Dr. Raffaele D'Errico                                                                              medico-chirurgo specialista in pediatria

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IL NEONATO E IL LATTANTE


  Fasce, Marsupi, Passeggini, Girelli e affini
 

Quante cose acquistiamo o ci regalano soprattutto alla nascita del primo figlio. Ma è tutto utile? Serve veramente la fascia? E' meglio la fascia o il marsupio? E il seggiolone? E la sdraietta, a che età può essere usata? Vorrei prendere il box ma i pareri sono discordanti! E il girello, veramente fa male? Con che cosa posso interagire col mio piccolo bambino? Esistono giocattoli per bambini piccoli piccoli? E i libri, a cosa servono quando sembra ancora non sentire o comunque ancora non parla?


 . FASCIA / MARSUPIO . SEGGIOLINA . SEGGIOLONE . PASSEGGINO . BOX . GIRELLO .

. GIOCHI E GIOCATTOLILIBRI


LA FASCIA, IL MARSUPIO (IL BABY CARRYNG)


la fascia, il marsupio
GIUDIZIO SINTETICO: SI, dalla nascita in poi

Nella nostra società l’uso relativamente recente del marsupio o meglio ancora della fascia, rappresenta un segno concreto della riappropriazione del naturale rapporto fisico-sensoriale con il proprio piccolo bambino. 

C’è voluto molto tempo per riprendere un’abitudine perduta nei secoli scorsi per il trasporto del bambino, da sempre in uso nelle culture non occidentali.

In questi anni, abbiamo potuto osservare  che, in quelle civiltà che utilizzavano molto questo mezzo di trasporto, capace di stabilire un intimo contatto pelle-a-pelle tra la madre e il bambino, l'incidenza di disturbi del sonno, comportamentali e d'ansia sono risultati notevolmente più bassi che nei nostri paesi occidentali, dove da anni si è praticata una politica di lontananza fisica tra genitori e figli. Portare il bambino "addosso" (baby-carryng) non è quindi solo una modalità di trasporto, ma addirittura oggi è considerata una tra le quattro pratiche più importanti del maternage, cioè di quelle attenzioni vitali che soddisfano i bisogni del neonato e del lattante nei primi due anni di vita, facendolo evolvere positivamente.

 

Da un punto di vista funzionale il marsupio e ancora di più la fascia, offrono indiscutibili vantaggi di comodità e di funzionalità nelle città dove sono difficili gli spostamenti all’esterno.

Essi, però, come appena accennato, non rappresentano solo uno strumento di trasporto, ma una delle poche "attrezzature" per bambini formalmente studiate e che abbiano mostrato un importante effetto positivo sul processo di attaccamento.

Portare il neonato nel marsupio stimola favorevolmente il suo sistema gastrointestinale, rallenta il battito cardiaco, favorisce funzioni respiratorie più efficaci e diminuisce le congestioni. Inoltre, il movimento e il ritmo del corpo della mamma nelle sue attività quotidiane sono così familiari che portano a calmare il bambino. Il marsupio o la fascia calmano il neonato poiché gli permettono di stare al caldo e di sentire, in tutti i sensi, il battito del cuore del genitore. I suoni del battito cardiaco si sono dimostrati molto efficaci nello stimolare l'appetito e, di conseguenza, nell' incrementare l'aumento di peso, nel regolare il sonno e la respirazione e nel ridurre il pianto nel 50% dei casi.

 

Tri-cotti baby slingVisti i bisogni immediati dello “stare insieme” del neonato e del neo-genitore (l’appuntamento evolutivo prioritario dell’attaccamento tramite il contatto fisico diretto), diventa logico iniziare l’uso subito dalla nascita. 

Basta prendere l’accortezza di usare un modello adatto (comincia a essere disponibile una più ampia scelta di misure) e di offrire un sostegno ulteriore con le mani dell’adulto nelle prime settimane, almeno questo per il marsupio. Per la fascia, invece, tutto sembra più naturale e "avvolgente".Hotsling Pouch - Bubbles fabric Basterà solo imparare il suo uso.

 

Un sempre maggior numero di genitori comincia ad usare la "fascia", che è sul mercato da poco tempo e permette un uso comodo anche per il bambino più grande, a differenza del marsupio che dopo i 4-5 mesi diventa scomodo per trasportarlo. 

La fascia, probabilmente, è il mezzo migliore e più adeguato soprattutto per l'intimo legale che riesce a mantenere tra la madre e il bambino.

