Dr. Raffaele D'Errico                                                                      medico-chirurgo specialista in pediatria

farmaci nei bambini
IL BAMBINO

FARMACI NEI BAMBINI

Istruzioni per l'uso


QUELLO CHE DEVI CONOSCERE SUI FARMACI CHE PIU' SPESSO SI USANO NEI BAMBINI 

Primo consiglio: non dare mai farmaci al tuo bambino senza il consiglio del tuo pediatra.

I bambini si ammalano spesso e ogni genitore desidera che la malattia del proprio bambino passi presto. 

I farmaci sono strumenti, mezzo messi a nostra disposizione per guarire da malattie o affrettare la guarigione o alleviare sintomi fastidiosi.  

Come per ogni mezzo anche i farmaci non sono né buoni né cattivi, dal momento che talvolta possono essere utili, altre volte inutili, altre volte poco utili rispetto agli effetti collaterali che possono scatenare, talvolta anche gravi. 

Se poi usati male (alto dosaggio, intervallo troppo breve tra le somministrazioni, non idonei all'età del bambino o poco studiati nei piccoli), allora possono essere anche pericolosi per la salute o semplicemente rappresentare un inutile spreco di soldi per la famiglia e per il Sistema Sanitario Nazionale

Solo il tuo pediatra potrà consigliarti se è necessario usare un farmaco per il tuo bambino e quale

Il primo consiglio, pertanto, è di NON SOMMINISTRARE MAI DI TUA INIZIATIVA FARMACI AL TUO BAMBINO  SENZA IL CONSIGLIO DEL TUO MEDICO. Unica eccezione potrebbe essere la somministrazione di un antipiretico in caso di febbre accompagnata a malessere, a patto che tu conosca bene il dosaggio.


Ecco alcune condizioni morbose molto frequenti nei bambini e i farmaci più utili da usare...

 

                                     FARMACI PER LA FEBBRE E/O I DOLORI
                                     FARMACI PER IL MAL DI GOLA
                                     FARMACI PER LA TOSSE
                                     FARMACI PER I MUCHI
                                     FARMACI PER LA DIARREA
                                     FARMACI SCADUTI

 

 

 

 

FARMACI PER LA FEBBRE E/O DOLORI


E’ il motivo per cui più spesso ti rivolgi al tuo medico. 

 

E' importante sapere che la febbre non è una malattia da curare o da cui proteggersi!  

Molti bambini non sembrano per niente infastiditi dalla febbre e continuano a giocare e ad alimentarsi normalmente. In questi casi si può fare a meno di usare farmaci, mentre saranno sufficienti solo un po' di riposo e un maggior apporto di liquidi. Comunque il tuo pediatra saprà consigliarti in proposito.

Quando invece la febbre infastidisce il bambino, lo rende cioè irritabile o dolorante, allora potrà essere utile usare un farmaco. 

 

I farmaci per la febbre che sono risultati efficaci e ben studiati nei bambini sono tre: il paracetamolo, l'ibuprofene e l’acido acetilsalicilico (per i nomi commerciali vedi sotto)

I primi due sono preferibili al terzo perché più sicuri. L'Acido acetilsalicilico (la comune aspirina), infatti, trova una forte controindicazione in corso di alcune malattie virali, come la varicella, oltre ad una maggiore possibilità di provocare effetti collaterali, per cui oggi non è più usato, almeno nella gestione della febbre.

 

E' importante sottolineare che i farmaci usati per la febbre non sono dei curativi (dal momento che la febbre non è una malattia!), ma solo dei sintomatici (alleviano cioè il disturbo provocato dalla febbre oltre che eventuali dolori che possono associarsi come il mal d'orecchio e il maldigola) e che le malattie che con più frequenza provocano febbre nei bambini sono legate a infezioni virali e pertanto non curabili con i farmaci.

