Dr. Raffaele D'Errico                                                                              medico-chirurgo specialista in pediatria

 Lettere aperte del pediatra Raffaele D'Errico

 

Aiutiamoli a sentire le loro emozioni!


Le coliche del lattante; un mal-di-testa o un mal-di-pancia magari riferiti con una certa frequenza; episodi di vomito improvvisi; un calo di appetito o una strana irrequietezza; un pianto disperato per un episodio che definiamo alquanto banale, celano molto spesso un mondo infinito e nascosto fatto di emozioni, di messaggi in codice, manifestazioni somatiche di sms subliminari.

 

 

16 settembre 2009


Salve Dottore! 
Volevo dirle che per il suo assistito Simone ieri è stato il primo giorno di scuola! 
CHE EMOZIONE!!!
Lo stato di salute sembrava essere perfetto.
Peccato che nel pomeriggio e poi in serata non si sia sentito bene… Lamentava stanchezza e sonnolenza.
A cena non ha mangiato e ha vomitato ripetutamente - nulla di quanto avesse mangiato - ma del liquido bianco che poteva essere acqua o la frutta dell’ora di pranzo, non so…
Stamattina si è svegliato con la voglia del latte e biscotti che ha bevuto con piacere, ma giunti a scuola (eravamo lì da un’oretta circa) ha vomitato di nuovo come una fontana.
Era latte! Sicuro null’altro.
Le assicuro che al suo risveglio stamattina era sorridente e nulla lasciava presagire il suo malessere…
Dopo il vomito ha ripreso le sue attività, ha giocato e alla fine è andato via contento e sorridente.
A pranzo ha consumato un po’ di pasta in bianco ed ora dorme...
Mi domando: è la nuova influenza?
Grazie da Mamma Laura


Cara Mamma… certamente non è la "nuova influenza"!
Probabilmente è più lo stato emozionale, il forte coinvolgimento emotivo che può aver determinato questi episodi di vomito in pieno benessere... Vedremo come andrà nei prossimi giorni... 
State sereni! 
E' un momento molto bello per voi e per lui da vivere fino in fondo e con serenità!
Un caro saluto!

 

Grazie Dottore!
Il sorriso di Simone durante il suo primo giorno di scuola non lo dimenticherò mai!
Che regali che ci fanno i nostri figli!
La ringrazio: mi ha rasserenata e dopo un giorno… condivido le sue conclusioni.
Simone sta bene!
Buon pomeriggio, Mamma Laura

 

Poche parole. Ho voluto condividere con voi le battute scambiate con questa giovane mamma per dirvi quello che si cela molto spesso dietro le nostre ansie o i malesseri dei nostri bambini. 
Talvolta leggo tutto questo come la naturale incapacità dei genitori di decodificare i comportamenti abnormi nonché i segni e i sintomi di apparenti malesseri del bambino. 
Le coliche del lattante; un mal-di-testa o un mal-di-pancia magari riferiti con una certa frequenza; episodi di vomito improvvisi; un calo di appetito o una strana irrequietezza; un pianto disperato per un episodio che definiamo alquanto banale, celano molto spesso un mondo infinito e nascosto fatto di emozioni, di messaggi in codice, manifestazioni somatiche di sms subliminari.

 

“Le emozioni non sono solo il sale dell’esistenza, ma anche la sua essenza. 
E non sono mai pericolose! 
Tutto sta nell’imparare a conoscerle, a riconoscerle, ad accettarle, a viverle. 
Ecco perché per aiutare i bambini a crescere felici, liberi e autonomi, bisogna imparare a comprendere le loro emozioni e arricchire il loro quoziente emotivo. 
Solo questo darà loro gli strumenti giusti per capire e amare gli altri, ma anche per essere in grado di rimanere se stessi in ogni situazione. 
Si tratta, insomma, della capacità di essere felici, di non lasciarsi dominare dalle avversità, di scegliere la propria vita e di stabilire relazioni armoniose con gli altri. 
Chi non desidera questo per i propri figli?”

 

Sulla scia di questo brano voglio dirvi che ho trovato veramente bello, interessante e attraente quanto la psicoterapeuta Isabelle Filliozat ha scritto nel suo libro Le emozioni dei bambini (edizioni piemme). 
E’ un libro bellissimo! 
Tutti dovrebbero leggerlo! 
Oserei quasi affermare che non si può diventare genitori senza imparare a riconoscere e sostenere le emozioni dei bambini e Filliozat ci rende veramente un dono prezioso con la sua testuale opera coniugando l’esperienza professionale con le sue stesse emozioni vissute sul campo da genitore e accanto ai genitori.
Come pediatra mi permetto di dire che questa materia dovrebbe entrare di diritto tra gli insegnamenti universitari, perché nessun medico potrà mai definirsi tale se non sarà in grado di esplorare il corpo ma anche l’anima e lo spirito dei suo pazienti.
Ogni volta che facciamo tacere il nostro cuore o quello di nostro figlio, ogni volta che non ascoltiamo ciò che tenta di dirci e che noi medici non impariamo a interpretare o tappiamo con inutili prescrizioni farmacologiche o strumentali, poniamo un limite alla nostra vita e alla loro e finiamo per tradirli!

 

“Ascoltiamo - allora - i nostri figli, affinché essi sappiano ascoltare. 
Rispettiamoli, e sapranno rispettare gli altri.
Accettiamo di sentire e di sfogare le nostre emozioni, 
così non proietteremo più su di loro le nostre sofferenze e sapremo accettare i loro pianti. 
Accompagniamoli lungo il cammino che compiono per trovare se stessi 
seguendo le tappe della loro crescita. 
Aiutiamoli a esprimere ciò che hanno dentro di sé, a essere consapevoli della loro identità, 
ad avere fiducia nelle loro capacità, nei loro gusti, desideri e bisogni... 
In poche parole, aiutiamoli a sentire, definire e usare le loro emozioni.

 

Interessarsi delle emozioni è qualcosa di molto nuovo.
Anche rispettare i bambini e considerali persone è qualcosa di molto nuovo. 
Non sentiamoci in colpa se non ci riusciamo sempre”.
Ma decidiamo di cominciare.
Un bambino non ha bisogno di qualcuno che gli risolve i problemi, ma che sappia ascoltarlo e consolarlo.
«Io ci sono, figlio mio e ti ascolto!». E questo è ciò che conta!

 

Un caro saluto, Raffaele D’Errico, pediatra

 

 

 
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