Dr. Raffaele D'Errico                                                                      medico-chirurgo specialista in pediatria

pidocchi

 

I PROBLEMI E LE MALATTIE PIU' COMUNI

I pidocchi o  pediculosi del capo
 

Ogni anno nelle scuole i piccoli parassiti tornano a far parlare di sé e a preoccupare i genitori. Presenti in ogni stagione prediligono i luoghi affollati dove il contatto tra testa e testa è più facile. Non sono pericolosi per la salute, ma possono provocare prurito ed essere causa di ferite da grattamento; qualche semplice precauzione ne limita la diffusione. La presenza di pidocchi nei capelli non è indice di cattiva igiene, come spesso si è soliti pensare. Spesso gli insetti non danno alcun segno di sé o al massimo un po' di prurito. Possono colpire chiunque, adulti e bambini, ed è facile il riscontro di epidemie in comunità scolastiche o sportive.

4/3/2008

 COSA SONO?


I pidocchi sono piccoli insetti di colore grigio-biancastro.

Di solito vivono sui capelli e si cibano di sangue pungendo il cuoio capelluto dove depositano un liquido che può provocare prurito. 

Si riproducono attraverso le uova che si chiamano lendini. 

La femmina del pidocchio vive 3 settimane e depone circa 300 uova, soprattutto all'altezza della nuca, sopra e dietro le orecchie, che si schiuderanno dopo 6-9 giorni. 

Lontani dal cuoio capelluto i pidocchi sopravvivono al massimo 2-3 giorni.

 

 COME SI PRENDONO?


La trasmissione può avvenire sia per contatto diretto (da testa a testa), sia per contatto indiretto (con lo scambio di cappelli, pettini, salviette, sciarpe, cuscini, ecc.).

 

 COME SI MANIFESTANO?


Possono provocare un intenso prurito al capo, ma possono anche non dare alcun segno della loro presenza. 

Per essere certi che si tratta di pidocchi bisogna osservare con molta attenzione i capelli, soprattutto all'altezza della nuca, dietro e sopra le orecchie, per cercare le lendini (può essere più difficile vedere il parassita). 

Le uova hanno un aspetto allungato, sono traslucide, poco più piccole di una capocchia di spillo, di colore bianco o marrone chiaro, a breve distanza dal cuoio capelluto. Le lendini non vanno confuse con la forfora: le prime sono tenacemente attaccate al capello tramite una particolare sostanza adesiva, a differenza della forfora che si elimina bene con il pettine.

Può essere difficile vedere le uova perchè sono molto piccole: è importante cercarle con pazienza, dedicando molto tempo all'osservazione del capo, ciocca per ciocca, con l'aiuto di un pettine a denti fitti che aiuti a separare i capelli. E' necessario porsi in un luogo illuminato evitando però la luce diretta.

 

 COME SI CURANO?


Un trattamento scrupoloso risolve facilmente la situazione, anche se non evita future ricadute. 

Poiché nessuno dei diversi prodotti in commercio garantisce la completa uccisione delle uova, queste devono essere ricercate con attenzione e tolte una per una dopo il trattamento.

Nessun prodotto può prevenire la comparsa degli insetti per cui sono assolutamente inutili e dannosi continui trattamenti a base di shampoo o gel da applicare sul capo. 

L'uso indiscriminato di questi prodotti potrebbe comportare l'assorbimento di sostanze tossiche o l'isolamento di parassiti che diventano insensibili al prodotto. 

 

NESSUNA PREVENZIONE E' POSSIBILE SE NON

L'OSSERVAZIONE QUOTIDIANA DEL CAPO!

 

Tutti i familiari e le persone venute in contatto con il bambino che ha preso i pidocchi devono sottoporsi a un controllo accurato per escludere il passaggio del parassita.

Sebbene sia più facile prendere i pidocchi con chiome lunghe è bene sottolineare che tagliare i capelli, l'uso frequente di shampoo o della spazzola non previene né combatte l'infestazione da pidocchi.


 COME LIBERARSI DELL'OSPITE INDESIDERATO?


Applicare sui capelli umidi, dopo un normale shampoo, uno specifico antiparassitario (fatti consigliare dal tuo pediatra) prestando particolare cura alla zona dietro le orecchie e alla nuca e rimuovendo il prodotto con acqua dopo 10 minuti. 

Nella maggior parte dei casi è sufficiente una singola applicazione per eliminare i pidocchi dal capo e distruggere le uova che comunque rimarranno aderenti ai capelli e, quindi, per un fatto soprattutto estetico, sarà opportuno rimuoverle con un pettinino stretto.

Nei giorni successivi sarà opportuno controllare il capo e solo eccezionalmente ripetere il trattamento dopo 7-10 giorni se si osservasse la ricomparsa di parassiti.

Disinfettare le lenzuola, gli abiti, i pupazzi di pelouche lavandoli in acqua calda a 60°. Qualunque cosa contaminata e lasciata all'aria aperta per 48 ore viene sterilizzata poiché il pidocchio non sopravvive lontano dal cuoio capelluto. Per lo stesso motivo non sarà necessario, anche in caso di epidemia, effettuare disinfezioni o disinfestazioni negli ambienti scolastici o sportivi.

Lavare accuratamente i pettini e le spazzole immergendoli in acqua calda per 10 minuti o utilizzando uno shampoo antiparassitario.

 

 QUANDO TORNARE A SCUOLA E QUALI NORME DEVE SEGUIRE L'ISTITUTO   SCOLASTICO?

La Circolare ministeriale n. 4 del 13 marzo 1998 afferma che:

  • nel caso di accertata pediculosi, se si esegue scrupolosamente la terapia, il bambino potrà tornare scuola il mattino dopo il primo trattamento con il certificato del medico curante;

  • in caso di sospetta pediculosi - per visione diretta delle uova o dei pidocchi o per frequente grattamento della testa - gli insegnanti daranno tempestiva comunicazione alla famiglia e l'alunno potrà rientrare a scuola con autocertificazione dei genitori che è stato effettuato il trattamento ed eventualmente sono state asportate le lendini oppure che il trattamento non è stato necessario per l'assenza di parassiti e/o di lendini;

  • nel caso si siano verificati casi sospetti nella classe, gli insegnanti, oltre alla procedura sopra descritta, inviteranno gli altri genitori ad una particolare attenzione al fenomeno;

  • in caso di frequenti recidive, legate soprattutto alla scarsa sensibilità al problema da parte di alcuni genitori, è necessario che, per poter frequentare la comunità, i casi accertati e quelli sospetti esibiscano certificazione medica di non contagiosità e, nel caso questo non avvenga, gli alunni dovranno essere allontanati fino alla presentazione della documentazione necessaria;

  • qualora si verifichino situazioni di particolare gravità, la certificazione di non contagiosità potrà essere richiesta da parte del Direttore Didattico per intere classi;

  • la struttura sanitaria del distretto potrà essere disponibile ad effettuare incontri di educazione sanitaria sia con le famiglie che con il personale scolastico.

 

 INFORMATIVA DELL' ASL NAPOLI 1

 

 

Breve informativa sulla pediculosi rivolta ai genitori e promossa dall'Azienda Sanitaria Locale Napoli 1 - Distretto 29 - U.O.C. Materno Infantile del 22/2/2006

                                                                     

 

 

 Per saperne di più vai al sito dell'Istituto Superiore di Sanità

 
Le informazioni contenute in questa pagina non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio o indicazione riportata.