 

Anche il piccolo pretermine e i suoi genitori possono godere dei piaceri della fascia o del marsupio: esiste una misura ad hoc e, dando un buon sostegno con le mani dell’adulto, non ci sono rischi. Mentre è sconsigliato girare il bambino pretermine verso l’esterno.

 

Ma come si indossa la fascia? Sembra così difficile!

Non è vero: imparerai in poche mosse.

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Un discorso a parte meritano i benefici della "Marsupio Terapia" (Kangoroo Care) studiata e introdotta nel 1983 dai neonatologi Edgar Rey e Hector Martinez, soprattutto per i neonati prematuri. Si tratta di un metodo assistenziale nato in Colombia che viene adottato con i neonati di peso molto basso ed ancora in incubatrice e che consiste nel metterlo nudo sul seno materno, a diretto contatto con la cute calda della madre, per un tempo prestabilito e sotto costante controllo. In quei momenti la madre rappresenta per il neonato tutto il suo universo: il calore, la tenerezza, una grande sensazione di benessere. E' un metodo che, oltre a permettere un precoce contatto tra madre e neonato, influenza positivamente lo sviluppo neurologico e psicologico del piccolo. Quando si avvicinerà il momento della dimissione la madre potrà accudire direttamente ed in modo continuativo il proprio bambino. Questo avviene in una stanza apposita ove i genitori possono acquisire autonomia nel seguire il proprio bambino supportati comunque dal personale infermieristico.

 

Per saperne di più sulla "Marsupio-Terapia":

http://www.sarah.it/marsupio.html

http://www.manolito.it/marsupio.html


LA SEGGIOLINA


la seggiolina
GIUDIZIO SINTETICO: SI, dalle 2-3 settimane a 7 mesi.

Esistono molti modelli diversi di seggiolina per lattanti, che vanno dall’infant-seat (poltroncina di plastica rigida) alla sdraietta (in stoffa con il telaio di metallo), ai modelli “transit”, alla poltroncina da usare anche in automobile, alla seggiola da applicare direttamente al tavolo. 

Per fortuna cominciano a essere disponibili modelli a reale misura dei bambini più piccoli. Perciò diventa sempre più possibile venire incontro ai bisogni relazionali del neonato “sveglio” e, quindi, iniziarne l’uso precocemente (dalle 2 alle 3 settimane di età) nelle situazioni idonee quando “mancano le braccia della mamma” (preparazione delle pappe, gemelli, pasti familiari).

La seggiolina va adattata per garantire il corretto sostegno e contenimento della schiena posteriormente e particolarmente lateralmente (rullini di asciugamani, riduttori in commercio). In queste situazioni, quando il neonato è veramente ben sostenuto da tutti i lati, un modello adatto può essere usato appena dopo la nascita, quando si presentano le occasioni suddette. 

 

Poiché in alcune famiglie persiste il pregiudizio che si può viziare un neonato tenendolo in braccio, va sempre precisato che la seggiolina non dovrebbe sostituire lo stare in braccio, soprattutto nei primi mesi. 

In linea generale, è indicata la posizione semi-seduta offerta dalle seggioline, cioè con l’anca semi-estesa, fino a circa 5 mesi, e comunque l’uso delle seggioline da casa non andrebbe protratto oltre l’età di 7 mesi, se non in casi particolari.


IL SEGGIOLONE

il seggiolone
GIUDIZIO SINTETICO: SI, limitatamente al pasto dai 5-7 mesi.

E’ certamente uno strumento funzionale che promuove l’interazione bambino-famiglia. Per il problema della sicurezza, bisogna mettere i genitori in guardia riguardo alla scelta del modello e alla presenza garantita di un adulto durante l’uso per il rischio di cadute. 

I vantaggi del seggiolone vengono indicati per i momenti dei pasti e per stare a tavola insieme alla famiglia. Impiegando un apposito riduttore, e per periodi di tempo relativamente brevi, anche un bambino di 5 mesi può godere i vantaggi dello stare con la famiglia. Per consumare i propri pasti nel seggiolone sembra invece meglio aspettare che il bambino controlli bene il tronco (6 mesi circa). E' questo uno dei motivi per cui lo svezzamento è consigliato dopo i 6 mesi.

Nel frattempo conviene continuare l’uso della seggiolina o del passeggino, in quanto il poggiatesta e la posizione del tronco non completamente verticale riducono l’impegno posturale durante la fase di apprendimento delle nuove competenze coinvolte nello svezzamento e nell’uso del cucchiaino (cioè un importante compito evolutivo a questa età). 

