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Questa
lettera comincia con un messaggio scritto da una mamma e pervenuto
nel mese di aprile 2010 sul Blog dell'Associazione
Culturale Pediatri.
Più
che un messaggio è una testimonianza molto forte.
Forte
perché esce dal cuore di una mamma.
Forte
perché testimonia quanto può incidere realmente un pediatra
di famiglia nella storia di un bambino e della sua stessa
famiglia attraverso un lavoro certosino - sempre che ci creda! -
giorno dopo giorno, senza mai stancarsi di parlare e ricordare
loro le cose che fanno veramente bene ai figli.
E’
una testimonianza forte perché mi aiuta a ricordare che se saremo
stati in grado di incidere nella storia anche di un solo bambino
avremo realizzano a pieno la nostra missione di medici pediatri.
Ritorni
così belli come quello che leggerete aiutano a ricordare a noi
medici che probabilmente quasi mai ci sarà dato di conoscere se
il nostro operato avrà consegnato frutti, perché la vita scorre
e a noi non sempre è concessa la gioia e la soddisfazione della
mietitura; solo l’impegno a seminare, certi però che i frutti
ci saranno.
Non
mi stancherò mai di dire che non si è pediatri solo per curare
malattie, ma per affiancarci ai bambini e ai loro genitori in
questo cammino sempre più complicato e viziato che è la nostra
vita oggi; la vita nelle nostre nevrotiche città, tra una corsa
ed un’altra, a coprire tutti i buchi apparentemente vuoti nella
giornata dei nostri figli; una vita che appare sempre più
sopravvivenza e meno esistenza; organizzazione e programmazione e
meno libertà e fantasia di viverla.
Sono
la mamma di Matteo. Il dott. Pasquale Causa era il pediatra di mio
figlio. Lui mi incitava a leggere libri a Matteo da quando il
piccolo aveva tre mesi. Mi sembrava una cosa buffa, mi sentivo
ridicola, ma per fiducia nei suoi confronti (e per timore, perché
mi chiedeva sempre se glieli leggevo) ascoltavo il suo
"consiglio"... Mio figlio così ha cominciato a parlare
presto e sin da piccolo ha avuto una proprietà di linguaggio
invidiabile. Ogni giorno ancora oggi ascoltandolo resto senza
parole e così torno con il pensiero alle mille raccomandazioni
che il dott. Causa mi faceva in merito all'importanza dei libri
per i bambini sin dalla più tenera età. Ed ora che il dottore
non c’è più
mi ritrovo spesso a ringraziare il Signore d'aver fatto sì che
mio figlio venisse affidato a una persona così speciale... per
poco, purtroppo... ma ci ha lasciato tanto.
Questa
sulla storia dei libri e
della lettura ad alta voce con i bambini è ormai cosa
acclarata nel mondo scientifico. L’hanno chiamato Progetto
Nati per leggere.
Un progetto che ha investito il mondo intero e che quest’anno ha
ricevuto un premio di prestigio al XXIII
Salone Internazionale del Libro di Torino, un riconoscimento
che è andato ai migliori progetti di promozione alla lettura ad
alta voce ai bambini dalla nascita a sei anni. Lo scorso febbraio
lo stesso progetto ha meritato anche la medaglia del Presidente
della Repubblica Napolitano, come riconoscimento al valore
dell’iniziativa.
Cosa
sappiamo oggi? Sappiamo che leggere
con un bambino vuol dire contribuire in modo determinante alla
crescita delle sue capacità cognitive e relazionali; in
poche parole, leggere con un bambino significa farlo crescere
bene sia intellettivamente sia nella sua personale sfera
relazionale.
Sembra
impensabile, ma un bambino
piccolo ha fame di conoscenza così come di affetto e di
tenerezza. Il caldo abbraccio che lo avvolge, l'intimità che si
crea condividendo la lettura di un libro rappresentano il terreno
ideale su cui far crescere il suo amore per le parole e per le
storie oltre che le sue capacità di comprendere meglio il mondo
che sta dentro e fuori di lui.
