| Dr. Raffaele D'Errico medico-chirurgo specialista in pediatria |
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New-Age |
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EDUCARE OGGI |
a cura di Camillo Moranti | |
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Che cos’è il New-Age e qual è la sua origine Il New-Age e le religioni e filosofie orientali Il New-Age, la scienza (fisica e psicologia) e la natura (ecologia) New-Age esoterico: astrologia, channeling e occultismo New-Age e salute: medicine alternative, tecniche di guarigione e psicotecniche Il New-Age, la ginnastica, le danze e le arti marziali; la New-Age music |
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Il termine New-Age è conosciuto ormai da molte persone; numerosi sono i prodotti venduti sotto questa etichetta, così come pure i luoghi in cui è possibile procurarseli. |
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Entrando
in una qualsiasi libreria ci si imbatterà quasi certamente in un
settore dedicato alla medicina alternativa, alle psicotecniche e alle
filosofie orientali; sicuramente in questo settore la stampa New-Age
giocherà la parte del leone. Lo stesso discorso può essere fatto per i
negozi di dischi, dove l’etichetta
New-Age contraddistingue addirittura un intero genere musicale. Ma non
basta, dal momento che il New-Age è un sistema religioso basato sul
relativismo -- si serve infatti a piene mani di elementi di religioni
diverse e a volte tra loro incompatibili -- in molti casi esso fa
proprie idee già accettate dal mondo occidentale e molto diffuse, come
per esempio la credenza nell’astrologia,
e se ne serve per crearsi una facciata che possa attirare numerosi
consensi. Proprio
in virtù di una diffusione così ampia e di un simile modo di radicarsi
nella mentalità occidentale, non è infrequente il caso che si possa
entrare in contatto con le idee di questo movimento senza nemmeno
saperlo e che si possa farle proprie senza comprenderne appieno le
conseguenze ultime. Da
un paio d’anni
a questa parte gli studiosi esperti in materia di nuove religioni hanno
periodicamente richiamato l’attenzione
su questo fenomeno di massa importato dagli Stati Uniti, ma esso è
riuscito nondimeno a espandersi e ad aumentare la propria presa sul
pubblico, nonostante lo si credesse, in quanto moda, destinato a
esaurirsi. Può
dunque essere opera di una qualche utilità fornire notizie dettagliate
sul New-Age e sui nuovi canali di diffusione attraverso cui esso si
propone alla gente, in primo luogo perché sicuramente già in molti ne
hanno avuto una sia pur superficiale esperienza e desiderano forse
saperne di più, e poi anche perché nel campo della libertà religiosa
e di coscienza, più che in altri, l’informazione
è di vitale importanza per evitare inganni e manipolazioni.
Il
New-Age è un movimento religioso di recente formazione il quale,
connotato da un forte sincretismo, accoglie molti elementi di religioni
e filosofie orientali cercando di conciliarli con le componenti
fondamentali del pensiero scientifico e della spiritualità occidentale,
in gran parte derivata dalla tradizione cristiana. Deve
il suo nome, New-Age, che in inglese vuol dire "nuova èra",
al grande significato di cui i suoi adepti investono un particolare
evento astrologico: ogni duemilacentocinquantasette anni il sole che,
tra le sue numerose rivoluzioni, ne compie anche una intorno allo
zodiaco, passa da una costellazione a quella seguente. Secondo
uno degli antesignani del New-Age, l’esoterico
francese Paul Le Cour (1871 1954), che per primo tirò in ballo la
questione nel suo libro L’ère
du Verseau (1937), l’evolversi
delle grandi civiltà umane è stato sempre legato al passaggio del sole
in una nuova costellazione. Attualmente
saremmo verso la fine dell’èra
dei pesci, iniziata con la nascita di Cristo (quindi nello 0 a. D.) e
destinata a finire tra circa centosessant’anni.
A giudizio di uno dei fondatori del movimento New-Age, Marilyn Ferguson,
autrice del best-seller The Aquarian Conspiracy. Personal and social
Transformation in the 1980s (1989), l’èra
dei pesci è stata un’èra
di dolore e di scetticismo, dominata dai fanatici e dal conformismo; in
una parola un’èra
materialistica. Ora però le cose stanno per cambiare: con l’avvento
della nuova èra, l’èra
dell’acquario,
e con la venuta di un relativo nuovo Messia, l’umanità
passerà a un nuovo stadio di coscienza, del quale le caratteristiche
principali saranno la fratellanza universale e l’armonizzazione
delle componenti razionali e intuitive, intellettuali e affettive. Quindi
New-Age, alla lettera "nuova èra", fa riferimento proprio a
questo cambiamento epocale, al passaggio dall’èra
dei pesci a quella dell’acquario
e alle relative trasformazioni che esso comporterà, donde il
sottotitolo del libro della Ferguson: "trasformazione personale e
sociale degli anni ’80". Ci
si potrebbe però chiedere, a questo punto, se una credenza astrologica
e due libri bastino a far nascere un movimento. Per poter rispondere
bisogna tornare a far riferimento al libro della Ferguson, la quale a un
certo punto dichiara di intravedere, nei movimenti giovanili degli anni
Sessanta e dei primi anni Settanta, un moto verso una sintesi storica,
come se intere generazioni obbedissero a uno "spirito del
tempo". Ergo, secondo la Ferguson, di movimento si trattava. Non di
movimento organizzato, però, bensì di una "cospirazione",
quell’Aquarian
Conspiracy ("cospirazione acquariana") che dà il titolo al
suo libro, cioè, letteralmente, di una serie di persone che si
muovevano "respirando insieme" la stessa aria. Ancora
troppo poco per considerare la New-Age un movimento? Se la Ferguson
fosse stata sola e si fosse fermata qui, se non avesse avuto seguaci,
forse sì, ma, com’è
facile immaginare, nessuno di questi "se non" si è
verificato. La Ferguson non era isolata; non molto prima che lei
pubblicasse il suo libro gli scozzesi Peter e Eileen Caddy, insieme alla
medium Dorothy MacLean, avevano fondato la comune ecologistica di
Findhorn. Questa diverrà presto il prototipo del villaggio globale del
nuovo mondo prospettato dalla New-Age e, soprattutto, aderirà al
movimento, godendo così di ampia pubblicità tanto che anche in Italia,
nei pressi di Novara, è sorta una comunità ecologistica "acquariana":
il Villaggio Verede. La
Ferguson, poi, sviluppò il suo programma, e già dodici anni prima di
pubblicare il suo libro, nel 1977, aveva inviato un questionario a
duecentodieci persone impegnate, secondo lei, in quel processo di
trasformazione di portata epocale da lei poi descritto. Aveva inoltre
iniziato a definire i suoi interessi: religioni orientali,
psicotecniche, medicine alternative, spiritismo... tutto quello che
potesse -- non importa se anche solo attraverso la suggestione -- andare
al di là dei limiti dell’umano.
