Cari Genitori,
siamo ormai prossimi alle Sante festività del Natale.
Purtroppo, devo dirvi, che sono assente dal mio ambulatorio da quasi sei giorni e vi assicuro che questo mi dispiace tantissimo, perchè voi e i vostri bambini siete una parte importante della mia vita!
Ho rimandato da tempo un intervento chirurgico preventivato, proprio per la difficoltà di lasciare voi e la mia famiglia, ma - ahimé! - sono stato costretto ad un intervento d'urgenza che mi ha relegato a letto, ormai da quasi una settimana. Per fortuna, mi sta sostituendo una brava pediatra con la collaborazione dell' insostituibile segretaria Gabriella, che troverete disponibile anche nei giorni feriali del periodo delle feste natalizie.
Quest’oggi riesco a trovare un briciolo di forza per scrivervi queste parole e per farvi sapere che non vi ho abbandonati! Questa esperienza di malattia, come tutti gli eventi apparentemente negativi della nostra vita, mi ha permesso, invece, di fare tante riflessioni, di fermarmi e scendere da questo treno in corsa che è la nostra vita frenetica, quella che tutti noi affrontiamo ogni giorno, e che ci fa illudere di realizzare tante belle e utili cose, senza accorgerci, invece, che molto di tutto questo serve proprio... a ben poco!
Ma di questo - ahimé! - ce ne accorgiamo solo quando ci ritroviamo in ginocchio, costretti a letto da un morbo improvviso, e allora ci rendiamo conto di quante cose belle ci sono intorno a noi, quante cose importati, ma che sfuggono ai nostri sensi perchè... corriamo troppo!
La frase più comune che mi sono sentito sentire in questi giorni è stata:
"Scusa! Vorrei starti vicino... vorrei venirti a trovare... avrei voluto farti una telefonata... ma... tu lo sai, si corre sempre! Non c'è mai il tempo di fare
nulla!". Il lato peggiore di queste affermazioni (che facciamo in molti, me compreso!) è che di tempo "vero" non ne abbiamo neanche per le cose veramente importanti, come i nostri figli! E' molto frequente ascoltare frasi come:
"Per me non è importante la quantità di tempo da dedicare ai figli, ma la qualità! Ecco, io torno tutte le sere alle 9, ma dopo mangiato sono tutto per mio figlio. Lo metto a letto e gli racconto anche una favola e poi lo stringo forte forte e lui si addormenta!".
Ebbene, io dico che questa è ipocrisia, perchè la qualità è anche quantità! Non è vero?! Avete mai provato cosa si percepisce a sedersi al tavolo di un ricco ristorante e vedersi presentare nel piatto due rigatoni con un rigolo di intingolo succulento. Il migliore chef, i piatti d'argento, i guanti bianchi, ma la qualità non può essere a scapito della quantità, altrimenti lo stomaco... rimane pur sempre vuoto!
Un'altra piccola riflessione che vorrei donarvi è questa: aver fatto esperienza di malattia è un dono grandissimo! No, non sono impazzito! Vi assicuro che provare e percepire certe sensazioni, fare esperienza del dolore, sono eventi che servono a rafforzare l'anima, ad aumentare la nostra sensibilità, ad imparare a mettersi nei panni degli altri, quella condizione che gli psicologi chiamano empatia. Ebbene, soprattutto per un medico, fare esperienza di dolore, di sofferenza, ma soprattutto di quel grande bisogno che abbiamo tutti - soprattutto in questi momenti - che si chiama amore, ebbene, diventa un balsamo per l'anima. Sì, perchè domani, probabilmente, riusciremo a comprendere meglio chi, nella sofferenza, ci chiederà una mano e, per noi medici… non solo una fredda lista di farmaci.
Le riflessioni, allora, sono tante, ma quella concreta si apre proprio sullo sfondo di questo Natale 2007. Sentivo in TV: pandoro o panettone? crociera o casa? albero o presepe? Direi: ci fermiamo un secondo? usciamo dal trambusto di questi negozi affollati e dalla foga di dover comprare regali inutili per mille persone? e ci mettiamo in ascolto del nostro cuore e dei nostri figli, domandandoci: quello che avrò fatto quest'anno per me e per la mia famiglia in questo periodo e che si concretizzerà il giorno di Natale, servirà a dare una veste nuova ai giorni che seguiranno? o quelli successivi, spente le luci e scartati i regali, torneranno ad essere le stesse e gelide giornate di sempre?
Un caro saluto e BUON NATALE (quello vero!) per voi tutti, i vostri amati figli e le vostre famiglie! |
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Risponde Fiorella Crasta, madre di due gemelli
Gentile Dott. D'Errico,
quanta verità nelle sue parole! Ha incredibilmente ragione nel scrivere che soltanto quando ci si trova in difficoltà ci si rende conto di quanto sia preziosa la vita e le piccole cose che ne fanno da contorno....
Quando ero incinta ho dovuto inevitabilmente rallentare i miei frenetici ritmi di vita, si sa la gravidanza gemellare è per definizione a rischio. All'inizio, da incosciente, nonostante i numerosi avvertimenti del mio ginecologo, ho continuato a vivere normalmente fino a quando una mattina non ho avuto una piccola perdita di sangue. Come mi sono sentita stupida: avevo messo a repentaglio la salute dei miei bambini e per cosa? Per nulla che ne valesse la pena! Ho deciso così di spegnere i motori, per sei mesi.
A distanza di tempo posso dire con assoluta certezza che quello è stato uno dei periodi più belli della mia vita: ho trovato il tempo per pensare, per leggere, per ascoltare me stessa ma anche gli altri. Il silenzio è stato uno degli "incontri" più affascinanti e misteriosi di quel periodo, la musica invece una certezza (adoro ascoltarla!), in sostanza sono stata bene, ma bene nel profondo individuando "il mio centro benessere".
Da allora la mia vita si è svolta nella più completa semplicità e sono riuscita ad apprezzare lo splendido dono che Dio ha voluto farmi: essere mamma.
La ringrazio per averci dato la possibilità di riflettere e spero che coloro i quali leggeranno la sua mail, ne facciano tesoro.
Saluti.
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