Tutto
questo - continueremo a ricordarlo all’infinito! – non avviene
con la televisione e in particolar modo con la
televisione-babysitter!
Lo
stile di vita attuale piuttosto frenetico e le necessità
economiche lavorative condizionano i genitori alla fretta,
favorendo l’uso di tecnologie sostitutive dell’attenzione che
essi dovrebbero al bimbo: giocattoli, televisione, videogiochi e
via dicendo. Il piccolo viene così privato dell’attenzione viva
con una persona, interazione riconosciuta come essenziale perché
le cosiddette cure materne siano positive. Anzi spesso oppresso da
giochi, giocattoli, iniziative, distrazioni in modo che quivi sia
occupato e non “dia fastidio”, anziché in interazioni coi
genitori. Ma soprattutto lo stile di vita attuale, non
semplicemente sottrae l’educatore al bimbo, ma induce nei
genitori disattenzione emotiva verso quella compartecipazione
affettiva intelligente e oculatamente dosata che è vitale per il
suo sviluppo (Intelligenza emotiva, Greenspan 1981, 1997; Goleman,
1995 - Intelligenza del cuore, Greenspan, Benderly, 1998).
Potremmo
dire che il bambino è stressato e lo sarà più grandicello
immesso in sequenze continue di scuola, sport, giochi organizzati
e via dicendo. L’etichetta stressato è però generica e
riduzionista. In realtà questo bimbo è deprivato
dell’alimento psichico essenziale ad un buon sviluppo della sua
mente.
La
lettura, allora, ad alta voce con i bambini potrebbe rappresentare
– tra l’altro – anche un’ottima occasione per creare quel
contatto emotivo positivo tra il genitore e il bambino così
importante soprattutto nei primi anni di vita. Nel caso contrario
ci si domanda: quali futuri
individui avremo se questa tendenza sociale si accrescerà? E
quale società? O meglio, quale Umanità?
Leggere
poi si declina bene con altri verbi come parlare
e cantare. Prima del
libro il bambino “legge” la voce di sua madre.
Cosa
dovrei consigliare, allora, vivamente a voi genitori?
Che
fin dalla gravidanza parliate e cantiate per il vostro bambino.
Non
vi fermate mai! Proseguite anche dopo. Commentate sempre con frasi
semplici e brevi quello che state facendo. La vostra voce (anche
la tua papà!) è un abbraccio che lo aiuta a crescere, tanto
quanto ciò che gli fate mangiare. E lui vi ode bene sin dal
grembo materno. Conosce e dimostrerà di riconoscere la vostra
voce e ciò che gli avrete raccontato, letto, cantato durante la
stessa gravidanza.
Antony
DeCasper, professore di psicologia dell’Università del
North Carolina effettuò un esperimento in cui dimostrò che il
piccolo nato non solo dimostra di riconoscere la voce della mamma
(e anche quella del papà!), ma addirittura di ricordare le parole
ascoltate durante la gravidanza. La vita e lo sviluppo del
bambino, il suo rimaneggiamento iniziano già in epoca prenatale.
Leggete,
allora! Leggete ad alta voce! L’uomo
che legge ad alta voce eleva chi ascolta all’altezza del libro.
Dà veramente da leggere!
Non
preparategli troppe cose soprattutto inutili prima
che il nuovo nato arrivi in casa. Lasciate che le cose crescano
assieme con lui, giorno dopo giorno, perché è di ben altro che
il vostro piccolo ha bisogno. E tra queste non dimenticare di
lasciare spazio per libri e riviste.
Sin
da quando il neonato entra in casa fatevi vedere leggere di tutto:
giornali, libri, riviste. Tenete molti libri in casa; trattateli
con cura, metteteli a posto, "accarezzali". Lui è
attratto da quello che fate: amerà i libri perché ama voi e
questo renderà più stretti e solidi i vostri legami.