 

L'abuso di farmaci antinfiammatori (FANS, come i più usati ketoprofene e ibuprofene, [vedi sotto] ) nella gestione della febbre ha messo in allarme l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) che nel novembre del 2010 ha segnalato un trend in aumento di reazioni avverse anche serie (emorragie e compromissione renale ed epatica) in rapporto al loro uso/abuso nei bambini, sottolineando di non alternarli mai al comune paracetamolo (i più usati a base di paracetamolo sono la tachipirina e l'efferalgan).

 

Inoltre, sempre l'AIFA, ha segnalato che non vi è alcuno studio pubblicato in letteratura che abbia dimostrato l’efficacia dei FANS nell’abbreviare la durata della sintomatologia in corso di infezioni delle vie respiratorie, né tantomeno (ovviamente) nella cura o la prevenzione delle complicanze. Pertanto, il loro impiego, con un presunto obiettivo curativo antinfiammatorio, in corso di queste specifiche ed autolimitanti condizioni, è fortemente sconsigliato.

 

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Sotto sono indicati i relativi nomi commerciali, mentre per i dosaggi dovrai consultarti col tuo medico.

 

FARMACI PER RIDURRE I FASTIDI PROVOCATI DALLA FEBBRE, DALL' INFIAMMAZIONE, E DAL DOLORE:

  • Paracetamolo: Acetamol, Babyrinolo feb.dol., Efferalgan, Minofen, Paracetamolo, Piros, Puernol Sanipirina, Tachipirina, Termol.

  • Ibuprofene: Antalfebal, Fevralt, Kendo, Moment, Nurofen, Sinifev

 

DANNI DA PARACETAMOLO?

 

Gentile Dottore, volevo segnalarle questa notizia che ho visto condivisa anche da alcune persone su facebook e che parla di correlazione del paracetamolo con l'insorgenza di allergie come l'asma. Ci aspettiamo da lei semplicemente un suo cenno rassicurante.

Punto 1. LE FONTI. Sono andato a vedere chi scrive queste cose e in quel blog non si capisce chi sia e a che titolo scrive e perché. Tenete presente che talvolta siti e/o blog come questo nascono col pretesto di mettere in cattiva luce alcune terapie o pratiche mediche allopatiche, per portare acqua al proprio mulino. Eclatanti sono quei siti, per esempio, che combattono le vaccinazioni dietro i quali si celano sette pseudo-religiose.

Punto 2. I FARMACI SONO MEZZI. I FARMACI SONO BUONI E INNOCENTI, CATTIVI E PERICOLOSI. E' la faccia della stessa medaglia. Entrambe cose nello stesso tempo. Il farmaco è un mezzo. Il problema è usarli bene e solo se necessari. Mai usarli in auto-somministrazione, ne' tantomeno nei bambini senza consulto del pediatra. Non si può dire che perché gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte nei giorvani (15-19 anni) le auto andrebbero eliminate. Il problema sta nell'uso che si fa di quel mezzo! Lo stesso vale per i farmaci.

Punto 3. ATTENZIONE A INTERPRETARE SE NON SI CONOSCE LA MATERIA. Ci sono delle falsità in quel blog che ci fanno comprendere che chi lo ha composto non comprende di cosa stia parlando. Per esempio, è scritto che "il paracetamolo non è un antinfiammatorio". Nel nomenclatore farmaceutico, invece, è contemplato tra i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Riguardo allo studio citato, invece, se approfondiamo e andiamo alle fonti ufficiali,  possiamo anche leggere che:


Nel 2008 fu pubblicato su “The Lancet” lo studio più esteso condotto fino a quel momento sugli effetti collaterali a lungo termine del paracetamolo nei bambini: effettuato su più di 200.000 bambini di 31 paesi, lo studio ha dimostrato che l’uso della Tachipirina come antipiretico nel primo anno di vita è però correlato con una maggiore incidenza dei sintomi asmatici a 6, 7 anni e che l’uso del paracetamolo, sia nel primo anno di vita sia nei bambini di 6, 7 anni, è correlato a una maggior incidenza della rinocongiuntivite e dell’eczema. Gli autori hanno però riconosciuto che le loro scoperte “probabilmente sono dovute a indizi confusi”, cioè che la correlazione potrebbe non essere di tipo causa-effetto, ma dovuta alla malattia curata con il paracetamolo; hanno sottolineato infine che sono necessarie ulteriori ricerche a questo proposito.
Inoltre su “The Lancet” sono stati pubblicati diversi editoriali, commenti, carteggi e reazioni relativi alla metodologia e alle conclusioni di questa ricerca. Anche l’organismo regolatore per il Regno Unito (la Medicines and Healthcare products Regulatory Agency) ha esaminato questa ricerca e ha espresso diverse perplessità sull’interpretazione dei dati, dando il seguente consiglio ai medici, ai genitori e a chi si prende cura dei bambini:
I risultati di questa nuova ricerca non fanno emergere la necessità di alcun modifica delle indicazioni terapeutiche per l’uso in età pediatrica. Il paracetamolo rimane un analgesico sicuro e appropriato per i bambini. Questa ricerca non offre prove sufficienti che ci inducano a modificare le indicazioni riguardanti l’uso degli antipiretici per i bambini.

(fonte: www.farmacoecura.it/farmaci/tachipirina-paracetamolo-indicazioni-gravidanza-dosi/ )

Punto 3. QUALUNQUE PEDIATRA SERIO SCONSIGLIA SEMPRE L'USO DI FARMACI NEI BAMBINI. Un qualunque pediatra serio sconsiglia sempre l'uso di farmaci nei bambini, anche perché alcuni sono praticamente inutili. Inoltre, fatte le dovute eccezioni, c'è da dire che molti dei farmaci somministrati ai bambini sono off-label, cioè senza studi effettuati su di loro, studi che per motivi etici è sempre difficile compiere.

Allora, cogliamo la palla al balzo per parlare di febbre e del loro suo corretto trattamento leggendo le nozioni pubblicate sul mio sito. Personalmente lotto da anni contro l'uso/abuso dei farmaci e su questo tema mi troverete sempre d'accordo e al vostro fianco!
 

 

 

 

 

FARMACI PER IL MAL DI GOLA (faringite, tonsillite)


Costituisce un’altra causa di frequente ricorso al medico. 

 

In corso di faringotonsillite i genitori spesso sono preoccupati sia per la febbre, spesso presente, quanto per l’inappetenza che può essere dovuta sia al dolore che si prova nel deglutire sia allo stato febbrile.

 

Nel nostro Paese si commettono ancor oggi alcuni errori nel trattamento di questa malattia, dal momento che molto spesso vengono utilizzati un gran numero di antibiotici che quasi mai, invece, sono indicati. 

La faringite, infatti, è frequentemente dovuta a virus, in particolare nei primi tre anni di vita. Contro i virus gli antibiotici non hanno efficacia ovvero non servono a niente!

 

Ma come fare a riconoscere una faringite in cui l’antibiotico è utile, perché dovuta ad un batterio che si chiama Streptococco Beta Emolitico di Gruppo A (SBEGA)? E’ importante che tu segua i consigli del tuo pediatra il quale, in base ad alcuni sintomi e segni, come ad esempio febbre alta, presenza di linfoghiandole ingrossate, età scolare, assenza di raffreddore, forte ma di gola, cefalea, ti consiglierà cosa fare. Infatti, nel dubbio, potrebbe proporti di eseguire un tampone faringeo prima di usare un antibiotico e in questo caso sarà molto utile che tu segua il suo consiglio. 

 

Gli antibiotici indicati per il trattamento della tonsillite causata dallo Streptococco BEGA sono 2: i beta-lattamici e la pennicillina (di prima scelta) e alcune cefalosporine (anche per questi i nomi commerciali sono indicati alla fine). 

Solo in situazioni particolari e selezionate il tuo pediatra ti consiglierà un antibiotico diverso da questi.

 

Ricorda, infine, che, sia per la febbre sia per il mal di gola, è utile che il bambino beva spesso. Qualsiasi liquido ve bene (acqua, latte, succo di frutta, brodo). Solo se molto fastidioso potrai usare del paracetamolo o dell'ibuprofene per ridurre il sintomo dolore/bruciore (vedi sopra).