Infine, il seguito che ella ebbe è da considerarsi notevolissimo, se si
pensa che tra i simpatizzanti o i mentori del New-Age vanno annoverate
personalità quali la celebre attrice americana Shirley MacLaine e il
fisico Fritjof Capra, i cui libri, dai titoli eloquenti -- il Tao della
fisica e Il punto di svolta. Scienza, società e cultura emergente --
sono pubblicati in Italia dalla Feltrinelli. A
proposito di Capra, forse meno noto al grande pubblico rispetto alla
MacLaine, bisogna subito precisare che, contrariamente alla fama che gli
si attribusice in ambiente New-Age, egli non ha grandi meriti
scientifici, dal momento che, dopo essersi laureato a Vienna nel 1966,
abbandonò la ricerca accademica già nell’aprile
1970, per dedicarsi alle "culture alternative", ma, ciò
nonostante, è riuscito benissimo nell’opera
di propaganda delle sue idee, grazie alla sua prolifica opera di
pubblicista. È infatti autore di numerosi articoli e ha già al suo
attivo quattro libri di successo. Oltre a questo ha anche fondato l’Elmwood
Institute, organizzazione internazionale con sede in California, dedita
allo studio di "nuove visioni ecologiche e alla loro applicazione a
problemi sociali, economici e ambientali" (F. Capra, Verso una
nuova saggezza, Feltrinelli 1995, p.4). Quindi
la New-Age è da considerarsi movimento pseudoreligioso a pieno titolo,
soprattutto perché dotata di una fortissima capacità di
compenetrazione della cultura contemporanea. È bene però fare una
precisazione: movimento pseudo-religioso, nuova religione, setta o altri
termini consimili non significano fede religiosa, Chiesa organizzata o
anche solo religione nel senso pieno del termine. Anzi, il New-Age è
quanto di più lontano si possa concepire da una Chiesa come quelle
cristiane o da una fede religiosa forte come l’islam
e l’ebraismo,
ma è anche totalmente differente da una setta organizzata come quella
dei testimoni di Geova. Gli adepti del New-Age non tengono affatto a
essere definiti seguaci di una nuova religione, né tantomeno di una
setta; preferiscono il termine di Movimento (uno dei nomi sotto i quali
il New-Age è conosciuto) o Supermovimento, ma più ancora tengono a
definirsi un Network dei Network, cioè una rete acefala, o, meglio,
policefala, di relazioni tra gente che ha in comune una certa visione
del mondo e che a quella cerca di adeguare la realtà attraverso una
propaganda capillare, di cui a volte si può essere gli inconsapevoli
destinatari. La
New-Age non chiede conversioni, né lo potrebbe, dal momento che non ha
un credo strutturato, si basa sull’individualismo
e cerca di assorbire le altre religioni, anziché contrapporvisi, con l’unica
esclusione della religione cattolica, che secondo i newagers tramonterà
insieme con l’èra
dei pesci quando nascerà il nuovo Messia "acquariano". Alla
New-Age basta una superficiale adesione, ma, nondimeno, è una
pseudo-religione perché chi ne accoglie le linee guida cessa di
"sentire il bisogno" - è un’espressione
brutta, ma è la più adatta - di una fede religiosa qualsivoglia. È,
in un certo senso, il pensiero debole eretto a sistema religioso, o,
anche, una nuova forma di gnosticismo, una delle specie sotto cui si
manifesta quello che Germain Grisez (si veda L’Informatore
di Urio, n. 124, gennaio-febbraio 1995) ha definito neo-gnosticismo,
corrente di pensiero secondo cui la morale cattolica tradizionale è
vecchia, superata e oppressiva e non va pertanto presa troppo sul serio.
Bisogna invece approvare tutti coloro che propongono nuove visioni, dell’uomo
e del mondo, rispetto alle quali sia ininfluente il criterio di verità
o la ricerca della verità stessa, purché esse tendano a giustificare
la soggettività esasperata che caratterizza l’uomo
moderno. A quali pericoli si esponga chi accetta un simile punto di
vista è cosa che non è difficile immaginare. Visto
dunque che cos’è
il New-Age e quale sia stata la sua origine, possiamo ora passare ad
analizzarne gli sviluppi e le tematiche principali, nonché illustrare i
nomi degli altri personaggi che hanno concorso a edificarne la
struttura.
Prima
colonna portante dell’edificio
New-Age è l’interesse
per le religioni e le filosofie orientali; naturalmente, poiché il
New-Age, come già detto, non è una religione vera e propria, il
risultato cui approdano tutti gli apporti provenienti dall’Oriente
non è altro che quello di costruire un centone
"occidentalizzato" di numerosi elementi tra loro eterogenei.
In pratica, come in una ricetta di cucina, si prende un pizzico di
buddhismo, lo si mescola con un po’
di taoismo, gli si aggiunge una spolverata di induismo, magari si
stempera il tutto con pratiche zen e yoga e voila, purché, beninteso,
il tutto si possa adattare al palato radical-chic di un benpensante
occidentale. Ecco
allora che chi entra in contatto con gli scritti di autori New-Age si
trova alle prese con termini a volte conosciuti, come quello di
metempsicosi, e -- forse -- yin e yang, ma più spesso con termini non
noti come avatar, dharma, chakras, mantra..., tanto che tra gli studiosi
che si sono occupati del Supermovimento c’è
anche chi ha aggiunto, in appendice al suo libro, un piccolo glossario
che potesse aiutare il lettore. Naturalmente
questo centone è "occidentalizzato" non solo perché è
rielaborato da occidentali, ma anche perché, nel contempo, vi si
infilano elementi tipici della cultura occidentale, filtrati da una
visione "orientaleggiante" delle cose. Un
esempio? Basta pensare alla rilettura del cristianesimo. Gli adepti del
New-Age parlano di ritorno di Cristo, ma di un Cristo che non è più il
Figlio di Dio, bensì "Cristo cosmico", avatar (vocabolo
sanscrito che indica la discesa e la manifestazione periodica della
divinità), istruttore spirituale che segna un passaggio epocale e che
in questo caso verrebbe a insegnarci che noi siamo Dio, che la realtà
è illusione e che il peccato originale dell’uomo
sta proprio nell’essersi
creato questa illusione e nel credere che la divinità gli fosse
esterna. È questo, infatti, il messaggio contenuto in un altro dei
best-seller del New-Age: A course in Miracles, di Helen Schucman. L’autrice,
la quale sostiene di aver scritto il suo libro "sotto la
dettatura" dello spirito di Gesù Cristo, vi espone il suo
personale vangelo: Dio non creò il mondo, anzi, non creò proprio nulla
fuorché suo Figlio Gesù, del quale ciascuno di noi è frammento
inseparabile. A un certo punto Gesù s’addormentò
e, in sogno, s’immaginò
di diventare come Dio. Per salvare il Figlio da questo sia pur
involontario atto di ribellione, Iddio gli inviò allora lo Spirito
Santo, ma Gesù in quest’invio
lesse un atto di condanna nei suoi confronti e, anziché svegliarsi,
cadde in un sonno ancora più profondo, nel quale concepì un mondo