Magari
era tempo che non leggevate più. Ma si sa: per i figli si fa di
tutto! E in questo tutto,
ricominciate a leggere: servirà a voi, ma non sarà solo per voi. Sì,
perché i libri danno struttura alla nostra vita e ci aiutano a
comprenderla e ad allungare l’esistenza. Non solo, ma leggere
davanti ai bambini, leggere con i bambini, leggere ai bambini è
una forte azione benefica. Direbbe Daniel Pennac, Il
tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per
vivere.
Il
sesto mese è una svolta storica.
Il piccolo ora sta seduto; mangia con voi a tavola.
Tenetelo sulle ginocchia, apritegli un libro con figure di volti
che spicchino bene sul fondo. Lui ora le vede bene e ama le facce
a cominciare dalla vostra. Potete addirittura fabbricargli un
libro con le foto dei vostri volti e del suo. Raccontate ciò che
vedete con parole semplici e indicateglielo col dito. Guardatelo
negli occhi. Lui vi seguirà e vedrete le stesse cose: un modo per
essere e crescere insieme. Non preoccupatevi del tempo: basterà
un minuto, ma ricordate che, quando leggete, potete fare solo
quello.
Proseguite
così, lentamente.
A un anno terrà il libro in mano per qualche momento. Sarà
una conquista. Non preoccupatevi del tempo: bastano pochi minuti.
Non abbiate fretta. Introducete ogni giorno una due parole nuove.
Le parole lo aiuteranno dopo, nella scuola.
Quando
capirete che è maturo per ascoltare una storia con il libro
aperto, raccontategli le figure e le azioni, segnate con il dito
le illustrazioni e anche i caratteri, sempre guardandolo.
Fate
le voci dei personaggi e chiedetegli: "E ora che succederà?".
Vi interrogherà! Se non capite una sua parola, fatevi indicare la
figura. Ripetete la parola. La curiosità lo farà crescere.
Usate
libri adeguati.
Libri
per i piccolissimi da
6 a
12 mesi.
Ai
bambini di questa età piacciono i libri che possono essere
manipolati senza difficoltà, con disegni che rappresentano
bambini e piccoli animali; le rime e le filastrocche.
Piace
sentirsi leggere e rileggere più volte la stessa cosa.
Teneteli
in braccio mentre leggete e indicategli con il dito le figure.
Lasciatevi
coinvolgere dalla storia che leggete: trasmetterete il piacere
della lettura.
AL
TUO BAMBINO PIACERANNO I LIBRI PERCHE' GLI PIACI TU!
Libri
per i piccoli da
12 a
24 mesi.
Ai
bambini di questa età piace sentire leggere e rileggere lo stesso
libro; la lettura all'ora della nanna; libri che parlano di
animali, di bambini, delle cose di ogni giorno (la pappa), con
poche parole. Libri dalle forme insolite da accarezzare,
stropicciare, portare in bagno, nel lettino e nel passeggino;
libri a forma di telefono per chiamare la nonna, di morbido
cuscino per addormentarsi sulle ninne nanne e di zainetto per
passeggiare con le storie in compagnia di un tenero orsacchiotto.
Tieni
in braccio il tuo bambino mentre leggi e indica con il dito le
figure.
Lasciati
coinvolgere dalla storia che leggi: trasmetterai il piacere della
lettura.
AL
TUO BAMBINO PIACERANNO I LIBRI PERCHE' GLI PIACI TU!
Libri
per bambini che stanno crescendo, tra i 2 e i 3 anni.
