| Dr. Raffaele D'Errico medico-chirurgo specialista in pediatria |
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| febbre, farmaci per la febbre, antipiretici |
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I PROBLEMI E LE MALATTIE PIU' COMUNI |
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Visita a casa o allo studio? Un bambino con la febbre può uscire di casa? |
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Cos'è
la febbre? |
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La temperatura
corporea può variare da persona a persona e, soprattutto nei Ma quando la febbre dura da più di 24 ore, allora evidentemente non è solo un fatto momentaneo. Probabilmente l'organismo è stato raggiunto da qualche germe. Per fortuna, quasi sempre, si tratta di germi virali banali, contro i quali non è necessario intervenire con nessun farmaco, perché l’organismo innalza la temperatura corporea e, come in una fornace ardente, il virus muore e il bambino sfebbra. Di febbre vera e propria si parla per temperature superiore a 38°C. Fra 38 e 39°C parliamo di febbre. La febbre sarà “alta” fra 39 e 40°C e “molto alta” tra 40 e 41°C. Da 37.5 a 37.9 parliamo di febbricola.
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Che danni può provocare la febbre? |
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La febbre è un meccanismo fisiologico, un dono che ci è stato fatto dalla Natura, che possediamo tutti e che, pertanto, in quanto fenomeno fisiologico, non potrebbe mai determinare - come comunemente si pensa - una lesione al cervello, un danno, una meningite. Grave sarebbe, invece, non possedere quel cosiddetto "centro di termoregolazione" situato nel cervello e deputato a controllare la temperatura corporea e che, in situazioni necessarie, ne favorisce l'innalzamento. Proprio come fate voi quando avete deciso di cuocere un pollo nel vostro forno! L’unica cosa che può provocare la febbre, non necessariamente alta, in bambini sotto i 5 anni, spesso geneticamente predisposti, sono le cosiddette convulsioni febbrili. Si tratta di eventi convulsivi che nella stragrande maggioranza dei casi, benché esperienze brutte da vivere per i genitori, rappresentano comunque fenomeni benigni che non lasciano alcuna menomazione. Cosa fare in caso di convulsione febbrile? Leggi
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Come si misura la febbre? |
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La temperatura andrà letta dopo 5 minuti o dopo 2 minuti se misurata per via rettale. E’ bene ricordarsi che la temperatura rettale è superiore di 0.5°C rispetto quella cutanea, per cui in tal caso bisognerà scalare 5 lineette dal risultato ottenuto (es. 38 = 37.5). Non misurate la temperatura appena il bambino si è svegliato ed è ancora coperto o subito dopo una corsa o una “bella sudata”, in quanto potrà risultare significativamente alterata e non corrispondente ad un reale innalzamento interno. Di recente sono stati introdotti anche in Italia dei sistemi di misurazione digitali della temperatura corporea, introducendo il termometro nel canale auricolare e leggendo la temperatura della membrana timpanica.
I termometri tradizionali sono in vetro al gallio. I vecchi termometri a mercurio non sono ormai più disponibili, perché l'elemento che contenevano è stato considerato tossico poiché non si degrada e, se disperso, contamina l'ambiente e la catena alimentare. La comunità europea ha così disposto che entro il 2011 i termometri a mercurio non saranno più venduti in Europa (e neppure esportati) e dovranno quindi essere eliminati. Sono stati così sostituiti gradualmente da altri tipi di termometro di cui il più diffuso è un classico termometro in vetro che contiene all'interno del capillare una lega di Gallio, Indio e Stagno chiamata "Galinstan". Questo composto si presenta come un metallo fluido a temperatura ambiente e con caratteristiche simili al mercurio per quanto riguarda la dilatazione al variare della temperatura. Non è tossico e risulta quindi sicuro per l'ambiente, tanto che può essere smaltito con i normali rifiuti domestici. Il termometro a Galinstan è in grado di effettuare misure accurate della temperatura nelle diverse sedi corporee (ascellare, anale, orale) in circa 3 minuti, tempo necessario al liquido per risalire il capillare, un tempo ritenuto ragionevole per gli impieghi normali di questo tipo di termometri. Preciso che in caso di rottura e ingestione accidentale del mercurio contenuto nei vecchi termometri, poiché non viene assorbito a livello della mucosa intestinale, non c'è alcun rischio di avvelenamento.