fisico su cui proiettare il suo ego e la sua colpa frammentati in
migliaia di altri ego più piccoli, vale a dire gli uomini. In realtà
la colpa e il peccato non esistono, per noi come per Gesù, perché la
separazione da Dio non è effettiva, ma solo sognata. La redenzione,
quindi consiste unicamente nello svegliarsi dal sogno. Nel
corso della Schucman si giunge addirittura ad affermazioni come questa:
"Il corso può essere riassunto in questo modo: nulla di reale può
essere minacciato. Nulla di reale esiste. Qui si trova la pace di
Dio". Inutile dire che una simile interpretazione del cristianesimo
è aberrante e in nessun modo fondata, eppure il libro della Schucman è
stato un best-seller e giustamente uno dei più recenti studiosi del
fenomeno New-Age, Carlo Maccari, si è chiesto: "Come è possibile
che l’uomo
d’oggi,
anche se smarrito nella inquieta ricerca di un "perché" alla
propria vita, anziché tornare alla "casa paterna" inondata di
luce e di amore, si volga a una favola pseudo-cristiana che gli promette
la "nuova casa" che non esiste perché "nulla di reale
esiste"? Eppure è così" (cfr La New Age di fronte alla fede
cristiana, Elle Di Ci, Torino 1994, p. 142). Naturalmente
questo miscuglio è reso possibile dal fatto che l’Occidente
ha già comunque accettato elementi delle religioni orientali, pur senza
accettare queste ultime in toto. Ricorda il Maccari (p. 35) che le
statistiche indicano che "un europeo su quattro crede al mito della
"reincarnazione", uno su due consulta il proprio
"oroscopo", uno su tre è convinto che ci sia del vero nelle
preveggenze degli indovini". Tutto
questo ha un senso ben preciso, ben individuato da Antonio Maria Baggio
in uno dei primi articoli dedicati al New-Age: "Il rivolgersi all’Oriente
per trovare un senso alla propria vita, come se in Occidente non ci
fosse più nulla da cercare, manifesta l’irrilevanza
del cristianesimo in ampi settori della società occidentale, quell’indifferenza
cioè che si accompagna al fenomeno chiamato
"secolarizzazione"" (cfr. "Nuova Umanità",
luglio-ottobre 1993, p.8) E
in più c’è
da aggiungere, come lo stesso autore precisava più oltre nel suo
articolo, che questi mix di religioni diverse denotano in realtà un
impoverimento dell’uomo
occidentale e una mancanza di rispetto nei confronti delle tradizioni
culturali e religiose di altri Paesi: le religioni non sono taxi,
automezzi il cui modello è indifferente rispetto al fatto che vadano
tutte in una stessa direzione, poiché il praticare una religione
piuttosto che un’altra
fa realizzare esperienze diverse e consente di attingere in modo e
misura diversi alla Verità.
Nei
confronti della scienza il New-Age sembra vivere una sorta di rapporto
schizofrenico: da un lato la idolatra, dall’altro
sembra attaccarla, accusandola di settorialità. La chiave per
comprendere questa ambiguità sta nel ricordare che, come sempre, i
newagers credono nella superiorità dell’Oriente
sull’Occidente
e che il loro è un credo sincretistico. Non
è dunque la scienza che essi osannano, nelle loro pubblicazioni
pseudo-scientifiche, bensì alcune e ben determinate teorie scientifiche
che, in tutto prive di fondamento, s’adattano
tuttavia alla loro particolare visione del mondo e contribuiscono a
rafforzarla. Vediamo più nel dettaglio un esempio di questo singolare
atteggiamento. Abbiamo
già citato il fisico Fritjof Capra, autore dei due libri Il Tao della
fisica e Il punto di svolta; a proposito delle sue teorie, come di
quelle di altri, occorre fare subito una precisazione: è abbastanza
comune che i fisici teorici, arrivati a un certo punto delle loro
ricerche, inizino a speculare sui massimi sistemi ed elaborino personali
filosofie di vita. Quel
che occorre tener presente è che, per quanto grandi essi possano essere
come fisici, una volta usciti dal terreno che è loro proprio cessano di
essere delle autorità e, soprattutto, non godono più dei privilegi di
cui li forniva la loro scienza empirica. In una parola, se una teoria
fisica sia esatta è cosa che è possibile verificare, viceversa l’esistenza
di Dio, la conformazione dell’aldilà,
la sorte ultraterrena dell’uomo,
sono argomenti refrattari alle dimostrazioni empiriche. Ancora una volta
è possibile rendersene conto proprio dalle parole del diretto
interessato. Nel 1969 Capra sedeva in riva all’oceano
in un pomeriggio di fine estate: "Osservavo il moto delle onde e
sentivo il ritmo del mio respiro, quando all’improvviso
ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una
gigantesca danza cosmica". La conclusione, ancor più sconcertante,
è la seguente: Capra sentì il suo corpo "partecipare a questa
danza cosmica di energia; percepii il suo ritmo e ne "sentii"
la musica; e in quel momento seppi che questa era la danza di Siva, il
dio dei danzatori adorato dagli Indù"; esperienza mistica
rispettabile, ma che non dimostra nulla. Quel che Capra sentì non è
necessariamente la Verità o l’unica
esperienza mistica possibile. Questo
che sembra un appunto sciocco nella sua ovvietà diventa invece
discriminante per proteggersi dalla categoricità con cui si esprimono
gli adepti del New-Age. Serve un esempio? Basta andare in edicola e
acquistare una delle numerose pubblicazioni ispirate alle idee del
Supermovimento: Vivere New-Age, periodico bimestrale, riprodotto anche
su floppy-disk, il cui primo numero, dedicato alla scienza della salute,
è uscito a maggio-giugno del 1995. Nel numero d’esordio
di questa giovane testata sono contenute amenità di questo tipo:
"Anche Fritjof Capra, il celebre fisico americano, nel suo famoso
libro il Tao della fisica, dimostra [il corsivo è nostro] che la fisica
moderna ci riporta a una concezione del mondo che è molto simile a
quella dei mistici di tutti i tempi e di tutte le tradizioni". In
realtà, come s’è
visto, Fritjof Capra non dimostra un bel niente; oltretutto, come già
è stato detto, se si va a guardare da vicino la sostanza del lavoro di
ricerca scientifica svolto da Capra, si scopre che i suoi meriti nei
confronti della scienza sono davvero ben poca cosa. Nel
già citato Verso una nuova saggezza, Capra, colto da un accesso di
sincerità, così si pronuncia al riguardo della sua carriera
accademica: "All’aprile
1970 risale l’ultimo
assegno da me ricevuto per ricerche nella fisica teorica delle
particelle. Da allora continuai tali ricerche in varie università
americane ed europee, senza però riuscire a convincerne alcuna a
fornirmi un sostegno finanziario. La ragione di questo rifiuto di fondi
è da vedersi nel fatto che dal 1970 le mie ricerche di fisica, pur
rimanendo un versante essenziale della mia attività, vennero occupando
solo una parte relativamente piccola del mio tempo di lavoro. La parte
di gran lunga maggiore fu infatti quella da me spesa in ricerche [...]
