Dr. Raffaele D'Errico                                                                              medico-chirurgo specialista in pediatria

 Lettere aperte del pediatra Raffaele D'Errico

 

La ricerca affannosa della salute


Se voi genitori mi chiedete un consiglio la cosa più giusta che posso fare è affinare la vostra sensibilità verso ciò che fa veramente bene. E questa cosa non ha una ricetta universale, per cui bisogna che ogni persona, ogni genitore possa rendesi conto di cosa veramente la nutre, di cosa la sazia, le dà fiducia, energia; così da trasmettere questa sana sensazione a se stessi e poi indirettamente ai propri figli. Pensare: ecco ciò che ci mantiene sani!

 

 

10 novembre 2008


Non credo che i media stiano dando una mano veramente significativa nel favorire la cultura della salute! Lo dico seriamente e anche un po’ preoccupato! 
Pensiamo ai telegiornali. 
Direi che la totalità degli articoli proposti e strillati dall’onnipresente TV nelle nostre case, ad ogni ora, annunciano prevalentemente notizie devastanti, negative, come se il mondo e la vita fossero solo questo: stupri, rapine, uccisioni, morti bianche, aerei che cadono, gente corrotta, scioperi, case che scoppiano, adulti e bambini morti per un “banale” interventi chirurgico, politici che si accapigliano, uomini e donne che muoiono sotto il sole.

Apro a caso le notizie ANSA di oggi 10 novembre 2008: “Alitalia: comitato lotta, sciopero!”. “Suore rapite in Kenia”. “Crisi mutui”. “Mafia: strangolato e sciolto nell’acido”. “Nicole Kidman sarà transessuale nel nuovo film”. “Revocati arresti domiciliari a cardiochirurgo Martelletti”. “Crisi finanziaria, anche il turismo è in difficoltà”. “Rifiuti ingombranti in strada: tre arresti nel napoletano”. “Incidenti stradali, nel salernitano ancora grave atleta”. “Strage a Baghdad”. “Rottweiler uccide giardiniere”. “Tanzania, recuperate le salme dei 4 piloti italiani”. 
E sono giunto a fine della pagina. Null’altro!

Stasera i TG manderanno in onda la maggior parte di queste notizie e i nostri figli ascolteranno quello che sta accadendo nel mondo. 
Questa la chiamano “informazione”!
Per me invece non lo è o almeno non lo è nella sua pienezza! 
Oh, sia ben chiaro: non possiamo né dobbiamo nascondere ai nostri figli le vicende del mondo e gli eventi che caratterizzano la vita, ma è questa la vera storia del mondo? E’ questo tutto ciò che accade nel mondo? Solo questo? Solo disastri, quindi?
Poi, quando muore la nonna qualcuno mi chiede se fa bene a tenere il bambino lontano da quella storia. Ma questa è storia umana, è storia intrinseca alla vita dell’uomo; storia di quella famiglia e questi sono proprio gli avvenimenti che il bambino – secondo me – deve vivere!

Tornando ai media. Possibile che non ci sia spazio nei nostri TG e sui quotidiani di cose belle
Eppure sono certo che ne avvengono di cose belle in questo nostro piccolo-grande mondo!
Piccoli uomini che nel silenzio dei loro laboratori studiano e faticano per intere giornate sperando di sollevare le sofferenze degli altri e che nessuno conoscerà mai, perché il loro lavoro sarà solo un pezzetto che si aggiungerà ad un puzzler più grande e solo chi arriverà a chiuderlo sarà allora ricordato per un attimo anche nei nostri TG.
Piccole e grandi donne che nel silenzio della loro esistenza, nel feriale quotidiano, si donano fino in fondo nelle loro famiglie, con i figli e sul posto di lavoro senza riserve.
Operai che senza il loro duro lavoro non ci permetterebbero di godere gli agi della nostra vita tecnologica.
E poi ci sono uomini e donne speciali che nessuno conosce, che vivono nella matrice delle nostre società al fianco della gente comune e di quelli più abbandonati e reietti donando tutto se stessi per amore e solo per amore.
Mi vengono in mente due neo-genitori che sono con me da oltre un anno. Hanno adottato una bellissima bambina ucraina. L’hanno scelta tra le tante piccole creature abbandonate in quel terribile orfanotrofio di cui mi hanno parlato. Ma la cosa che può apparire più sconvolgente è che questi due genitori così semplici e buoni non l’hanno scelta: si sono fatti scegliere ed hanno detto subito sì! Benché Tamara fosse stata giudicata un vegetale vivente, una bambina che sarebbe stato meglio vendere per i suoi organi, loro l’hanno portata in Italia ed ora è la loro bambina! L’unica e l’amano e la seguono passo passo con tutte le problematiche e le difficoltà che possono vivere nel nostro paese due genitori monoreddito con un figlio diversamente abile. E Tamara nelle loro mani sta rinascendo, giorno dopo giorno, benché abbiano anche loro la consapevolezza che quella bambina rimarrà pur sempre disabile. Ma l’amore che manifestano e testimoniano per quella creatura non è roba di questo mondo! Quando ci penso e li incontro mi sento sempre così piccolo dinanzi a loro!