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Come
comportarsi se
il termometro indica
febbre? |
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Come comportarsi se la febbre non scende dopo la somministrazione dell'antipiretico e il bambino è inappetente? |
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Abbassare la febbre con i farmaci antifebbrili non aiuta a guarire; è utile quando il bambino è veramente sofferente e serve solo a farlo stare meglio. Anche lo stato di inappetenza è una condizione che normalmente si accompagna alla febbre e come tale dovrà essere accettata e non necessariamente combattuta.
Alcune volte potrà capitare che l'antipiretico faccia scendere di poco la temperatura o non riesca affatto. In questi casi i genitori cercano consiglio e chiedono al pediatra quali altri rimedi o farmaci utilizzare per far scendere la febbre. E' buona norma allora ricordare che una febbre elevata e resistente è segno di una certa virulenza dell'agente infettante e della sua capacità di scatenare infiammazione, fenomeno di per sé non grave.
Alcune volte, proprio a causa dell'infondata paura di ciò che possa capitare con la febbre elevata, vengono somministrati farmaci "pesanti" o non necessari o sconsigliati nell'età pediatrica, come l'Aspirina (acido acetilsalicidico), l'Aulin (nimesulide), la Novalgina (metamizolo), il Bentelan (betametasone).
Altre volte, invece, vengono utilizzati metodi fisici come i bagni freddi, tiepidi o le spugnature, metodi che non sono consigliabili. Già la salita della febbre da' al malato una sensazione spiacevole di freddo e brividi (che sono contrazioni "programmate" per abbassare la temperatura corporea). Se si cerca di raffreddare con spugnature il corpo del bambino febbrile, il suo "termostato" cercherà di mantenere alta la temperatura, quindi farà aumentare i brividi e la sensazione di freddo e peggiorerà quello che noi vorremmo eliminare, il malessere del paziente.
Alternativa al noto paracetamolo è l'ibuprofene pediatrico. ____________________________________ Altro sui farmaci e la febbre qui I pediatri: attenti all'uso indiscriminato di paracetamolo (tachipirina) qui
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Quando
preoccuparsi e chiamare il medico? |
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Se la telefonata serve a tranquillizzare i genitori possiamo sempre rivolgerci subito al nostro pediatra, anche per comunicargli i sintomi che accompagnano la febbre.
In generale, se il bambino non mostra sintomi particolari è bene somministrare l’antipiretico ed attendere 48 ore, tempo necessario per valutare la comparsa di eventuali sintomi che potranno essere di aiuto al medico per fare una corretta diagnosi quali: respirazione difficoltosa e naso chiuso, tosse secca o catarrale, dolore alle orecchie, difficoltà a muovere la testa, vomito, diarrea, lacrimazione, difficoltà ad urinare, urine scure e maleodoranti, dolore addominale.
E’ bene consultare urgentemente il pediatra nelle seguenti condizioni: se il bambino ha meno di 3 mesi, se è molto irritabile, piange e si lamenta continuamente, se la febbre supera i 40°C, se scuote violentemente le braccia o le gambe ed è tutto rigido (convulsione), se ha un fortissimo dolore alla pancia.
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Visita
a casa o allo studio? Un bambino con la febbre può uscire di casa? |
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E’ per questo motivo che il Sistema Sanitario Nazionale nel contratto con i Pediatri convenzionati, dice che il medico a sua discrezione compie le visite domiciliari e solo "in caso di intrasportabilità dell’ammalato", non specificando "per febbre". Eppure la richiesta di visite domiciliari in caso di febbre si propone continuamente, anche per temperature febbrili basse, cioè al di sotto di 39°C. E’ indubbio che la possibilità di visitare il bambino con la febbre allo studio crea dei notevoli vantaggi: la possibilità, se necessario, di eseguire alcuni esami semplici, eventuali terapie urgenti, la presenza di apparecchiature più idonee per la diagnosi, la possibilità di far visitare il bambino nell’orario che si preferisce senza doverlo disturbare nel sonno o in momenti in cui è particolarmente irritato. Le condizioni atmosferiche non influenzano affatto l'andamento delle malattie. Il bambino febbricitante può essere accompagnato nello studio del medico così come può essere trasportato in casa di altri familiari per permettere, ad esempio, ai genitori di recarsi al lavoro.
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