che trascendono i confini ristretti delle attuali discipline accademiche
[...] tali ricerche erano e sono ancora troppo nuove e controverse per
essere sostenute da qualsiasi istituzione accademica" (p. 7). E più
oltre ancora precisa: "La fine degli anni Sessanta coincise per me
con la fine della mia occupazione, ma non delle mie ricerche come fisico
teorico. Nell’autunno
del 1970 mi trasferii dalla California, dove avevo fatto parte del
personale docente all’Università
di California a Santa Cruz, a Londra, dove avrei trascorso i quattro
anni seguenti a esplorare i paralleli fra la fisica moderna e il
misticismo orientale" (p.10). In realtà, la formazione di Capra ha
subìto, come lo stesso autore dichiara, un brusco arresto nella
California sessantottina: "Nel settembre 1968 mia moglie Jacqueline
e io ci trasferimmo in California, dove avevo un incarico di
insegnamento e di ricerca all’Università
di California a Santa Cruz. [...] In California, Jacqueline e io ci
imbattemmo in due culture molto diverse: la cultura ufficiale dell’"ortodossia"
americana e la "controcultura" degli hippies. Rimanemmo
incantati dalla bellezza fisica della California, ma anche sorpresi
dalla generale mancanza di gusto e di valori estetici nella cultura
ortodossa". Senz’altro
degna di nota è quella che, secondo Capra, costituì la base dei suoi
nuovi orizzonti ("contro-") culturali: "Negli anni 1969 e
1970 sperimentai tutti gli aspetti della controcultura: i festival rock,
le droghe psichedeliche, la nuova libertà sessuale, la vita in comune,
i molti giorni passati sulla strada" (pp. 13-15); come è possibile
vedere, dunque, le convinzioni di Capra hanno un’origine
che con la rigorosità del metodo scientifico sperimentale non ha nulla
a che spartire. Questa
precisazione è più importante di quanto possa apparire, perché invece
il modo di porsi nei confronti del lettore degli opuscoli New-Age può,
con buona ragione, esser definito terroristico: come i rapinatori,
solitamente, prima di reclamare il portafoglio delle loro malcapitate
vittime, per buona precauzione assestano loro due schiaffoni o li
minacciano con qualche arma, in modo da ottenere il più alto grado di
soggezione da parte di chi è costretto ad ascoltarli, così anche
questi libriccini sono pieni di affermazioni categoriche, per il cui
fondamento si rimanda a presunte autorità delle quali nulla si dice e
che però vengono presentate come incontestabili, facendo oltretutto
sentire profondamente ignorante chi non abbia mai udito prima i nomi di
certi sedicenti luminari. Qualche
volta il gioco è talmente scoperto che la malafede risulta evidente;
sempre nel primo numero della rivista Vivere New-Age è possibile
leggere quanto segue (p. 25): "Gli scienziati si sono sempre un po’
beffati dell’alchimia:
poi, dopo anni e forse secoli di studio, hanno scoperto che l’atomo
di piombo ha 82 elettroni e quello dell’oro
ne ha 79 e che se si tolgono qualche elettrone, qualche protone e
qualche neutrone al piombo, si ottiene l’oro!
E questo conferma, o per lo meno legittima, le teorie degli alchimisti
[il corsivo è nostro]". Orbene, chiunque abbia anche solo qualche
rudimento di fisica e chimica sa che: 1)
l’energia
che occorrerebbe per rompere i legami elettronici di un atomo come
quello del piombo è enorme e, sempre che si potesse compiere un’operazione
del genere, il suo costo sarebbe più alto del ricavo che se ne potrebbe
trarre, e anche così non si otterrebbe ancora l’oro
perché 2)
non si tratterebbe solo di sottrarre "qualche elettrone", ma
anche di togliere "qualche protone e qualche neutrone", il che
vuol dire ristrutturare radicalmente l’architettura
atomica di una molecola metallica, cosa che, oltre che essere pressoché
impossibile, verrebbe a costare quanto una bomba atomica o una centrale
nucleare; 3)
infine, gli alchimisti erano solo dei ciarlatani molto scaltri e il
metodo che proponevano per trasformare un metallo vile qualsiasi -- e
non solo il piombo -- in oro era tutt’altro
che scientifico: esso consisteva nel ricorso alla cosiddetta pietra
filosofale, il cui contatto avrebbe dovuto sortire gli stessi effetti
del tocco del mitico re Mida. Francamente,
dati questi elementi, non ci pare che si possa screditare la moderna
scienza "ufficiale" (obbiettivo neanche tanto nascosto dei
newagers) per andare dietro alle fandonie di qualche arruffone dei tempi
passati, qualunque sia l’immaginifico
fascino che esse possano avere. Da
ultimo ci piace riportare una giusta osservazione contenuta nel già
ricordato articolo di Antonio Maria Baggio: "Il premio Nobel per la
fisica Abdus Salam ha più volte spiegato che la teoria sulla struttura
della materia che gli aveva fatto guadagnare il Nobel gli venne
suggerita dalla concezione della bellezza e della simmetria trasmessagli
dalla fede e dalla cultura islamica". Bisogna
dunque ritenere che questa sia una prova sulla base della quale si possa
fondare una conversione a questo credo religioso? Noi pensiamo che i
motivi che fanno aderire a questa o a quell’altra
fede siano più profondi e, come già detto, che tutte le esperienze
mistiche siano ugualmente rispettabili. L’equivoco
sul quale invece giocano molti uomini di scienza "illuminati"
dei giorni nostri, trae origine dal fatto che la moderna fisica
quantistica (quella che studia le particelle subatomiche e le varie
forme di energia), rivelando come inadatti i modelli della fisica
classica, espone a volte lo studioso a dei paradossi. Con queste parole
Capra ricorda il clima in cui si trovò a lavorare il premio Nobel
Heisenberg al principio dei suoi studi: "Molti di quei paradossi
erano connessi alla duplicità di natura della materia subatomica, la
quale appare talvolta nella forma di particelle talaltra in quella di
onde. "Gli elettroni", erano soliti dire i fisici a quei
tempi, "sono particelle al lunedì e al mercoledì, e onde al
martedì e al giovedì". E la cosa strana era che, quanto più i
fisici tentavano di chiarire la situazione, tanto più acuti diventavano
i paradossi" (Verso una nuova saggezza, p. 12). In
sostanza si può dire che quello che si è verificato con l’avvento
della moderna fisica quantistica è stato un "cambiamento di
paradigma", ossia un mutamento del modello tradizionale di cui l’uomo
si serviva per interpretare i fenomeni naturali. Nel momento in cui il
vecchio modello ha iniziato a rivelarsi inadeguato la realtà stessa ha
cessato di apparire sensata agli occhi degli studiosi, non perché non
lo fosse effettivamente, ma semplicemente perché essi non disponevano
più degli strumenti atti alla sua interpretazione, il che ha lasciato
ampi spazi per la riflessione metafisica agli uomini di scienza (non a
caso Heisenberg scrisse un libro dal titolo eloquente di Fisica e
filosofia). Bisogna
tuttavia tenere ben presente due cose: 1)
in primo luogo che la speculazione filosofica non è che un tentativo,
da parte dello studioso, di anticipare i tempi della ricerca
scientifica, che invece sono molto più lunghi e portano di solito a
risultati inattesi; 2)
l’anticipazione
dei risultati della ricerca si presenta allo studioso come una necessità
per l’esigenza
di porre rimedio a quelli che lui sente come buchi neri nell’interpretazione
del reale. In una parola: il fisico è più esposto di altri ad ansie
nei confronti della realtà che lo circonda. Inutile dire che l’incontrovertibilità
delle affermazioni, già inesistente nel campo scientifico -- basti
pensare a quante teorie e modelli del passato sono stati smentiti --
diventa drasticamente la regola in campo filosofico. Ecco perché non è
il caso di provare soggezione di fronte alla pretesa categoricità di
determinate pubblicazioni. È
però necessario ricordare, ancora una volta, che il New-Age non è una
religione in senso proprio e che pertanto ha bisogno di ricorrere a
simili pseudo-dimostrazioni per cercare di convincere chi entri in
contatto con essa. Analoga
la sorte della psicologia e dell’ecologismo
nell’universo
New-Age; qui vale solo la pena ricordare alcuni nomi e alcuni concetti
fondamentali in proposito. Come
ecologisti possiamo ricordare, oltre ai già citati Peter e Eileen Caddy,
anche personaggi a metà strada tra il mondo della psicologia e dell’ecologia
come Alan Watts, autore del libro La dolce liberazione - Psicologia
moderna e sapienza orientale, il quale molto insiste sul carattere
divino della natura, concetto caro al New-Age. Quali
psicologi e psicoterapeuti aderenti a questa nuova religione possiamo
invece citare: Carl Rogers, Abraham Maslow, Fritz Perls e Ken Wilber. Ma
come loro precursore i newagers ricordano soprattutto uno dei padri
della psicologia moderna: Karl-Gustav Jung. I
concetti fondamentali sono, ancora una volta, un miscuglio di mitologia
orientale e di ideologia occidentale. L’essere
umano sarebbe composto fondamentalmente di due parti: l’"io"
e il "sé". La prima parte, l’"io",
è la parte egoistica, superficiale e stretta dalle convenzioni sociali;
la seconda, il "sé", è la più vera e profonda, aperta all’alterità,
in senso sociale e quasi religioso, quando l’alterità
diventa l’Alterità.
