Dr. Raffaele D'Errico                                                                              medico-chirurgo specialista in pediatria

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VACCINAZIONE ANTIMENINGITE: HO PAURA!


Salve dottore! Una mia carissima amica ha avuto un grave lutto in famiglia, determinato dalla morte della figlia della cugina di 4 anni per meningite... Apprendere questa notizia e deprimermi è stato un tutt'uno! Avrei voluto chiamarla... Per cercare qualche notizia in più ho fatto una piccola ricerca internet ed è venuto fuori che questa maledetta malattia sta "prendendo sempre più piede", nonostante l'informazione che viene costantemente fatta dai medici e nelle scuole... Spero lei possa aiutarmi a razionalizzare sull'accaduto. Oggi mi sono (stupidamente) barricata in casa con le mie figlie e con mio marito e abbiamo deciso che quest'ultima settimana non andranno a scuola. Siamo fifoni? Siamo ignoranti? 10/10/2005 (agg.16/1/2008)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Carissima Signora, mi duole sentirla così preoccupata. Non c'è ombra di dubbio che la principale causa di morte nei bambini sono gli incidenti, domestici e stradali, ed è su questo che dobbiamo tutti impegnarci al massimo. Nei miei ormai 20 anni trascorsi nel campo della pediatria, dove ho lavorato molto sul territorio, non ho mai avuto tra i miei pazienti un solo caso di meningite! Questa la dice lunga su un evento che è molto raro! I dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità dicono che nel 1994, considerando la meningite batterica più frequente del bambino (meningococco) sono stati registrati in tutta la popolazione generale italiana (da 0 a 100 anni) 149 casi, di cui la metà nella fascia 0-14 anni. Se consideriamo che siamo 50 milioni di abitanti dobbiamo dire che l'incidenza è stata dello 0,003% o se preferisce del 3 casi su 100.000 abitanti, di cui 1 bambino e mezzo ogni 100.000 bambini. Ecco, quindi, quei 2-3 casi che si presentano ogni anno nella nostra regione!

 

Fasce di età in anni

 

 Gruppo

< 1

0-4

5-9

10-14

15-24

25-64

>64

NI*

TOTALE

B

12

9

3

3

14

19

1

1

62

C

15

21

6

9

14

20

1

1

87

*NI= non indicato

Certo, che si tratti di un evento raro non significa che non possa capitare a mio figlio! Qui la discussione, allora, si fa lunga e complessa, anche perchè ci sono vari germi che possono dare meningite e i vaccini non sono tutti uguali ed efficaci allo stesso modo. In ogni caso, la vaccinazione esiste, non ha effetti collaterali sostanziali e credo che nel caso singolo, senza fare disquisizioni epidemiologiche, possa essere presa in considerazione. 
Quelle che attualmente sono proposte attivamente dai nostri centri vaccinali sono l'anti-pneumococcica e l'anti-meningococcica, mentre l'anti-aemophilus e l'anti-morbillo sono già praticate gratuitamente a tutti. Le prime due vengono effettuate gratuitamente solo per determinate categorie a rischio (almeno ad oggi nella nostra regione), su certificazione del pediatra curante, mentre gli altri devono pagare il vaccino, anche se ad un prezzo inferiore rispetto a quello ottenibile in farmacia.
Usando, ora, la risposta di uno stimato professore di pediatria, Franco Panizon, il suggerimento al riguardo potrebbe essere: "Se a voi il prezzo pare equo, che lo facciate senz'altro; è un vaccino praticamente senza effetti collaterali ed efficace. In altre parole, considero che la vaccinazione debba essere intesa da ciascuno come una specie di assicurazione su rischi noti. Quanto sono disposto a pagare per evitare il rischio di una meningite pneumococcica (con meno di 500 casi/anno su 500.000 nati, con guaribilità senza esiti migliore del 95%) o di una polmonite (rischio 1/100, guaribilità 100%)? Penso che, nella nostra società benestante, e nel sentimento di sempre maggiore bisogno di sicurezza per il proprio figlio unico e/o arrivato in una fase molto tardiva del ciclo famigliare, la grande maggioranza accetterà, come ha accettato in pratica negli Stati Uniti. Altro discorso, più lungo e complesso, è quello di scaricare questa specifica spesa sul bilancio nazionale, tenendo conto dei numerosi, diversi bisogni della società".
Nella scelta, comunque, mi permetto di aggiungere questa riflessione. Quando vacciniamo dobbiamo mettere sul piatto della bilancia sia i benefici sia i costi, che in questo caso, direi, sono eguali. Se rara è la possibilità di contrarre l'infezione con esiti importanti, rara è anche la possibilità di avere un effetto collaterale serio legato alla somministrazione del vaccino. Le attuali indicazioni del Ministero della Salute sono che "al momento non ci sono le condizioni per raccomandare la vaccinazione antimeningococcica alla popolazione (giovani ed adulti) o a particolari categorie di persone" (fonte). Quindi vaccinare per queste infezioni resta, ad oggi, una scelta personale.

 

  


VACCINAZIONE PER INFLUENZA: DEVO VACCINARLO?


