, la possibilità di risparmiare comprando i flaconi da 250 o 500 ml di soluzione fisiologica
(per intenderci, quelle bocce che si usano nelle fleboclisi per
reidratare i pazienti in ospedale), prelevando la soluzione con l'ausilio
di una comune siringa e "spruzzandola" nel naso. L'ago rimarrà nel gommino
che chiude come tappo il flacone.
Ho trovato su internet una mamma che
ha fatto i conti in tasca.
BASTA CON L'USO INDISCRIMINATO DELL'AEROSOL!
Il problema più grosso, però, è che nell'ampollina, disperso in un po' di acqua e sale, non manca mai il cortisone. Talvolta mi è capitato che le mamme nemmeno sapevano che quel flaconcino di Cle... Pro... Pul... fosse cortisone. Caspita: ora il raffreddore si cura col cortisone?!
C'è poi ancora da dire che è molto molto difficile che un bambino, soprattutto piccolo, faccia bene un trattamento aerosolico. Tra uno strillo ed un altro la mascherina vola per la stanza e il farmaco si va disperdendo nell'ambiente. Spesso diventa, soprattutto con i più ribelli, un momento di battaglia e di terrore dove rimangono sempre sconfitti entrambi: il bambino violentato e il genitore frustrato.
Poi c'è da chiedersi perché, essendo il naso infiammato, invece di usare le forcine che veicolerebbero il trattamento sul diretto interessato (il naso), viene invece usata sempre la mascherina. La verità è che l'aerosolterapia con la mascherina non cura proprio niente rispetto a quello che abbiamo appena raccontato sui raffreddori.
I farmaci che si possono veicolare con l'aerosol vengono nebulizzati in particelle micron e sospinti direttamente nei bronchi. La sua principale indicazione, quindi, è rappresentata dalle malattie respiratorie basse: laringe, bronchi, fino agli alveoli polmonari. E' in queste zone che è possibile far arrivare farmaci. L'aerosol, quindi, nasce prevalentemente per il trattamento dell'asma bronchiale. Va bene anche per le laringiti, per le bronchiti asmatiche, forse per le bronchioliti (con tre punti interrogativi).
Col distanziatore si possono usare gli spray con i farmaci già predosati in ogni spruzzo, con una ottima compliance da parte dei piccoli pazienti. In questo modo, diventa tutto più semplice, rapido e immediato. Rimane il fatto che l'uso è da riservarsi solo per trattare le patologie laringo-bronchiali e non certo per trattare i raffreddori. Personalmente, uso i distanziatori molto spesso in ambulatorio quando mi trovo un bambino con un attacco d'asma o per dirimere tra una bronchiolite e una bronchite asmatica e... funzionano benissimo. Sono pratici, comodi, rapidi, lavabili.
LA PREVENZIONE DELLE INFEZIONI RESPIRATORIE
Appare chiaro, dopo quanto illustrato, che la prevenzione dei raffreddori non è attuabile e che non esista vaccino o farmaco che possa evitare il contagio e l'insorgere del raffreddore dopo aver contratto il virus.
QUANDO CONSULTARE IL PEDIATRA
Altre motivazioni che dovrebbero spingervi a consultare il pediatra sono: - se la tosse continua o dura da più di 2 settimane (anche senza febbre) - se la tosse è presente in un lattante nei primi 3 mesi di vita - se la tosse è di tipo persistente in un bambino sotto i 12 mesi di vita - se le tosse con febbre dura da oltre di 72 ore - se il bambino accusa dolore toracico durante la tosse - se i muchi che scolano dal naso sono diventati densi e scuri (verdi)
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