Ma ancora non basta; in tutti gli esseri umani si manifesterebbe un
sostrato profondo, che Jung chiama "inconscio collettivo":
questo sarebbe popolato di simboli primordiali detti
"archetipi", i quali a volte si manifestano in immagini,
rappresentazioni e soprattutto sogni. I due archetipi più importanti
per la New-Age sono quello del "Sé", che è collettivo, a
differenza del "sé", e quello del "Divino", ma gli
adepti del Supermovimento, diversamente da Jung, il quale già non è
detto che fosse il detentore del Vero, li concepiscono come identici. In
sostanza tra la coscienza del "Sé" e il "Divino" ci
sarebbe solo una differenza di consapevolezza. Questo è il fondamento
della psicologia cosiddetta transpersonale, che da Laura Boggio Gilot,
una dei divulgatori, in Italia, dell’opera
del succitato Ken Wilber, viene così definita: ""Transpersonale"
vuol dire infatti ciò che è al di là della persona quale unità
bio-psichica, in un piano spirituale e cognitivo che trascende ciò che
è razionalmente comprensibile; tale piano superiore è la sede della
creatività, dell’amore
cosmico, dell’intuizione
geniale, degli stati di illuminazione mistica ecc.". Già
da questi primi sommari elementi è possibile trarre due conclusioni
allarmanti: in primo luogo che si opera una sovrapposizione tra
religione e psicologia, che riduce le diverse religioni al rango di
psicotecniche, dominio esclusivo di terapeuti o maestri di sette; in
seconda battuta che la dilatazione dell’"io"
fino ai livelli del divino corre il rischio di tradursi in una
sistematica approvazione di sé stessi che non è altro, conclude Baggio,
che una "raffinata espressione dell’individualismo,
in sintonia con l’egoismo
richiesto dal benessere consumista e con le sempre crescenti prestazioni
richieste dalla società competitiva a chi vuole emergere". Simili
sono i risultati cui giunge l’esperienza
New-Age in campo ecologistico. Partendo da una visione orientaleggiante
della natura, i new-agers vedono la presenza divina contenuta -- e non
semplicemente rappresentata -- in qualsiasi componente dell’universo
e della terra, che chiamano spesso col nome di Gaia, antica divinità
mediterranea. È ciò che loro definiscono visione olistica, dove "olistico"
è da intendersi come sinonimo di "integrale", derivando dal
vocabolo greco hòlos (Óloj) che vuol dire per l’appunto
"intero, tutto". È
un nuovo particolare tipo di panteismo, come si ricava dall’opera
del già menzionato Alan Watts. In un passo in cui cita e commenta le
Upanis^ad, -- testo sacro e iniziatico dell’induismo,
trasmesso di maestro in allievo --, Watts dice (nel passo si parla di
Brahma, divinità che, dalla fine dell’epoca
vedica, viene messa a capo del pantheon induista): ""Un’essenza
invisibile e sottile è lo spirito di tutto l’universo.
Questo è realtà. Questo è verità. Questo sei tu". Il maestro
non dice al discepolo che egli è una parte del Brahma; gli dice che lui
è Brahma; e se dovessimo dare un nome a questa dottrina, dovremmo
stabilire che non si tratta di panteismo [= tutto è dio, n.d.r.], ma di
pan-en-teismo [= Dio è in tutto, n.d.r.]". Orbene,
il panenteismo è sostanzialmente lontanissimo dalla visione cristiana
del divino, ma bisogna subito aggiungere che gli ideologi del New-Age,
anche in questo caso, giocano molto sul malinteso e cercano conferma
proprio nel tanto disprezzato mondo cristiano-cattolico, nelle opere di
mistici quali santa Caterina da Genova, che essi travisano e
interpretano erroneamente, adattandole alle loro convinzioni. A
questo proposito valgono le parole del Maccari: "Quanto al
significato del "pan-en-teismo" [...], esso è perfettamente
cristiano, se vuol dire che Dio vive in noi ma distinto da noi, come il
nostro Creatore e Signore. Non così però lo intende la New Age, per la
quale "Dio" o il "Divino" è la parte più profonda
di noi stessi."
Grazie
all’abbondanza
di certi negozietti, alla miriade di pubblicazioni astrologiche e sull’occulto
disponibili in edicola e nelle librerie e grazie anche alle trasmissioni
televisive, uno degli aspetti del New-Age coi quali s’entra
in contatto più di frequente e più comunemente è proprio quello
esoterico, cioè quello "per iniziati", anche se poi col
termine "iniziati" non si devono intendere i membri di una
qualche società segreta, ma semplicemente "persone a conoscenza di
certe pratiche", solitamente magiche o divinatorie. Il
fatto, poi, che queste pratiche, come per esempio la chiromanzia, siano
ormai talmente comuni da non sembrare affatto "esoteriche"
(ma, del resto, s’è
detto prima dell’ampia
cultura degli europei in questo campo), non scoraggia i newagers che
continuano a riferirsi a questo aspetto della loro filosofia come
"esoterico". Non
bisogna tuttavia sottovalutare l’ampia
presa sul pubblico che il New-Age ha su questo terreno, soprattutto
perché, su questo terreno più che su altri, risulta più facile
sfruttare la suggestionabilità dell’essere
umano, sempre pronto a credere al peggio e nel contempo ansioso di avere
rassicurazioni sul proprio futuro. In
questo campo posso citare anche la mia esperienza diretta; incuriosito
da quanto avevo letto a proposito del New-Age e colpito dall’abbondanza
di negozietti che sembravano collegati a questo tipo di ideologia, mi
sono risolto alla fine a entrare in uno di questi per vederci più
chiaro. I negozi di tale stampo sono facilmente riconoscibili: se anche
nelle insegne non fanno esplicito riferimento alla New-Age, comunque
capita di leggere sopra l’entrata
diciture del tipo: "Libri rari-tarocchi-curiosità-articoli
esoterici", e in vetrina ci sono sempre oggetti in pietra,
cristalli, amuleti indiani e gadgets consimili. La
titolare mi ha accolto cortesemente presentandomi l’immancabile
Morgana di turno (si chiamava proprio così), poi mi ha spiegato, devo
dire il vero molto gentilmente, i servizi che offre la sua impresa.