 

Attenzione ai “famosi” farmaci antiinfiammatori, che non devono essere usati mai tranne in casi eccezionali e dopo il consulto del medico. Possono essere dannosi e provocare gravi reazioni!

 

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FARMACI PER COMBATTERE LA FARINGOTONSILLITE BATTERICA DOVUTA ALLO STREPTOCOCCO BEGA:

  • Beta-lattamici: Amoxicillina, Zimox, Velamox, Amoxicillina+Ac. Clavulanico, Augmentin, Clavulin.

  • Penicillina V: Fenospen; Penicillina Viti, Ospen

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Sull'uso/abuso degli antibiotici vorrei porre l'attenzione su un comunicato del 2011 a firma di Marchetti pubblicato sulla rivista italiana Medico e Bambino che termina così:

 

"La crisi degli antibiotici e il fallimento della comunità nel preservare questa importante risorsa sono in qualche modo speculari alla crisi che sta attraversando il sistema economico e politico mondiale. Stessi errori e disattenzioni: l'illusione di risorse infinite; gli sprechi per rincorrere un miraggio di benessere assoluto; gli abusi di risorse limitate a discapito di luoghi, situazioni, persone e cose; l'avere ignorato i segnali che presagivano la crisi e che indicavano la necessità di intraprendere percorsi virtuosi; non ultimo le complicità e gli affarismi che per anni hanno interessato il mondo dell'industria e gli stessi medici, per poi arrivare a dire che le risorse finanziarie per investire nella ricerca (nuovi antibiotici) erano finite. Siamo tutti responsabili di quello che sta accadendo a discapito di persone con malattie gravi che, per le disattenzioni che abbiamo avuto, rischiano di vedere vanificate in poco tempo tante sofferenze e speranze. Non è più il momento di vivere complicità e silenzi. Occorre essere per lo meno ragionevolmente informati e consapevoli".

 

 

 

 

 

FARMACI PER LA TOSSE


La tosse è un altro dei sintomi che preoccupa molto i genitori e infastidisce il bambino dal momento che non lo fa dormire e a volte gli provoca vomito. 

 

 

Quando la tosse è “umida” (cioè piena di muchi), non serve dare alcun farmaco, perché la tosse stessa servirà a rimuovere muchi e microbi dalle vie respiratorie del bambino (vedi sotto).

 

La tosse, invece, si definisce “secca” quando è stizzosa e non contiene muchi (in particolare quando infastidisce molto il bambino, rendendo difficile il sonno). 

Dinanzi a questa tosse è necessario consultare il pediatra prima di intraprendere una terapia farmacologica. E' importante, infatti, cercare di comprenderne la genesi per usare il farmaco giusto. Potrebbe infatti dipendere da uno stato irritativo ambientale, magari allergico, o da un broncospamo (asma o bronchite asmatica) o semplicemente da un'infiammazione delle alte vie respiratorie.

 

Nel caso fosse utile usare un farmaco sedativo, il pediatra consiglierà l'unico farmaco che si è dimostrato efficace e "sicuro" per il trattamento della tosse nei bambini sopra i 6 anni, il destrometorfano (vedi nomi commerciali sotto). Al di sotto di questa età è bene - tranne casi particolari e valutati dal pediatra - non usare questo tipo di farmaco. Sarà, quindi, il tuo medico a consigliarti se usarli e a quale dosaggio, considerando che comunque non si tratta di farmaci "curativi" ma solo sintomatici. 

E' importante sottolineare che di pari efficacia senza alcun effetto collaterali è l'uso del miele per sedare la tosse; disciolto in liquidi caldi da bere frequentemente rappresenta la scelta migliore per la sedazione della tosse, anche senza consulto del medico.

 

Attenzione ai “famosi” farmaci per la tosse che non devono essere usati mai, tranne in casi eccezionali dopo il consulto del medico. Possono essere estremamente dannosi e provocare gravi reazioni!