Ai
bambini di questa età piace girare le pagine da soli; completare
la frase di una storia che hanno sentito molte volte; indicare le
figure e dire che cosa rappresentano; scegliere il libro che
vogliono; tenere il libro in mano e raccontare la storia a modo
proprio. Ascoltare le storie divertenti con buffe voci, rumori o
versi di animali. È vero, i libri non sono di cioccolata. Sono di
carta, stoffa, cartone. Ma i libri hanno parti magnetiche, pupazzi
in peluche, finestrelle, alette, strappattacca, buchi. Chi più ne
ha più ne metta. Ci sono anche pagine in cui i bambini e le
bambine vanitose possono specchiarsi assieme alle stelle. E se
fossero le storie a essere buone come la cioccolata? Perchè buffe
e curiose, perché fanno squick e si possono cantare come una
canzone, perché si può giocare a nascondino tra le pagine con
piccoli mostri che spaventano solo un po', perchè si possono fare
piccole/grandi scoperte? L'avventura sta per cominciare, chi deve
ancora salire sul treno delle storie?
Ai
bambini piace sentirsi leggere e rileggere più volte la stessa
cosa.
Tieni
in braccio il tuo bambino mentre leggi e indica con il dito le
figure.
Lasciati
coinvolgere dalla storia che leggi: trasmetterai il piacere della
lettura.
AL
TUO BAMBINO PIACERANNO I LIBRI PERCHE' GLI PIACI TU!
Libri
per bambini grandi, dai 3 anni.
Ai
bambini di questa età piace ascoltare storie classiche e
popolari, libri fantastici, trasgressivi, avventurosi; guardare
libri con i numeri e le lettere dell'alfabeto; leggere con te
libri che parlano delle situazioni di ogni giorno come la vita in
casa, i giochi con gli amici, la scuola; fare e sentirsi fare
delle domande sulle storie; completare una storia o raccontarne
una.
Nuovi
amici, buffe storie, colorate immagini per scoprire il mondo, gli
animali e i colori, per burlarsi dei propri difetti e piano piano
diventare un po' più grandi. Libri da leggere e rileggere
lasciandosi coinvolgere dalle storie: ridendo, divertendosi,
emozionandosi assieme ai bambini. Un modo per conquistare il loro
affetto. Provare per credere: una storia vale quanto un caldo
abbraccio... e forse anche di più.
Ai
bambini piace sentirsi leggere e rileggere più volte la stessa
cosa.
Tieni
diversi libri in casa, lasciaglieli scegliere, portalo in
biblioteca.
Lasciati
coinvolgere dalla storia che leggi: trasmetterai il piacere della
lettura.
AL
TUO BAMBINO PIACERANNO I LIBRI PERCHE' GLI PIACI TU!
Dedicate
alla lettura un momento della giornata. Un'attesa, un viaggio, una panchina al
giardino, perfino una piccola malattia, sono straordinari momenti.
Ma se siete troppo stanchi fateglielo capire: non gli piacereste
come lettori.
Non
deludetelo. Vi chiederà di leggere o rileggere molte volte una
frase o un’intera storia. È segno che vuole ripetere
un’emozione e vuole entrare di più nella storia e fare suo il
libro.
Rileggete,
rileggete. Non vi stancate, perché
rileggere non è ripetersi, ma dare una prova sempre nuova di un
amore instancabile.
Frequentate
con lui la biblioteca o una libreria, un luogo con uno spazio
adatto ai bambini.
Mettete libri nella loro cameretta.
Vedrà la grande varietà di libri di colori e forme diverse. Magari
venite nel mio studio e mettetevi a leggere in sala d’attesa
coinvolgendo i bambini presenti. Ci sono libri disponibili ma
potete portate anche i vostri e se ne avete in sovrappiù
lasciateli perché altri ne possano beneficiare. I più grandi iscriveteli alla biblioteca. Date a loro la tessera. I
libri non sono tutti uguali. Fate scegliere a loro.
Evitate,
quando leggete, le fonti di distrazione: specialmente la Tv. Un leggero
sottofondo musicale senza parole può essere di aiuto. Assocerà
il piacere della musica,
a quello della lettura. Tenete in casa un solo
televisore, magari nel salone e lasciate libere tutte le altre
stanze. Libri invece dappertutto!