Tralasciando alcune cose che sono vendute anche in altri negozi, ciò in
cui le due gestrici erano specializzate erano: la lettura del tema
natale (tariffa: L. 50.000), che in pratica è una sorta di oroscopo
molto dettagliato che indicherebbe il quadro energetico al momento della
nascita e il proprio cammino Karmico, che è in relazione con le dodici
parti dell’anima,
cui sono associate le case astrologiche (lavoro, affari, amore,
salute...). Il tema natale aiuterebbe a capire il momento energetico e a
sfruttarlo al meglio (un po’
come avere le soffiate giuste per giocare in borsa). È
possibile poi anche farsi leggere i tarocchi o i dadi astrali; questi
ultimi sono quattro normalissimi dadi, che recano figure dei tarocchi
sulle sei facce, e che vanno tirati tre volte ciascuno per avere un
responso sul proprio destino. Destino e non futuro, perché le due
signore hanno tenuto a precisare che le informazioni ricavabili da
queste pratiche sono in realtà informazioni che per una persona che si
conosce bene potrebbero risultare non nuove, nondimeno sarebbero
pratiche utili a tutti perché aiutano a riflettere. Gli
amuleti sono forse il servizio più caro: le verette decorate con motivi
egizi, catalizzatori di energia positiva, che erano esposte nelle
vetrinette del negozio, costavano L. 520.000, se d’oro,
e L. 80.000, se d’argento,
ma a quanto pare vanno a ruba. Tra
i servizi offerti dalla titolare e dalla sua aiutante merita senz’altro
di essere citato l’esame
radioestetico, un esame che viene fatto per mezzo di un pendolino, che
viene passato intorno al corpo del paziente, al modo dei rabdomanti, al
fine di capire i punti deboli dei "corpi leggeri" e la
situazione dei sette chakras. Volete un esempio pratico? Se peccate di
fiducia in voi stessi, avrete difficoltà nella metabolizzazione dello
iodio, ergo avrete sovente mal di gola o disturbi in quella zona del
vostro corpo, cosa che il pendolino immancabilmente segnalerà. Per
essere sempre in forma bisognerebbe fare un check-up radioestetico ogni
due mesi. Altre
curiosità degne di essere ricordate sono i fiori di Bach, dal nome
molto esotico (ma, in proposito, oltre al nome le due signore non mi
hanno offerto altre delucidazioni) e il libro degli angeli, un libro
contenente indicazioni su come entrare in contatto con gli angeli, che
girano in mezzo a noi, e su come evocarli ricorrendo al loro nome. Un
altro elemento caratteristico di questi negozi New-Age è il fatto che,
quasi sempre, esposte in vetrina tra i prodotti in vendita, spicchino
come articolo principale le pietre zodiacali, cioè le pietre che dall’astrologia
vengono assegnate a ciascun segno e che, se portate a contatto della
pelle, dovrebbero assicurare grandi benefìci a chi le indossa. Sempre
le pietre dure sono fondamentali per la cristalloterapia, che è una
tecnica di guarigione basata sugli influssi dei minerali: ogni disturbo
può essere guarito grazie all’ausilio
di una data pietra. Non
sempre però si fanno incontri così innocui e, se si vuole, anche
simpatici. Su questo versante della New-Age il panorama spazia da chi
pubblica libri o partecipa a talk-show televisivi raccontando le proprie
vite anteriori (i newagers credono, come forse s’è
già avuto modo di capire, nella reincarnazione e nella possibilità di
recuperare i ricordi delle vite antecedenti), a chi pratica la magia e
altre discipline esoteriche, a chi venera i dischi volanti e pratica il
channelling, una moderna forma di spiritismo con cui, gli adepti che ne
fanno uso, cercano di contattare esseri viventi in dimensioni diverse da
quella umana. Il
channelling, che della New-Age è elemento fondante e costitutivo, tanto
da essere stato definito dagli ideologi del Supermovimento "metodo
indispensabile all’ingresso
nel terzo millennio", deriva in effetti dallo spiritismo classico,
ma si unisce all’attesa
millenaristica della nuova èra dell’Acquario. In
che cosa consiste di preciso? In un particolare tipo di comunicazione:
"Come per telefonare a una persona occorre qualcuno che chiami,
qualcuno che ascolti, un colloquio che si sviluppi tra i due,
analogamente per avere un channeling occorre un "canale" (channel)
che trasmette, qualcuno che riceve la comunicazione (channeler), quindi
un "messaggio" o informazione o "rivelazione"
trasmessi (channeling)" (Maccari). Qual
è la differenza rispetto allo spiritismo classico? Essa consiste nel
fatto che il "canale" che invia il messaggio non è
necessariamente lo spirito di un defunto; all’altro
capo del filo, in questa particolare telefonata, "possono
presentarsi anche Dio, spiriti collettivi, extraterrestri, fate, gnomi,
elfi, angeli, Gesù, maestri di ascesi, demoni, l’inconscio
collettivo, ecc." (cfr G. Maggioni, I nuovi movimento religiosi o
sette, Centro Ambrosiano Milano, p. 66). Inoltre
nel channelling mancano tutti quegli elementi che normalmente associamo
allo spiritismo classico: ambienti bui e tenebrosi, candele, tavolini
che si muovono, mani collegate a formare catene... Anzi, grazie a
personaggi come l’attrice
Shirley MacLaine, autrice tra l’altro
di tre best-seller gravidi di dottrina New-Age, negli Stati Uniti sono
state dedicate al channeling fortunate trasmissioni televisive, che, in
virtù del loro successo, hanno reso possibile l’apertura
di scuole di channeling nelle quali si promette la possibilità di
divenire channeler a chiunque soddisfi alcuni modesti requisiti minimi. Ma
questa particolare forma di spiritismo, oltre ad aver fatto entrare in
contatto le masse con l’ideologia
New-Age per mezzo della televisione (appropriata appare dunque la
definizione di Network dei Network per il Supermovimento), è degna di
nota anche perché è la fonte primaria per la redazione di quelli che
vengono definiti "nuovi vangeli", opere cioè che, rivelate
"tramite una "voce" e talvolta tramite "scrittura
automatica", da Dio o da Gesù Cristo o da spiriti angelici"
si proporrebbero di interpretare, chiarire e completare le Sacre
Scritture (Antico e Nuovo Testamento), naturalmente in modo
incompatibile con il credo cristiano-cattolico. Abbiamo già parlato,
infatti, del libro della Schucman A course in Miracles; ebbene, esso era
stato scritto proprio mediante la tecnica del channeling. Altri
"vangeli" simili a quello della Schucman sono, per esempio,
The Aquarian Gospel of Jesus Christ ("Il vangelo acquariano di Gesù
Cristo") di Levi H. Dowling, il Libro di Urantia che sarebbe stato
dettato da angeli e spiriti celesti ai membri del gruppo di ricerca
psico-religioso americano Forum, nonché tutta una serie di scritti
prodotti dai membri della già menzionata comunità verde di Findhorn,
dove pare che si facesse ricorso ai consigli di entità superumane anche
