![]() |
|
|
|
![]() |
· Il pediatra di famiglia · Informazioni · Recapiti utili · Bilanci di salute · Consigli · Link · News · FAQ · Cerchi qualcosa? · Chi sono? · Parliamo di... · Leggere · Il mio hobby · Tanto per sorridere · La frase |
|||
|
||||
| INFORMATIVA
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
Le
informazioni presenti in questo sito non sono un consulto medico. Il
Dr. D'Errico si riserva di rispondere a domande di carattere divulgativo poste
da persone estranee ai genitori dei propri pazienti, le cui risposte verranno pubblicate
in questa pagina in forma anonima. |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| . | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Le
domande
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara Mamma,
l'alitosi nel bambino può essere dovuta a varie cause, anche se la prima in assoluto è la scarsa igiene orale.
Anche l'assunzione di latte prima di dormire, senza poi pulire il cavo orale (molto frequente), determina la sua fermentazione e quindi al risveglio alitosi.
Altra causa frequente è il raffreddore, laddove i muchi stazionando nel naso e nelle coane favoriscono la macerazione e quindi l'alito "cattivo". Anche una sinusite acuta può essere causa di alitosi, ma queste sono cause transitorie e chiaramente imputabili a patologie acute.
Cause di alitosi cronica sono l'ipertrofia adenoidea e le carie dentarie.
Infine, soprattutto se c'è familiarità e l'alitosi è particolarmente significativa, dobbiamo pensare ad una forma ereditaria legata alla presenza di germi solforosi nel cavo orale che
determinano un alito sempre e fortemente "pesante". Quest'ultima
rappresenta un vero e proprio problema su scala mondiale ancora
irrisolto! |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara Mamma, faccia la sua scelta in serenità consigliandosi col suo pediatria di fiducia. Se è vero che l'allattamento al seno è la fonte del miglior latte esistente in natura per il piccolo d'uomo e la migliore forma per una ottimo sviluppo cognitivo del bambino e relazionale, è vero che bisogna "rispettare" anche la mamma. Credo, comunque, che sia superfluo parlarne prima del parto ma affondare dopo il problema quando ci si troverà sul campo... Auguri!
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara Mamma, sono certo che il suo pediatra le avrà già fornito risposte esaurienti... L'incremento ponderale a questa età non significa nulla, ma va inserito in un discorso molto più ampio che solo il pediatra che conosce il piccolo può fare, tra cui - per esempio - valutare non il valore assoluto della crescita in peso, ma la velocità di crescita. Se poi ha allattato fino adesso il suo latte va certamente bene! Il Reflusso gastro-esofageo è un fenomeno che, nella maggior parte dei casi, non va trattato in alcun modo, tanto più usando quei latti che lei indica e che sono solo "cosmetici", ma non risolvono il problema. Lo svezzamento va concertato assieme al pediatra e in un allattato al seno esclusivo introdotto tra il 4° e 6° mese. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Vi ricordo che gli angiomi si dividono, in linea generale, in piani (in cui si vede solo la zona rossa) e tuberosi (che sono quelli sopraelevati). Come potrete leggere sotto il problema è abbastanza chiaro e credo che l'angioma della vostra piccola sia facilmente inquadrabile nel caso n. 3 sotto esposto. L'angioma
tuberoso ("angioma capillare immaturo") è una lesione
solitamente destinata a regredire spontaneamente anche se in modo
lento - più o meno completamente e con esiti più o meno
soddisfacenti - a partire dall'ottavo/decimo mese di vita. Per tale
ragione, qualora non sussistano problemi di ordine estetico
(ovviamente condizionati dalla sede interessata), ci si astiene da
qualunque trattamento, per quanto si possano ottenere benefici con
varie metodiche, ancora in uso, quali la corticoterapia intralesionale
o sistemica e la crioterapia (?). Il trattamento chirurgico
naturalmente offre in molti casi la possibilità di ottenere un
risultato definitivo in tempi rapidi. La terapia cortisonica locale
(topica) non ha alcuna possibilità di apportare beneficio ed è
quindi praticamente inutile.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La Chiesa Cattolica prevede la possibilità di fare la Comunione solo sotto la specie del vino, cosa che alcuni miei assistiti celiaci fanno regolarmente da anni. Vi segnalo che il 29 giugno 1995 la Congregazione per la dottrina della fede ha rivisto in parte la normativa del 1982 che permetteva la Comunione sotto la sola specie del vino, ammettendo l'uso di ostie a basso contenuto in glutine (indispensabile per la panificazione), previo permesso del vescovo locale, anche se l'introduzione di minime quantità di glutine non è comunque consigliabile e poi un'ostia è certamente più di una minima quantità. In alternativa, considerando che la Chiesa Cattolica non accetta ostie che non siano confezionate col grano, al di là della possibilità di fare la comunione col vino come già accennato, la si potrebbe prevedere con un pezzettino di ostia (molto piccola) previo avviso del sacerdote.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Anche io preferisco di gran lungo la montagna! Secondo il mio parere
l'ideale sarebbe organizzare le vacanze con i bambini così. Un primo periodo in montagna,
all'inizio della vacanza, per riposarsi veramente; un riposo di cui hanno bisogno anche i nostri figli
talvolta stressati dietro di noi. L'aria di montagna fa bene, tonifica, è molto
ossigenata e pulita e il verde concede riposo allo spirito, ai polmoni,
alla vista. La seconda trance della vacanza potrebbe essere vissuta al mare.
