| Dr. Raffaele D'Errico medico-chirurgo specialista in pediatria |
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| marsupi e fasce, passeggini, girelli, seggioline, box, girelli |
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. MARSUPIO/FASCIA . SEGGIOLINA . SEGGIOLONE . PASSEGGINO . BOX . GIRELLO |
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IL MARSUPIO, LA FASCIA |
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| GIUDIZIO SINTETICO:
SI, dalla nascita
in poi |
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C’è voluto molto tempo per riprendere un’abitudine perduta nei secoli scorsi per il trasporto del bambino, da sempre in uso nelle culture non occidentali. In questi anni, abbiamo potuto osservare che, in quelle civiltà che utilizzavano molto questo mezzo di trasporto, capace di stabilire un intimo contatto pelle-a-pelle tra la madre e il bambino, l'incidenza di disturbi del sonno, comportamentali e d'ansia sono risultati notevolmente più bassi che nei nostri paesi occidentali, dove da anni si è praticata una politica di lontananza fisica tra genitori e figli. Portare il bambino "addosso" (baby-carryng) non è quindi solo una modalità di trasporto, ma addirittura oggi è considerata una tra le quattro pratiche più importanti del maternage, cioè di quelle attenzioni vitali che soddisfano i bisogni del neonato e del lattante nei primi due anni di vita, facendolo evolvere positivamente.
Da un punto di vista funzionale, il marsupio e la fascia offrono indiscutibili
vantaggi di comodità e di funzionalità nelle città dove sono difficili gli
spostamenti all’esterno. Essi, però, come appena accennato, non rappresentano solo uno strumento di trasporto, ma una delle poche "attrezzature" per bambini formalmente studiate e che abbiano mostrando un importante effetto positivo sul processo di attaccamento. Portare il neonato nel marsupio stimola favorevolmente il suo sistema gastrointestinale, rallenta il battito cardiaco, favorisce funzioni respiratorie più efficaci e diminuisce le congestioni. Inoltre, il movimento e il ritmo del corpo della mamma nelle sue attività quotidiane sono così familiari che portano a calmare il bambino. Il marsupio o la fascia calmano il neonato poiché gli permettono di stare al caldo e di sentire, in tutti i sensi, il battito del cuore del genitore. I suoni del battito cardiaco si sono dimostrati molto efficaci nello stimolare l'appetito e, di conseguenza, nell'incrementare l'aumento di peso, nel regolare il sonno e la respirazione e nel ridurre il pianto nel 50% dei casi.
Basta prendere l’accortezza
di usare un modello adatto (comincia a essere disponibile una più ampia scelta
di misure) e di offrire un sostegno ulteriore con le mani dell’adulto nelle
prime settimane, almeno questo per il marsupio. Per la fascia, invece, tutto
sembra più naturale e "avvolgente".
Un sempre maggior numero di genitori comincia ad usare la “fascia”, che è sul mercato da poco tempo e permette un uso comodo anche per il bambino più grande a differenza del masupio che dopo i 4-5 mesi diventa scomodo per trasportarlo. La fascia, probabilmente, è il mezzo migliore e più adeguato soprattutto per l'intimo legale che riesce a mantenere tra la madre e il bambino.
Anche il piccolo pretermine e i suoi genitori possono godere dei piaceri della fascia o del marsupio: esiste una misura ad hoc e, dando un buon sostegno con le mani dell’adulto, non ci sono rischi. Mentre è sconsigliato girare il bambino pretermine verso l’esterno. Un
discorso a parte meritano i benefici della "Marsupio Terapia"
Per saperne di più sulla "Marsupio-Terapia": |
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LA SEGGIOLINA |
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GIUDIZIO SINTETICO: SI, dalle 2-3
settimane a 7 mesi.