per migliorare le tecniche di produzione agricola. Inutile
dire che l’unico
concreto risultato cui giungono simili pratiche è quello di aumentare
il numero di sedicenti Messia e di alimentare la pericolosa illusione
che qualsiasi cosa possa passare per la testa in particolari stati di
euforia o esaltazione (che a volte gli adepti New-Age si procurano
artificialmente, ricorrendo all’ausilio
di allucinogeni) sia frutto dell’ispirazione
divina e dunque legge cui conformarsi. In
questo campo, in realtà, i newagers procedono come moderni apprendisti
stregoni, ma non vanno ugualmente sottovalutati, perché è anche il
campo dove sanno essere più convincenti. Come
ultime stranezze di questo versante del New-Age vanno infine ricordati i
culti ufologici e la grande importanza attribuita alle Near Death
Experiences ("esperienze prossime alla morte", abbreviate
anche N.D.E.). Queste ultime consistono nei racconti di ciò che hanno
provato le persone che, spesso in seguito a gravi incidenti, hanno
sperimentato il coma profondo, avendo la fortuna di ritornare tra i
vivi. Di solito i newagers si servono di questi racconti per avvalorare
le loro tesi sulla reincarnazione e la loro visione ultramondana; va
detto però che essi sono solitamente molto generici (parlano di luci,
voci e sensazioni), non si sa che credito possa esser loro riconosciuto
e, comunque, possono accordarsi con qualunque visione dell’aldilà. I
culti ufologici hanno invece una doppia origine: da un lato sono
collegati al fenomeno degli avvistamenti e dei presunti contatti con gli
extraterrestri, di per sé estraneo al New-Age, dall’altro
rientrano nell’esperienza
del channeling. Infatti s’è
detto di come, tramite channeling, possano essere contattate entità
anche non necessariamente ultramondane; in più bisogna aggiungere che
come, per questa moderna forma di spiritismo, non contano i vincoli
temporali, ancor meno contano quelli spaziali. Ecco allora che con un’"interurbana"
si può entrare in collegamento con gli extraterrestri, i quali
forniscono ai destinatari i loro personali vangeli. Questa
particolare forma di "contatto" con entità di altri pianeti
ha iniziato a diffondersi dagli anni Cinquanta (il primo a dirsi
"contattato" fu George Adamski, in California) e ha avuto una
tale diffusione che, per quanto sembri incredibile, ci sono oggi
parecchie persone che attendono l’arrivo
degli ufo come quello del Messia e venerano i dischi volanti, anche al
di fuori dell’area
New-Age.
Il
rapporto del New-Age con la medicina è lo stesso già messo in luce nei
riguardi delle altre scienze; va bene tutto ciò che è orientale, va
male tutto ciò che è occidentale, con l’unica
eccezione di quelle tecniche di guarigione ai limiti della scienza
medica ufficiale. In particolare i newagers credono nelle medicine
alternative, che loro però preferiscono chiamare complementari, per
evitare lo scontro frontale con la "medicina ufficiale". Il
primo numero della rivista Vivere New Age, corredato di ipertesto (cioè
con riproduzione su supporto informatico), ne dà una buona idea. Per
la filosofia New-Age tutte le malattie, ma proprio tutte, sono
psicosomatiche, e guarire, in realtà, significa curare l’anima.
Il fatto è che anche se l’umore
del paziente, o la sua buona disposizione nei confronti del medico e
della cura da questi adottata, sono fattori fondamentali, non tutto in
medicina può essere risolto mediante il ricorso all’effetto
placebo. Solo per citare alcuni casi, non vediamo come curare le
ustioni, i traumi, le lesioni, le affezioni virali e derivanti da
esposizione a radiazioni, le malattie ereditarie, quelle legate all’invecchiamento,
le intossicazioni con il ricorso alla teoria psicosomatica. Inoltre,
se anche l’influenza
della mente su malattie gravi come i tumori pare notevole, anche per la
medicina occidentale, pure non pare che si possa definire il tumore
unicamente come malattia psicosomatica. Infine
non so quanto sarebbe contento un paziente affetto da patologia grave di
sapere che -- citiamo da Vivere New Age 1, p. 32 -- "l’obiettivo
dell’intervento
medico non deve necessariamente essere la guarigione (che appartiene all’àmbito
dei "risultati possibili") ma il potenziamento delle risorse
"auto-riparative" della persona stessa. Colui che cura [...]
non può che fungere da tramite, affinché il malato stesso
"decida" di guarire, di operare per sé stesso, di mettersi
sulla strada della guarigione". Analoghe
affermazioni sono contenute anche negli scritti del medico New-Age
tedesco Thorwald Dethlefsen: "Noi intendiamo mostrare che il malato
non è la vittima innocente delle imperfezioni della natura, bensì l’agente
stesso della malattia" (cfr Malattia e destino, Edizioni
Mediterranee, p.11) Non
tutto però è da buttare via; bisogna riconoscere che i newagers hanno
ragione quando sollecitano nei medici una maggior attenzione per l’intera
persona del paziente, e quindi anche per il suo umore e per le sue
ansie; ma queste istanze, che rivendicano all’essere
umano una complessità che le scienze moderne, sempre più settoriali,
spesso trascurano, anche se giuste, non bastano a rendere valide
posizioni aberranti come quella sopra riportata.
Elementi
fondamentali del New-Age, come pure dell’educazione
orientale, sono anche la ginnastica, la danza e le arti marziali; a
questo proposito occorre ricordare che le scuole yoga e zen spesso sono
veicolo di propaganda di idee New-Age o simili, tanto più subdolo in
quanto mascherato sotto le mentite spoglie di tecniche per raggiungere
serenità interiore, una serenità che spesso manca a chi si rivolge a
queste scuole. Il problema è ancora una volta quello della libera
scelta: essere informati, in questo caso, garantisce la genuinità di un’eventuale
adesione a una nuova filosofia di vita, oppure consente di prenderne le
distanze se la si reputasse fasulla. Discorso
diverso e più complesso quello riguardante la musica; l’etichetta
principale di musica New-Age è americana, la Windham-hill, e vanta
ormai un catalogo numericamente assai consistente; i musicisti che ne
fanno parte sono tutti bravissimi e tecnicamente molto ben preparati.
Ricordiamo il chitarrista Michael Hedges, il bassista Michael Manring e
il trombettista Mark Ishram, autore anche delle colonne sonore di
diverse pellicole di successo. La
musica New-Age si caratterizza per l’ariosità
delle sue melodie, evita gli intervalli discordanti e risolve sempre,
quando addirittura non evita, ogni tipo di tensione nella costruzione
delle armonie. Gli strumenti sono sempre suonati con effetti che ne
aumentano l’alone
sonoro, quali i vari tipi di eco e riverbero e, nel caso del pianoforte,
il pedale d’espressione.