E, poi, tutto il vasto mondo del volontariato, dalle grandi e silenziose associazioni a quelle piccole di quartiere, dove c’è una sola parola d’ordine: tutto me stesso senza prezzo!
Ma tutto questo non fa odiens! Non interessa a nessuno raccontare le storie di gente comune che ha solo una pecca: quella di amare e basta! Talvolta, nel tentativo di salvare qualcuno, bisogna arrivare a morire per comparire tra gli articoli di prima pagina e permettere ai nostri figli, ma anche a noi stessi, di sentire che… c’è altro!

Così anche nel campo medico. Si parla solo di malasanità, ma quanti medici e infermieri scelgono il buio dei loro ambulatori e delle fredde stanze d’ospedale per amare i loro malati? Pochi? Non credo che siano così pochi! Credo solo che siano come formichine che scelgono il silenzio della loro esistenza per Essere piuttosto che apparire. Costoro spesso sono medici che scelgono la frontiera piuttosto che i palchi dei convegni; il contatto con la gente piuttosto che le cartelle cliniche, perché comprendono che è lì la loro missione!

Oh! – dirà qualche collega – smettiamola nel continuare a parlare di medici che devono essere missionari! E questo forse è vero: il medico non è detto che debba essere uno pseudo-prete in camice bianco, ma c’è una realtà, comune a tutti coloro che entrano a contatto con le persone, qualunque lavoro svolgano: l’opportunità di sostenere quegli spiriti contriti di cui oggi sempre più vediamo affollare le nostre strade, gli uffici, le case. E quale grande opportunità quella di risollevare queste persone con un sorriso, una pacca sulla spalla, un contatto fatto di occhi che si incrociano, parole spese gratuitamente per loro!
Scriveva al riguardo il santo medico napoletano, il prof. Giuseppe Moscati, in una lettera ad un collega: «Ricordatevi che non solo del corpo vi dovete occupare, ma anche delle anime piangenti, che ricorrono a voi. Quanti dolori voi lenirete più facilmente con il consiglio, e scendendo allo spirito, anziché con le fredde prescrizioni da inviare al farmacista!».

Perché, allora, parlare oggi di informazione sui media a dei genitori? 
Perché ogni anno che passa vedo sempre più papà e mamme insicuri, preoccupati, ansiosi, e tutta questa mole di notizie negative – a mio parere – aumenta enormemente quest’ansia e preoccupazione genitoriale.
Non è raro ascoltare genitori che mi dicono: «Altri figli? Per carità! Quale futuro in un mondo come questo? Quali prospettive in una situazione economica sempre più svantaggiosa?».
E allora, credo che il ruolo di un medico, oggi, soprattutto di un medico che lavora in trincea come me, a contatto quotidiano con le famiglie, ogni giorno, sia anche quello di infondere fiducia, di ridurre l’ansia e di ridare maggiore fiducia verso la Vita e tutti i suoi innumerevoli benefici.

Perché è così importante ridurre l’ansia e le inutili preoccupazioni? 
Perché per quanto possiamo fare e per quanto possiamo stare attenti, ci sono eventi che noi non potremo mai evitare. Ma quanto sono frequenti questi eventi così disastrosi?
Ne parlavo proprio qualche giorno fa con una mamma che ormai conosco da oltre 15 anni. Ho seguito dalla nascita i suoi figli, ma l’ansia ha sempre dominato sulla sua vita e su quella dei suoi bambini, della famiglia. Ed oggi, meravigliata e un po’ conturbata, mi raccontava che il più grande, sedicenne, è tornato un giorno a casa e le ha vomitato addosso tutta la sua insoddisfazione per l’ansia che lei gli avrebbe riversato in tutti questi anni a tal punto da sentirsi sempre così preoccupato di tutto. Sarebbe stato uno psicologo della scuola che frequenta a fare luce nella sua anima e sui problemi che ora ostenta in adolescenza.
Lei stessa mi disse di essere consapevole del fatto che questo suo modo di vedere sempre tutto al negativo si sarebbe potuto riversare sui figli, ma tutto questo è stato sempre più forte di lei!
Ricordo che dietro ad ogni malditesta si nascondeva sempre un possibile tumore al cervello. O come una febbre alta fosse sempre la spia di una meningite che avrebbe stroncato in poche ore il figlio. E se non riusciva a parlare con me nel giro di un’ora si metteva in auto e correva al più vicino pronto soccorso. Personalmente l’ho sempre accolta e compresa, ma quella sua ansia incolmabile, quel timore che ogni evento acuto sarebbe stato quello disastroso, ha portato oggi ansia e ipocondria nei figli.