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Esistono molti modelli diversi di seggiolina per lattanti,
che vanno dall’infant-seat (poltroncina di plastica Per fortuna cominciano a essere disponibili modelli a reale misura dei bambini più piccoli. Perciò diventa sempre più possibile venire incontro ai bisogni relazionali del neonato “sveglio” e, quindi, iniziarne l’uso precocemente (dalle 2 alle 3 settimane di età) nelle situazioni idonee quando “mancano le braccia della mamma” (preparazione delle pappe, gemelli, pasti familiari).
La seggiolina va adattata per garantire il corretto sostegno e contenimento della schiena posteriormente e particolarmente lateralmente (rullini di asciugamani, riduttori in commercio). In queste situazioni, quando il neonato è veramente ben sostenuto da tutti i lati, un modello adatto può essere usato appena dopo la nascita, quando si presentano le occasioni suddette.
Poiché in alcune famiglie persiste il pregiudizio che si può viziare un neonato tenendolo in braccio, va sempre precisato che la seggiolina non dovrebbe sostituire lo stare in braccio, soprattutto nei primi mesi. In linea generale, è indicata la posizione semi-seduta offerta dalle seggioline, cioè con l’anca semi-estesa, fino a circa 5 mesi, e comunque l’uso delle seggioline da casa non andrebbe protratto oltre l’età di 7 mesi, se non in casi particolari. |
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| IL SEGGIOLONE | |||
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GIUDIZIO SINTETICO: SI,
limitatamente al pasto dai 5-7 mesi.
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I vantaggi del seggiolone vengono indicati per i momenti dei pasti e per stare a tavola insieme alla famiglia. Impiegando un apposito riduttore, e per periodi di tempo relativamente brevi, anche un bambino di 5 mesi può godere i vantaggi dello stare con la famiglia. Per consumare i propri pasti nel seggiolone sembra invece meglio aspettare che il bambino controlli bene il tronco (6 mesi circa). E' questo uno dei motivi per cui lo svezzamento è consigliato dopo i 6 mesi. Nel frattempo conviene continuare l’uso della seggiolina o del passeggino, in quanto il poggiatesta e la posizione del tronco non completamente verticale riducono l’impegno posturale durante la fase di apprendimento delle nuove competenze coinvolte nello svezzamento e nell’uso del cucchiaino (cioè un importante compito evolutivo a questa età).
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| IL PASSEGGINO | |||
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GIUDIZIO SINTETICO: SI,
dai 3-4 mesi.
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A questa età, comunque, vanno curati alcuni dettagli nella postura per garantire l’allineamento della colonna vertebrale, ma soprattutto la stabilizzazione posturo-motoria: di nuovo sono indicati, come per la seggiolina, i sostegni laterali al tronco per rendere “a misura del bambino” la larghezza dello schienale e sostenere bene la colonna vertebrale. Inoltre, la maggior stabilità corporea durante l’uso del passeggino facilita nel bambino piccolo le prestazioni visive e relazionali. Da ricordare infine che l’uso dello zaino è possibile solo da 8 mesi in poi. |
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| IL BOX | |||
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| GIUDIZIO SINTETICO:
NO.
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Dal punto di vista del bambino e dei suoi bisogni evolutivi non ci possono essere dubbi che non solo non lo aiuta, ma lo limita. E l’oggetto meno amato dagli specialisti dello sviluppo psicomotorio, forse ancora meno del girello! Le ragioni di
sicurezza non valgono molto, perché comunque la casa va resa sicura per il
bimbo quando cammina. E’ solo questione di anticipare i tempi. Ai genitori è
utile suggerire l’idea di una stanza “box” o, meglio ancora, di creare una
casa a misura del bambino che gattona e che poi cammina. Il bambino, dall’età di 4-5 mesi, ha bisogno di conoscere lo spazio libero e di utilizzare le esperienze psicomotorie offerte dagli spostamenti orizzontali per prepararsi alla gestione competente della statica eretta e della deambulazione autonoma. Questo bambino è sicuramente più ricco dal punto di vista motorio, sensoriale e cognitivo, è più in sintonia con se stesso e l’ambiente in cui vive (conoscere i propri limiti e le proprie possibilità). Il problema del box è che è comodo per l’adulto e che costa: quindi, quando c’è, viene usato! Difficilmente viene usato poco e alternato con la coperta per terra. Normalmente il bambino messo nel box passa il resto del suo tempo da sveglio, in casa, nel seggiolone o nel passeggino. Questa mancanza di esperienze psicomotorie è evidente nel comportamento del bambino. Si ha l’impressione, invece, che i genitori, che riescono a non usare il box e a tenere il bambino libero per terra, cerchino in generale di dare la priorità al rispetto dei bisogni del bambino. |
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| IL GIRELLO | |||
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| GIUDIZIO SINTETICO:
NO.