L’effetto
conseguito è quello di una musica realmente rilassante e gradevole, a
tratti anche stimolante. A differenza dei CD musicali venduti in
edicola, quelli del catalogo Windham-hill non contengono pamphlet
propagandistici e, francamente, andrebbero giudicati secondo canoni
strettamente musicali, anche perché nella quasi totalità dei casi i
brani sono solo strumentali e non contengono testi cantati. In
ogni caso, non pare che possa definirsi New-Age musica come quella degli
Enigma, che con la musica New-Age propriamente detta non hanno nulla a
che spartire e che sono semmai più vicini ai complessi rap o alla
musica da discoteca. Preciso
subito, prima di occuparmi del problema della diffusione della New-Age,
che non ho intenzione, né qui, né in altra sede, di occuparmi del
presunto aspetto "satanico" del Supermovimento. C’è
chi ha detto e s’è
sforzato di dimostrare che il movimento New-Age esalterebbe l’ideologia
nazista e che conterrebbe nel suo seno gruppuscoli di satanisti (cfr
Maccari, op. cit., pp. 147-164). Sicuramente l’ideologia
New-Age, così eterogenea e sincretistica com’è,
s’adatta
assai bene ad attrarre mitomani, esaltati e squilibrati; la cosa va
presa in seria considerazione e dovrebbe far sorgere qualche ulteriore
dubbio sulla bontà di un simile movimento; ma di pazzi ce ne sono
dovunque, anche al di fuori dell’àmbito
New-Age. Il
pericolo rappresentato dal New-Age è un altro, e consiste nella sfida
che esso lancia alla spiritualità malata dell’uomo
occidentale; il fatto stesso che l’unica
religione che il New-Age non tenti di assorbire direttamente sia il
cristianesimo, e che proprio a quest’ultimo
cerchi di sostituirsi, la dice lunga. La scomparsa del cristianesimo,
infatti, rappresenterebbe l’ultimo
tassello dell’autodistruzione
della cultura e, per conseguenza diretta, dell’uomo
occidentali. Insistere
su certe deviazioni del New-Age vorrebbe dire fargli pubblicità: quel
tipo di pubblicità che sfrutta una certa curiosità morbosa che, in
misura minore o maggiore, tutti quanti abbiamo, e nel contempo ignorare
il vero problema. In sostanza, si finirebbe per demonizzare il New-Age,
facendogli un favore, e non lo si affronterebbe sul terreno dove è
realmente più debole: quello della verità. Che verità può contenere
una religione in cui la verità non conta nulla, in cui "nulla di
reale esiste", in cui Dio siamo noi e il peccato è solo un’illusione?
E se non contiene verità alcuna, che possibilità ha di salvare l’uomo
da sé stesso? Certo,
posta in questi termini la questione lascia molto meno spazio all’ideologia
New-Age, ma non ne diminuisce la pericolosità. Valgono, anche per
questa forma di neo-gnosticismo e pensiero debole relgioso, le parole di
Germain Grisez: "Il neo-gnosticismo costituisce un amalgama
instabile di pseudo-sesso, pseudo-spiritualità, pseudo-scienza e
pseudo-teologia. Rende facile il cammino a quella gente che sta perdendo
la fede e abbandonando i propri impegni vocazionali. Ma non converte
alcuno che non creda; e conduce a culle vuote e a matrimoni infranti, a
seminari e noviziati vuoti, a promesse infrante e a voti
inadempiuti". Il dato allarmante in queste parole non è tanto
nella descrizione degli effetti del pensiero debole in campo religioso,
quanto in quel "rende facile il cammino a quella gente che sta
perdendo la fede". Quanti oggi in Occidente si trovano in questa
situazione? Ecco
allora che il cristiano ha chiaro di fronte a sé il cammino: alimentare
la propria fede, informarsi, in quanto il processo informativo
costituisce una salutare "mitridatizzazione", e confrontarsi
apertamente, ma ricordando che, su certi argomenti, il proprio parlare
deve essere "sì, sì, no, no". E
il non credente? Il non credente dovrebbe ricercare la verità come e più
del cristiano e, come il cristiano, rifiutare i compromessi in questo
campo e informarsi non meno del cristiano, perché il New-Age, come
altri movimenti, fa ricorso all’autocompiacenza
e all’autosuggestionabilità
umana ed è perciò auspicabile essere informati, in modo che, se anche
ci si volesse convertire a questa visione del mondo, lo si potesse fare
responsabilmente, e non in seguito a un mezzo plagio.
Come
già più volte ripetuto, è possibile entrare in contatto con le idee
del New-Age quotidianamente e in molti modi. In
primo luogo nelle edicole: attualmente la New-Sounds Multimedia di Monza
pubblica periodicamente la rivista New Age Music and New Sounds,
accompagnata da relativo CD musicale, e la rivista ipertestuale Vivere
New Age, della quale s’è
già detto e di cui è da non molto uscito anche il secondo volume,
dedicato al rapporto uomo-donna; esistono poi pubblicazioni accompagnate
da CD rom per PC e videocassetta. In
secondo luogo si può incontrare il New-Age nelle librerie:
numerosissime ormai le piccole case editrici interessate al
Supermovimento. Possiamo ricordarne alcune, che costituiscono solo la
punta dell’iceberg:
le edizioni Bresci di Torino, le edizioni Cometa e le edizioni
Mediterranee di Roma, e poi ancora le case editrici Armenia, il punto d’incontro,
Tecniche Nuove e altre ancora. Ma a parte questi piccoli editori di
materiale che potremmo definire "alternativo", anche le case
editrici maggiori -- Feltrinelli, Longanesi, Adelphi, Sperling e Kupfer
-- ora accolgono diversi libri che, se non addirittura scritti da
mentori del New-Age, come il fisico Fritjof Capra o l’attrice
Shirley MacLaine, sono per lo meno collocabili nell’area
culturale di questo movimento. Ai
canali attraverso i quali si può entrare in contatto con le idee di
questa nuova religione bisogna poi aggiungere: le pellicole
cinematografiche e i fumetti. A proposito di questi ultimi, evitando di
fare pubblicità ("che se ne parli bene, che se ne parli male,
purché se ne parli") i fumetti, italiani e non, abbondano di
personaggi che reinterpretano il Vangelo e l’Antico
Testamento in chiave esoterica o come fossero banali favolette, che
credono che la realtà non esista o che sia per lo meno soggettivamente
interpretabile, che pensano che l’inferno
sia una dimensione parallela non molto dissimile da quella in cui
viviamo, che sono animati da uno stucchevole ecologismo, in virtù del
quale meritano più rispetto le bestie degli esseri umani, che credono
nella reincarnazione... Bisogna
poi ancora annoverare i negozi di dischi, le trasmissioni televisive, in
particolare quelle astrologiche, quando esse non siano dirette dai
soliti ciarlatani (per altro più innocui), e i negozi in cui è
possibile comperare i libri sopracitati e i gadgets di cui s’è
detto prima. Da
ciò risulta che si è quotidianamente sottoposti a un bombardamento di
idee derivate dal New-Age e che concreto è il pericolo di incorrere in
quella sia pur "superficiale adesione" che si è detto prima
bastare per entrare a far parte del Supermovimento. |
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