E questo non è un caso episodico, sporadico, ma genitori così ne incontro ogni anno sempre di più! Sono quelli che hanno una grande fiducia in te, ma l’ansia è tale che finiscono spesso per “tradirti” e ascoltare altri. 
Ma come deve sentirsi un figlio sano che viene portato per studi medici e, nella migliore delle ipotesi, un giorno sì ed uno no all’ambulatorio del proprio medico di base? Anche un semplice raffreddore è motivo di corsa e di urgenza dal pediatra! E quando dico che il bambino ha il raffreddore e che non sono necessari farmaci, vedi i loro volti incupirsi, come se non volessi preoccuparti della salute dei loro bambini!
Dinanzi a queste dinamiche dico sempre loro che “io sono dalla parte dei piccoli” e che farmaci inutili e prelievi dolorosi non li prescriverò mai quando un bambino è sano e ha qualcosa che guarirà da sola!
L’idea più certa che quel bambino si farà di sé in questo girovagare continuo tra studi e ospedali è che – a differenza dei suoi amichetti – lui è un malato! E questa convinzione si strutturerà nella sua psiche e sarà uno di quei tanti uomini che non saprà tollerare un piccolo malessere, che ricorrerà a farmaci autoprescritti per qualunque sciocchezza, che spenderà tanti soldi in medicine e visite mediche private!

Proprio in questi giorni apprendo una notizia a dir poco sconcertante da due coppie di genitori di miei assistiti che non vedevo da tempo. Per la verità si sono confidati con la mia segretaria, perché volevano giustificare il loro ritorno e il desiderio di far seguire nuovamente i loro bambini da me. E così raccontano che alcuni anni fa avevano deciso di affidarsi ad un pediatra privato, molto rinomato, disponibile, a detta delle persone in gamba, che prescriveva farmaci bomba quando stavano male a base di punture e cortisone (che io invece non prescrivo mai!), sempre disposto a prescrivere di tutto e di più, cosicché i genitori si sentivano veramente accuditi e accontentati. E poi… era anche molto economico! Tutto apparentemente ottimo se non fosse per il fatto che i NAS lo scorso maggio hanno scoperto che questo illustre “collega” aveva un titolo di studio leggermente incompatibile con la sua “professione”: perito elettrotecnico! Sì, sì: avete letto bene!
Il medico ideale per i genitori della nostra nuova era che davanti alla loro cena quotidiana, piuttosto che raccogliere la famiglia attorno alla mensa e al dialogo, zittiscono per ascoltare mamma-TV. Una mamma attenta e premurosa che ci avvisa e ci sconforta in ogni momento.
Proprio come in questi giorni quando, come ogni anno in questo periodo, mi sento tempestare dalla solita domanda: «Ho sentito alla televisione che quest’anno l’influenza sarà micidiale e che pertanto dobbiamo vaccinare i nostri bambini! Devo farlo?». E questi sono i casi migliori, perché chiedono, ma altri corrono direttamente in farmacia! Ed io, allora, che non vedo la televisione ma leggo, timoroso che quest’anno qualcosa mi fosse sfuggito, vado a rileggermi con attenzione la Circolare Ministeriale 2008-2009, dove chiunque potrà leggere che non esiste nessun “allarme rosso”; che l’influenza anche quest’anno colpirà tra il 5-10% della popolazione italiana (ricordate invece i titoli strillati al TG nel periodo clou dell’influenza fortemente allarmanti e ansiogeni? “1 milione di italiani a letto”! “Ospedali traboccanti!”); dove ad ammalarsi di più saranno certamente i bambini, ma ad avere problemi saranno gli anziani e i malati cronici. Nessuna pressione a vaccinazioni di massa perché – leggiamo nel documento - «la vaccinazione da estendere a tutti i bambini sotto i 5 anni rimane un argomento ancora al centro di discussioni da parte della comunità scientifica internazionale».