Parla,
canta, sorridi al tuo bambino,
fin
da quando viene al mondo:
la tua voce lo
accarezza, lo conforta, lo circonda.
Aspetta,
con calma, che lui ti risponda.
Viaggia
con lui, tra parole e colori,
trasforma
il suo mondo in piccole storie:
fagli
capire, con gesti e parole,
la
tenerezza dell' essere insieme.
Le
storie che ascolta lo portano in volo,
gli
danno parole che non conosceva,
gli
mettono in fuga i mostri più cupi,
rispondono
quiete a mille perché.
Leggi
ogni giorno con il tuo bambino.
Digli
così quanto bene gli vuoi,
fagli
un regalo che dura per sempre.
Leggere
con un bambino è dunque importante, ma perché? Molte
cose le abbiamo già farfugliate fra le righe. Potremmo
riassumerle così.
Fin
da quando nasce (e anche prima di nascere) il bambino è in grado
ed è contento di ascoltare la voce umana, sia che questa gli
parli, gli canti, gli racconti o gli legga una storia;
leggere
e raccontare a un bambino significa creare con lui un rapporto di
speciale intimità e intensità; attraverso il libro gli si offre
la possibilità di aumentare la durata dei suoi tempi di
attenzione, si crea l'abitudine all'ascolto, si sollecita la sua
capacità immaginativa;
nei
primi anni di vita le capacità di apprendimento linguistico del
bambino sono straordinariamente elevate, ma lo sviluppo del
linguaggio è tanto più ricco quanto più numerose, variegate e
interessanti sono le occasioni di scambio verbale che gli sono
offerte. Attraverso il libro il bambino è invogliato a ripetere
le parole che ascolta, a memorizzarle e a farle entrare nel suo
lessico abituale;
le
storie ascoltate rafforzano nel bambino la capacità di
riconoscere nessi logici tra gli avvenimenti, le relazioni tra
causa ed effetto e la capacità di ampliare i propri orizzonti
assumendo il punto di vista altrui;
attraverso
le storie il bambino impara a creare collegamenti tra il proprio
vissuto e gli avvenimenti raccontati e capisce quindi
(precocemente e inequivocabilmente) che i libri e le storie lo
riguardano molto da vicino;
il
rapporto quotidiano con il libro, la familiarità con il tempo
lento e quieto della lettura costituiscono la premessa ideale per
la lettura individuale che verrà in seguito;
il
contesto fortemente affettivo in cui avvengono i primi incontri
con il libro induce il bambino a desiderare e a richiedere che
l'esperienza sia ripetuta, favorendo la creazione di
un’abitudine che migliora di per se stessa le capacità di
ascolto e di comprensione e motiva l'adulto ad approfondire la
conoscenza dei libri, a migliorare il modo di proporli e a creare
nuove possibilità di incontro fra bambino e libro (ad esempio
attraverso frequenti escursioni in biblioteca o in libreria);
condividendo
libri e storie l'adulto cresce insieme al bambino.
Ieri
una mamma mi diceva:
«Sa’
dottore, quando lei mi diceva di leggere al bambino così piccolo
io ero molto scettica; ma qualcosa mi diceva che dovevo
crederci… Certo, è difficile pensare che leggere a un bambino
di pochi mesi potesse servire a qualcosa… Oggi che ho tre figli
mi accorgo che amano molto i libri e – pensi! – il primo apre
e legge lui i libri all’ultimo arrivato che adesso ha solo un
anno! Sì, io credo veramente che questa cosa sia molto bella,
anche per l’aspetto relazionale…
Mi
sarei aspettata di tutto ma non di vedere che il fratello di
cinque anni prendesse i libri e svolgesse lui quel lavoro così
bello ma anche talvolta impegnativo di stare con loro assieme ai
libri…»
Prima
di terminare vorrei dire due parole al volo sulla questione dei
figli grandi che non leggono. La prima è che se noi non leggiamo
difficilmente loro leggeranno. La seconda, se vogliamo che i
giovani leggano è tempo di concedergli tutti i diritti che
accordiamo a noi stessi:
1) il diritto di
non leggere
2) il diritto di
saltare le pagine
3) il diritto di
non finire un libro
4) il diritto di
rileggere
5) il diritto di
leggere qualsiasi cosa
6) il diritto al
bovarismo
7) il diritto di
leggere ovunque
8) il diritto di
spizzicare
9) il diritto di
leggere a voce alta
10)
il diritto di tacere.