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Questo ci dà la
possibilità di confermare, tramite l’osservazione clinica dei bambini che lo
usano, l’influenza negativa sulla motricità, ostacola lo sviluppo delle
reazioni di
Mettere il bambino nel girello significa non rispettare e non favorire la maturazione armonica tra capacità cognitive e sensoriali, desiderio di muoversi e reali capacità motorie. Per gli stessi motivi va sconsigliato l’uso del "jumper” (un’imbracatura attaccata a un supporto elastico dove il bambino può fare dei salti), un articolo sul mercato in Italia da poco tempo. Vengono segnalati i ben noti effetti negativi: il pericolo, il movimento non fisiologico, i vizi e il ritardo della deambulazione. |
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| GIOCHI E GIOCATTOLI | |||
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| GIUDIZIO SINTETICO:
NO.
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Di nuovo, il giocattolo andrebbe esaminato in base alla fase di sviluppo (non necessariamente corrispondente a ciò che è scritto sulla scatola!) e i compiti evolutivi dal punto di vista relazionale, sensoriale, cognitivo e motorio. Vanno considerati anche gli aspetti sicurezza e igiene. Solo a scopo di sensibilizzazione all’analisi, esaminiamo alcune proposte di gioco. |
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La “casa delle api” |
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In pratica diventa nella maggior parte dei casi un innocuo soprammobile, con un certo fascino per gli adulti. In realtà, il mercato lo propone per il bambino da 0 a 24 mesi. Se si considera che il neonato è impegnato nel processo di attaccamento e nella maturazione delle competenze relazionali all’interno di un dialogo creativo (e che dorme molto), non sembra che avanzi tempo da sprecare con un giocattolo meccanico. Nella fase successiva, cioè dai 3 ai 6 mesi, inizia e matura la coordinazione occhio-mano, l’afferramento, la prima manipolazione. Poiché questi oggetti vanno tenuti lontani dalle mani dei bambini perché sono pericolosi a tutte le età (fili deboli, componenti piccoli e fragili), non c’è proprio una fase evolutiva in cui sia indicato per il bambino. |
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Il “tappeto gioco” |
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E’ vero: la misura è normalmente piccola (più o meno come le dimensioni di un box), e il bambino, se deve rimanerci sopra, non può andare molto lontano con i suoi movimenti. Effettivamente è importante anche offrire oggetti disponibili alla manipolazione dinamica e all’esplorazione orale, senza contare che dopo poco tempo i giocattoli fissi non attirano più l’interesse del bambino. Come proposto dai pediatri, è molto meglio, dall’età di 4-5 mesi, la coperta per terra, mettendo a disposizione del bambino dei giocattoli “sciolti” adatti. |
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La “palestra” |
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Secondo i compiti evolutivi dai 4 mesi in poi, il gioco, il suo raggiungimento e la sua scelta autonoma sono molto collegati. Tenere il bambino fermo e “servirgli” i giocattoli è valido per una fase brevissima (dai 3 ai 4 mesi circa), e non sembra che il costo economico di questo oggetto sia quindi giustificato. Di nuovo, l’acquisto induce a usarlo il più possibile e quindi a un “abuso”, negando al bambino la libera scelta di gioco e di movimento al momento giusto. Come per la seggiolina e il seggiolone, l’uso scorretto può indurre a un ritardo nell’organizzazione motoria. |
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