Ora, se voi genitori mi chiedete un consiglio la cosa più giusta che posso fare è affinare la vostra sensibilità verso ciò che fa veramente bene. E questa cosa non ha una ricetta universale, per cui bisogna che ogni persona, ogni genitore possa rendesi conto di cosa veramente la nutre, di cosa la sazia, le dà fiducia, energia; così da trasmettere questa sana sensazione a se stessi e poi indirettamente ai propri figli. Pensare: ecco ciò che ci mantiene sani! 
Per stabilire cosa ci nutre, ma ci nutre veramente – afferma Ansel Grün – spesso è sufficiente verificare se contribuisce a mantenerci in salute o se ci fa ammalare (Cosa ci fa stare male. Cosa ci fa stare bene – Gribaudi). Aggiungerei: se contribuisce a far crescere e mantenere sani anche i nostri figli!
Grün dice: Ecco la notizia cattiva: vi sono situazioni, processi, sviluppi che fanno ammalare le persone, ma che apparentemente non riusciamo ad influenzare. Ma c’è una buona notizia: vi sono bisogni, mansioni, processi, condizioni ecc. che, se noi facciamo in modo che si verifichino nella nostra vita, contribuiscono a mantenerci sani, o perlomeno facciamo quanto è in nostro potere per non ammalarci. Tra queste cose – continua lo psicoterapeuta Grün – non c’è solo la salute fisica, ma anche quelle meno considerate: la salute psichica e la salute spirituale.

Ora, mi sembra chiaro che se un genitore non persegue una corretta attenzione nel raggiungimento di una sintonia e interdipendenza tra la salute fisica, psichica e spirituale, sua e di coppia, ne consegue che avrà un’alta possibilità di ammalarsi e con lui la sua famiglia, i suoi figli.
Pertanto, continuerò a dire a tutti quei genitori cronicamente preoccupati due cose fondamentali.
Primo. In venti anni che vivo nel mondo della pediatria come medico del quotidiano, non ho mai visto un mio bambino morire; non ho mai avuto un bambino con una meningite; ad oggi ho avuto solo un bambino con un tumore maligno poi guarito. Eppure sono alla seconda generazione!
Secondo. Ci sono persone, genitori, che in qualche modo riescono a governare brillantemente la loro vita anche di fronte a tante sfide e a innumerevoli difficoltà e dinanzi alle quali noi finiamo per domandarci: ma come ci riescono? Ciò che penso è che queste persone sono quelle che hanno compreso che ciò che affascina non è il mistero della malattia, ma quello della salute!

Guardare allora alla vita, potersi sviluppare in prospettiva della vita e della salute, seguendo quelle regole che sono inscritte nel cuore dell’uomo, nella certezza che noi possiamo molto soprattutto nel promuovere una cultura salutogenica, ma dobbiamo anche tener presente che per quanto possiamo affannarci e industriarci, per quanto possiamo passare da un medico ad un altro, c’è sempre una parte della nostra storia che resta nella mani della Vita che da sempre regola e dirige sapientemente questa nostra esistenza. 
Qualcuno chiama tutto questo “il caso”; io amo usare una frase di uno scrittore francese dell’800, nobel per la letteratura, Anatole France, che dice: “il caso è lo pseudonimo di Dio quando non vuole firmare”.

Tutto questo non fa odiens! 
Non interessa a nessuno raccontare che ci sono cose semplici che non sono prodotte in fabbrica, ma che fanno bene; che non basta curare il corpo e usare farmaci e vaccini per assicurarsi la salute e assicurarla ai nostri figli, ma occorre occuparsi anche della salute psicologica e spirituale per stare bene!
Non interessa a nessuno raccontare storie di gente comune che ha solo una pecca: quella di amare e basta! Storie che invece gratificherebbero l’uomo e lancerebbero nuovi miti e slanci positivi per i nostri ragazzi!
E, infine, non interessa a nessuno raccontare che sono più le persone fisicamente sane quelle che vivono ogni giorno rispetto a quelle che si ammalano, ma sempre di più quelle psichicamente malate rispetto a quelle sane, per cui ciò che più dovrebbe affascinarci e coinvolgerci non è il mistero della malattia, ma quello della salute, nel suo senso più globale (come ho accennato) e che solo per questo varrebbe la pena di impegnare tutte le energie della ragione e dell’azione per arricchire la vita di tutti gli uomini e dei nostri figli.
Io ho scelto di fare questo… anche con queste lettere.
Nella vita dell’uomo - dice Ansel Grün - è insita un’energia sana, benefica, che per l’uomo resterà sempre un mistero. Tuttavia la si può comprendere a partire da Dio, dalla pienezza della vita.

 

 

 
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