Alla
fine di questa lettera mi
viene alla mente una bella esperienza vissuta la scorsa primavera
a scuola di mio figlio Simone, 8 anni, un incontro di lettura
genitori-figli.
Lo
riprendo tale e quale dalle pagine del mio diario.
Sai
Simo, è stato proprio bello stamani mollare lo studio e correre a
scuola tua per ascoltarvi leggere e leggere anche noi genitori con
voi! E’ stato proprio bello!
Rigorosamente
cinque righi ciascuno. Prima è partito il vostro cerchio:
frettolose strofe che uscivano da piccoli e grandi libri colorati;
poi noi, i genitori, con i loro libri sotto il braccio, lì, tutti
uguali, tutti allo stesso livello a decantare quei pochi versi di
autori noti e meno noti…
Tu
hai scelto “Nicolò
e la luna” di Roberto
Pavanello. Sei stato bravo, mi hai emozionato e anche i righi
letti con grande attenzione e in modo austero sono stati belli:
Ma
quella sera c’era qualcosa di più grande e
di
più bello là in alto: c’era una luna piena e tonda
come
una frittata e luminosa come un lampione.
Con
una luce speciale, né gialla né rosa:
era
una luce… d’argento!
Io,
invece, ho letto qualcosa tra i tanti versi toccanti di quel
magnifico libro che è “Il piccolo Principe”:
Disse
il piccolo principe al Re: «Vorrei tanto vedere un tramonto...
Fatemi questo piacere... Ordinate al sole di tramontare...»
«Se
ordinassi a un generale di volare da un fiore all'altro come una
farfalla, o di scrivere una tragedia, o di trasformarsi in un
uccello marino; e se il generale non eseguisse l'ordine ricevuto,
chi avrebbe torto, lui o io?»
«L'avreste
voi», disse con fermezza il piccolo principe.
«Esatto.
Bisogna esigere da ciascuno quello che ciascuno può dare»,
continuò il re.
Sai
Simo, è stato proprio bello incontraci per scambiarci pezzi di
libro, frasi che abbiamo letto e riletto, perché ci avevano
lasciato dentro qualcosa di così bello che scoppiavamo dal
desiderio che anche l’altro potesse ascoltarle, così da far
vibrare anche per un solo attimo le corde del proprio cuore
all’unisono. Non sempre si trovano tempi per momenti così
magici!
E
allora? Tra i tanti consigli che mi chiedete alla vigilia delle
vacanze estive
direi quest’anno di aggiungere anche questo: nella valigia
buttateci dentro qualche buon libro. Libri belli per noi,
libri belli per loro.
Leggiamo e con una matita sottolineiamo frasi e parole che avranno
illuminato il nostro cuore, per poi donarle, senza commenti e
remore, a tutti coloro che amiamo, compresi i nostri figli.
E
lancio lì un’idea. In quelle serate che si svolgono nei
villaggi estivi dove ognuno presenta qualcosa, noi con i nostri
bambini potremmo presentare versi e rime tratte da libri letti o
in lettura. Perché no!? Un’occasione per incontrare e
comunicare emozioni, ma soprattutto per avvicinarci assieme al
magico mondo dei libri.
Serena
estate!
Raffaele D’Errico,
pediatra
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