 

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FARMACI PER COMBATTERE LA TOSSE STIZZOSA (NON PRODUTTIVA) SOPRA I 6 ANNI:

Destrometorfano: Bechilar, Bronchenolo, Fluprim, Sedotus, Simatus, Torax, Valatux.

 

RIMEDIO EFFICACE PER COMBATTERE LA TOSSE A QUALUNQUE ETA':

Miele

 

 

 

 

 

 

 

FARMACI PER I MUCHI (TOSSE CATARRALE) 


E’ un sintomo che produce fastidio perché la tossa può essere frequente, con lo scopo di espellere i muchi e questo preoccupa molto i genitori. 

 

 

Si definisce “umida” o "catarrale" o "mucosa" una tosse piena di muchi.

E' una tosse buona, utile, che non va sedata. 

Il motivo per cui un bambino, come un adulto, produce muchi è perché c'è stato un processo infiammatorio a carico delle alte vie respiratorie causato da un virus (più raramente da un allergene). Il muco viene prodotto dall'organismo con un preciso scopo terapeutico: inglobare i virus, invischiarli nella massa mucosa per cacciarli fuori dell'organismo sotto i colpi di tosse.

 

NON ESISTONO FARMACI IN GRADO DI ELIMINARE O ASCIUGARE I MUCHI!

 

L’Agenzia francese per la sicurezza dei prodotti sanitari (Afssaps) ha proibito l’uso degli sciroppi mucolitici nei bambini sotto i 2 anni d’età, a partire dal 29 aprile 2010. 

C’è da aggiungere che questi farmaci non servono al bambino (in particolare i mucolitici) perché, contrariamente a quanto crede la gente, non “asciugano i muchi”, ma mettono acqua nel muco, gonfiando la massa mucosa, rendendola molto scivolosa e pertanto aumentando la tosse necessaria per favorire l’espettorazione. Ma i bambini difficilmente producono muchi densi, come gli adulti soprattutto fumatori, per cui l’effetto di questi farmaci si riduce ad un aumento della massa mucosa e soprattutto della tosse, con non rare difficoltà respiratorie soprattutto nei piccolissimi.
Alla proibizione di questi farmaci nei bambini da parte dell’Agenzia francese, Altroconsumo nel maggio 2010 replicò con un articolo dal titolo «Sciroppi per la tosse: no ai bambini piccoli». La decisione – viene riportato nell’articolo - è stata presa in seguito a 70 segnalazioni di complicazioni respiratorie legate all’uso di questi sciroppi: più della metà dei casi riguardavano bambini di età inferiore a un anno e in qualche caso era stato necessario il ricovero in ospedale. I bambini piccoli hanno una ridotta capacità di tossire e gli sciroppi mucolitici possono causare difficoltà respiratorie in questa fascia d’età. I bambini francesi che avevano assunto gli sciroppi a base di acetilcisteina, carbocisteina e benzoato di meglumina, indicati per fluidificare le secrezioni bronchiali, avevano avuto un peggioramento della loro capacità respiratoria.
L’Afssaps, oltre ad avere controindicato tutti gli sciroppi mucolitici nei bambini sotto i 2 anni, ha predisposto anche il ritiro di tre confezioni specificamente destinate all’uso negli infanti.

C'è da aggiungere che in questi casi non vanno neppure usati farmaci sedativi della tosse (vedi sopra) perchè eliminando l'importate riflesso utile a cacciare la massa muchi-virus, si rischierebbe di farli accumulare e depositare con rischi di intasamento e maggiori soprainfezioni batteriche. 

 

 

 

 

 

FARMACI PER LA DIARREA E IL VOMITO (GASTROENTERITE)


Un bambino si ammala di diarrea (scariche liquide e frequenti spesso maleodoranti)

1-2 volte all’anno.

 

Specialmente in passato, si usavano un gran numero di farmaci per la diarrea. Oggi è noto che, nella grande maggioranza dei casi, non è utile usare astringenti, antibiotici o “disinfettanti intestinali”, perché questi farmaci non contribuiscono né alla guarigione né ad una rapida risoluzione della malattia.