 

Poiché l’età indicata per iniziare l’uso del seggiolone (dai 5-7 mesi) coincide con il momento di introdurre l’uso della coperta per terra (4-5 mesi), è bene aiutare i familiari (nonni inclusi!) a capire i significati diversi sullo sviluppo psicomotorio delle due attività, per evitare che il bambino venga tenuto troppo seduto (nel passeggino, in braccio, nel seggiolone) in una fase in cui va sperimentato lo spazio aperto.


IL PASSEGGINO

il passeggino
GIUDIZIO SINTETICO: SI, dai 3-4 mesi.

Un uso precoce del passeggino (3-4 mesi), come consigliato dai pediatri, dimostra un importante riconoscimento del bisogno del bambino, anche piccolo, di essere messo in grado di seguire le varie attività intorno a sé, di esercitare la vista a distanze diverse, e quindi di arricchire le sue esperienze sensoriali e relazionali. 

A questa età, comunque, vanno curati alcuni dettagli nella postura per garantire l’allineamento della colonna vertebrale, ma soprattutto la stabilizzazione posturo-motoria: di nuovo sono indicati, come per la seggiolina, i sostegni laterali al tronco per rendere “a misura del bambino” la larghezza dello schienale e sostenere bene la colonna vertebrale. 

Inoltre, la maggior stabilità corporea durante l’uso del passeggino facilita nel bambino piccolo le prestazioni visive e relazionali. 

Da ricordare infine che l’uso dello zaino è possibile solo da 8 mesi in poi.


IL BOX

il box
GIUDIZIO SINTETICO: NO.

Il box è una prigione! E' l’arredo che meglio rappresenta il conflitto di interessi fra gli adulti familiari e il bambino in crescita. 

Dal punto di vista del bambino e dei suoi bisogni evolutivi non ci possono essere dubbi che non solo non lo aiuta, ma lo limita. E l’oggetto meno amato dagli specialisti dello sviluppo psicomotorio, forse ancora meno del girello! 

Le ragioni di sicurezza non valgono molto, perché comunque la casa va resa sicura per il bimbo quando cammina. E’ solo questione di anticipare i tempi. Ai genitori è utile suggerire l’idea di una stanza “box” o, meglio ancora, di creare una casa a misura del bambino che gattona e che poi cammina.

Il bambino, dall’età di 4-5 mesi, ha bisogno di conoscere lo spazio libero e di utilizzare le esperienze psicomotorie offerte dagli spostamenti orizzontali per prepararsi alla gestione competente della statica eretta e della deambulazione autonoma. Questo bambino è sicuramente più ricco dal punto di vista motorio, sensoriale e cognitivo, è più in sintonia con se stesso e l’ambiente in cui vive (conoscere i propri limiti e le proprie possibilità). 

Il problema del box è che è comodo per l’adulto e che costa: quindi, quando c’è, viene usato! Difficilmente viene usato poco e alternato con la coperta per terra. Normalmente il bambino messo nel box passa il resto del suo tempo da sveglio, in casa, nel seggiolone o nel passeggino. Questa mancanza di esperienze psicomotorie è evidente nel comportamento del bambino. Si ha l’impressione, invece, che i genitori, che riescono a non usare il box e a tenere il bambino libero per terra, cerchino in generale di dare la priorità al rispetto dei bisogni del bambino.


IL GIRELLO

il girello
GIUDIZIO SINTETICO: NO.

Nonostante operatori di professionalità diversa siano d’accordo sul non-uso del girello, i cataloghi e i negozi mettono a disposizione modelli sempre più belli e attraenti, che vengono di fatto acquistati. 

 

Questo ci dà la possibilità di confermare, tramite l’osservazione clinica dei bambini che lo usano, l’influenza negativa sulla motricità, ostacola lo sviluppo delle reazioni di equilibrio, del saper cadere e delle conoscenze dei propri limiti e provoca l’estensione delle tibio-tarsiche (tendenza digitigrada). 

 

Mettere il bambino nel girello significa non rispettare e non favorire la maturazione armonica tra capacità cognitive e sensoriali, desiderio di muoversi e reali capacità motorie. Per gli stessi motivi va sconsigliato l’uso del "jumper” (un’imbracatura attaccata a un supporto elastico dove il bambino può fare dei salti), un articolo sul mercato in Italia da poco tempo.  

Vengono segnalati i ben noti effetti negativi: il pericolo, il movimento non fisiologico, i vizi e il ritardo della deambulazione.