Vorrei sapere se mio figlio che frequenta la scuola elementare deve essere sottoposto alla vaccinazione contro l'influenza.  10/10/1999

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cari genitori, si avvicina un altro inverno e con esso nuove epidemie influenzali. In questi giorni ricorre molto frequente la domanda di molti di voi che chiedono se sarebbe opportuno sottoporre a vaccinazione contro l'influenza i propri figli. La risposta viene dalle raccomandazioni del Ministero della Salute: vanno vaccinati solo coloro che appartengono alle seguenti CATEGORIE A RISCHIO:  
1. GLI ADULTI OTRE I 6O ANNI;
2. I BAMBINI (> 6 mesi) AFFETTI DA:

-MALATTIE CRONICHE DELL'APPARATO RESPIRATORIO (TRA CUI ASMA DI GRADO SEVERO, DISPLASIA BRONCOPOLMONARE, FIBROSI CISTICA);

-MALATTIE DELL'APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO COMPRESE LE CARDIOPATIE CONGENITE E ACQUISITE; 

-MALATTIE METABOLICHE CRONICHE (TRA CUI IL DIABETE MELLITO);

-MALATTIE RENALI CON INSUFFICIENZA RENALE;

-MALATTIE DEGLI ORGANI EMOPOIETICI ED EMOGLOBINOPATIE;

-MALATTIE CONGENITE O ACQUISITE CHE COMPORTINO CARENTE PRODUZIONE DI ANTICORPI;

-MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE E SINDROMI DA MALASSORBIMENTO INTESTINALE;

-MALATTIE NEUROLOGICHE E NEUROMUSCOLARI;

-PATOLOGIE PER LE QUALI SONO PROGRAMMATI IMPORTANTI INTERVENTI CHIRURGICI;

-BAMBINI IN TRATTAMENTO A LUNGO TERMINE CON ACIDO ACETILSALICILICO.

Per queste categorie (e solo per queste) il Sistema Sanitario Nazionale eroga la vaccinazione  gratuitamente su segnalazione del pediatra curante.
Se tuo figlio rientra tra queste categorie contattami in questi giorni per discutere sui tempi e le modalità dell'intervento vaccinale. Altre motivazioni personali alla vaccinazioni (talvolta da non trascurare) potrebbero essere prese di comune accordo dopo averne discusso.

 

   


VACCINAZIONE PER MORBILLO: C'E' RISCHIO DI INFETTIVITA'?


Esiste la possibilità di contrarre il morbillo da un soggetto a cui è stata eseguita la vaccinazione MRP? E per la varicella? 3/1/2011

Sul testo “Vaccines” di Plotkin e Orenstein si legge, a proposito dell’antimorbillosa, che “sono stati condotti studi virologici e clinici riguardo ai contatti suscettibili e non è stata riscontrata alcuna evidenza dell’escrezione del virus vaccinale [...] da quando sono stati condotti questi studi non è mai stata documentata una trasmissione da persona a persona del virus vaccinale”. 
Anche il Riassunto delle caratteristiche del prodotto (RCP) dell’MMRVaxPro disponibile sul sito dell’Agenzia del farmaco europea (EMA), nel paragrafo 4.4 “Special warning and precaution for use”, a pag. 4 parla della trasmissione dei virus (morbillo, parotite e rosolia) contenuti nel vaccino. A pag. 5 dice che: “non è stato riportato nessun caso di trasmissione del ceppo attenuato Enders Edmonston del virus del morbillo, nei contatti suscettibili.”
Non ho trovato alcun cenno da nessuna parte alla possibilità di contagio se il vaccinato presenta una reazione con sintomi simil-morbillosi. 

Mentre per l’antivaricella viene descritta in diversi documenti attendibili la possibilità, se pure molto remota, di trasmissione da vaccinato a suscettibile, qualora compaiano lesioni varicellose dopo la vaccinazione. (Luisella Grandori)

 

  


VIAGGIO IN TUNISIA: QUALE VACCINAZIONE?


Vorrei sapere se devo vaccinare le mie bambine per qualche malattia infettiva per un viaggio-vacanza in Tunisia?   25/6/2006

Ufficialmente non occorrono vaccinazioni in Tunisia, ma come regola fondamentale che vale un po' per tutti i viaggi, un eventuale vaccino contro l’Epatite A e il tifo sono a mio parere consigliabili.
L’epatite A è un’infezione che si trasmette per contatto o tramite cibo e acqua contaminati. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la vaccinazione anche ai viaggiatori che devono recarsi in aree dove il virus è endemico, come Africa, Asia, America Latina e Mediterraneo. L'immunizzazione si completa con due dosi di vaccino, la seconda a distanza di 6-12 mesi dalla prima. Per quanto riguarda eventuali effetti collaterali, possono verificarsi reazioni locali di lieve entità (eritema, prurito, dolore, ecc.) nel luogo dell’inoculazione, che tendono a scomparire nel giro di 1-2 giorni. Solo raramente possono verificarsi sintomi di tipo influenzale, quali febbre, malessere, cefalea e dolori muscolari. La durata del vaccino contro l’epatite A è molto elevata: generalmente, si protrae per oltre 15 anni. Si tratta di un vaccino costituito da virus inattivato che viene somministrato per via intramuscolare nel deltoide (braccio); esso determina una protezione già dopo 14-21 giorni dalla somministrazione di una singola dose. Una dose di richiamo, somministrata dopo 6-12 mesi, conferirà una protezione per oltre 10 anni.
Per la Salmonella Typhi esiste un vaccino orale sia a capsule che bustine. Si assumerà una bustina al dì, un'ora prima dei pasti, per tre giorni alterni (gg 1-3-5) sia nel bambino sia nell'adulto. In occasione di viaggi in zone a rischio è consigliabile iniziare la vaccinazione due settimane prima di partire: la protezione inizierà circa 10 giorni dopo l'assunzione della terza dose e persisterà per almeno 3 anni.

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