 

La diarrea, nella maggior parte dei casi, è legata a infezioni virali della mucosa gastro-intestinale (gastoenteriti) trasmesse per via respiratoria e talvolta precedute dalla comparsa di vomito. 

 

Ciò che è utile per "curare" la diarrea, soprattutto quando si tratta di scariche liquide abbondanti e numerose (oltre 5-6 al giorno! contate quelle abbondanti) è la somministrazione dei liquidi e sali che il bambino ha perso con le scariche diarroiche. Questa cura viene chiamata “reidratazione orale” e si attua sciogliendo il contenuto di apposite bustine (che contengono zucchero e diversi tipi di sali in quantità equilibrati) in una determinata quantità di acqua (leggi il foglietto illustrativo) e poi, fresca, da bere a volontà, meglio se a piccoli sorsi se c'è vomito. Lo scopo è  prevenire un'eventuale disidratazione. Il tuo medico ti consiglierà quali prodotti usare e per quanto tempo.

 

Al genitore serve conoscere che la cosa più importante nel bambino con diarrea profusa è farlo bere spesso (soprattutto sali minerali) e, nel caso il piccolo accetti cibo, di continuare l’alimentazione liberamente compreso il latte che eventualmente andrà sospeso solo nelle prime 12 ore se la diarrea è profusa.

La diarrea più importante è quella causata dal Rotavirus. Leggi quando indicato su questo link perché fornisce anche informazioni più dettagliate sulle gastroenteriti nel bambino.

 

In breve


1. Se le scariche sono numerose e abbondanti usare reidratanti orali (vedi sotto).
2. L'uso di probiotici (fermenti lattici vivi) può ridurre leggermente la durata della diarrea. 
3. Alimentazione libera (in genere i bambini in queste fasi prediligono solo o soprattutto latte che può essere somministrato).
4. Il vomito in genere è presente all'inizio e non dura più di 12-24 ore. Se è continuo, usare un antiemetico su consiglio del pediatra, ma con molta attenzione perché si tratta di farmaci che possono essere gravati da effetti collaterali. Non serve l'uso se si tratta di episodi sporadici
di vomito.

5. La durata della diarrea è variabile ed è legata al danno della mucosa intestinale, per cui necessita di tempo per una completa guarigione (anche fino a 10-15 giorni).

6. Il lavaggio delle mani riduce la trasmissione dell'infezione.

 

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SALI DI REIDRATAZIONE ORALE PER LA TERAPIA DELLA DIARREA:

 

Dicodral 60, Idravita, Prereid, Reidrax (in ordine di costo).

 

 

 

 

 

FARMACI SCADUTI


E se mio figlio ha preso un farmaco scaduto?

 

Spesso un po' tutti abbiamo l’abitudine di tenere in casa medicinali di scorta o rimasti da una precedente terapia e può capitare di somministrarli e dopo accorgerci che erano scaduti o "aperti" da molto tempo.
Che fare? Accadrà qualcosa?

 

A tal proposito, viene in aiuto un interessante articolo apparso su Medical Letter del 15/09/96, i cui punti salienti potremmo così sintetizzare.


La scadenza sulla confezione indica che in quella data il farmaco, se conservato chiuso nel suo contenitore originale, è sicuramente ancora attivo.

Tuttavia il farmaco può essere ancora stabile oltre il periodo indicato. Secondo i consulenti di Medical Letter: - la maggior parte conserva il 70-80% dell'efficacia per almeno 1-2 anni dalla data di scadenza, anche se la confezione è stata aperta;
- è improbabile che i farmaci scaduti possano essere dannosi (vi è un’unica segnalazione di danno tubulare renale associato all’uso di una tetraciclina degradata);
- vi può invece essere una inefficacia clinica per il dissolversi della sostanza in caso di eccessiva umidità o per l’esposizione all’aria e alla luce.

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo non devono in alcun modo sostituire il rapporto dottore-paziente; si raccomanda al contrario

di chiedere il parere del proprio medico prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.