 


GIOCHI E GIOCATTOLI

giochi e giocattoli "NO"
GIUDIZIO SINTETICO: NO.

Orientarsi nel mercato dei giocattoli è veramente difficile e ci auguriamo che gli operatori specializzati (psicomotricisti, educatori dell’infanzia, pedagogisti) abbiano sempre più occasioni di aiutare i genitori a rispondere in modo adeguato al bisogno di giocare del bambino e di non essere semplicemente preda del mondo del consumismo. 

Di nuovo, il giocattolo andrebbe esaminato in base alla fase di sviluppo (non necessariamente corrispondente a ciò che è scritto sulla scatola!) e i compiti evolutivi dal punto di vista relazionale, sensoriale, cognitivo e motorio. 

Vanno considerati anche gli aspetti sicurezza e igiene. 

Solo a scopo di sensibilizzazione all’analisi, esaminiamo alcune proposte di gioco.


La “casa delle api”

E interessante notare che oggi, in quasi ogni casa con un bambino piccolo, si trovi questo giocattolo meccanico o un suo equivalente che comunque, e per fortuna, viene poco usato. 

In pratica diventa nella maggior parte dei casi un innocuo soprammobile, con un certo fascino per gli adulti. 

In realtà, il mercato lo propone per il bambino da 0 a 24 mesi. 

Se si considera che il neonato è impegnato nel processo di attaccamento e nella maturazione delle competenze relazionali all’interno di un dialogo creativo (e che dorme molto), non sembra che avanzi tempo da sprecare con un giocattolo meccanico. 

Nella fase successiva, cioè dai 3 ai 6 mesi, inizia e matura la coordinazione occhio-mano, l’afferramento, la prima manipolazione. Poiché questi oggetti vanno tenuti lontani dalle mani dei bambini perché sono pericolosi a tutte le età (fili deboli, componenti piccoli e fragili), non c’è proprio una fase evolutiva in cui sia indicato per il bambino.


Il “tappeto gioco”

E’ un quadrato di stoffa con vari giochi incorporati (specchio, animaletti, ecc.). 

E’ vero: la misura è normalmente piccola (più o meno come le dimensioni di un box), e il bambino, se deve rimanerci sopra, non può andare molto lontano con i suoi movimenti. Effettivamente è importante anche offrire oggetti disponibili alla manipolazione dinamica e all’esplorazione orale, senza contare che dopo poco tempo i giocattoli fissi non attirano più l’interesse del bambino. Come proposto dai pediatri, è molto meglio, dall’età di 4-5 mesi, la coperta per terra, mettendo a disposizione del bambino dei giocattoli “sciolti” adatti.


La “palestra”

Questo oggetto (un telaio dove appendere i giocattoli; poco adatti quelli di corredo) è sul mercato da poco e risulta molto invitante. 

Secondo i compiti evolutivi dai 4 mesi in poi, il gioco, il suo raggiungimento e la sua scelta autonoma sono molto collegati. Tenere il bambino fermo e “servirgli” i giocattoli è valido per una fase brevissima (dai 3 ai 4 mesi circa), e non sembra che il costo economico di questo oggetto sia quindi giustificato. Di nuovo, l’acquisto induce a usarlo il più possibile e quindi a un “abuso”, negando al bambino la libera scelta di gioco e di movimento al momento giusto. Come per la seggiolina e il seggiolone, l’uso scorretto può indurre a un ritardo nell’organizzazione motoria.


I LIBRI

libri per bambini
GIUDIZIO SINTETICO: SI, dall'utero in poi

Non si conta la letteratura scientifica che avvalora sempre più l'importanza di leggere al bambino sin dal periodo della vita intra-uterina, ma soprattutto tra i 6 mesi e i 6 anni, usando libri adeguati alla loro età, periodo nel quale le connessioni nervose del loro cervello crescono e si ramificano, mentre i libri - fiumi di parole - li aiutano in questa crescita.

Mi domandate sempre: "Che cosa fare con un bambino piccolo? Quali giochi o modalità di interazioni?". Ebbene: i libri, quelli adeguati a ciascuna età, rappresentano il gioco migliore, la modalità e il tempo prezioso da spendere con e per i propri figli.

Un progetto internazionale da anni promuove negli studi dei pediatri, nelle scuole e nelle biblioteche di tutto il mondo il magnifico Progetto "Nati per leggere".

 

In questa pagina troverete molte notizie sul progetto.

Libri ai bambini? Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

 

 
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