Direi che il mare (non il sole) fa bene ai bambini che si ammalano molto frequentemente, che soffrono di
ipertrofia adeno-tonsillare importante, riniti e patologie allergiche, ma anche per loro prima
sarebbe consigliabile un po' di montagna per concedergli un vero riposo.
Circa l'esposizione al sole rimando a questa pagina.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Bellissimo! Ancora più bello e utile se nella vasca ci andate che voi due!
Per un bambino così piccolo l'acqua è un grande elemento naturale (ci è vissuto dentro per 9 mesi!). |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Quello che lei descrive trova corrispondenza in un disturbo del sonno noto come "Pavor nocturnus", un disturbo che insorge in genere tra i 4 e i 12 anni di vita. Improvvisamente, durante la prima metà della notte, nel bel mezzo del sonno profondo, il bambino si siede di colpo sul letto, grida, piange, spesso urla e singhiozza. Il piccolo non risponde ai richiami dei genitori, sembra non vederli né riconoscerli anche se ha gli occhi aperti e sbarrati, non reagisce ad alcuna sollecitazione; spesso compie movimenti violenti con le mani, come per aggredire o per difendersi. Il corpo è madido di sudore, la frequenza cardiaca è rapidissima, il respiro è affannoso, il volto appare pallido e congesto. Dopo parecchi minuti (anche 15) il bambino si rilassa, riacquista la normale posizione sotto le lenzuola e riprende tranquillamente a dormire ed in genere al mattino successivo non ricorda nulla. A volte l’episodio sembra essere scatenato da fattori esterni come stimolazioni luminose od acustiche, ma nella maggior parte dei casi la causa è sconosciuta. Il pavor nocturnus è comunque molto scarsamente o per nulla influenzato dalle emozioni e dalle attività psichiche del giorno o dei giorni precedenti. Non è necessario alcun intervento medico ed è sufficiente tranquillizzare i genitori sulla sostanziale benignità del disturbo. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara Mamma, a 3 anni un bambino comprende sopra/sotto/davanti/dietro, usa circa 800 parole, frase nucleare espansa (soggetto-verbo-oggetto) o coordinazione tra due frasi, genere, plurale, articoli, aggettivi, pronomi. Per definizione un bambino ha problemi di linguaggio quando, per una qualunque causa, egli presenti un ritardo significativo nella espressione e/o comprensione linguistica rispetto ai bambini di pari età. La sua bambina, pertanto, rientra in questa categoria. I disturbi del linguaggio possono essere secondari ad altra patologia: deficit uditivi, ritardo mentale, disturbo motorio a carico dei movimenti oroglossofaringei (bocca-lingua-gola), disturbo della personalità di tipo psicotico (es. autismo). I disturbi primari costituiscono una entità unitaria che va dalla patologia estrema (agnosia uditiva) del linguaggio recettivo, a quella intermedia del linguaggio espressivo-semantico (il bambino non trova la parola giusta e usa parole chiave tipo "coso"), a quella più lieve anche ai limiti della normalità del linguaggio espressivo fonologico (il bambino non possiede alcuni fonemi). Un mutismo completo dopo i 18 mesi o un linguaggio non comprensibile a 3 anni sono da seguire come iniziale patologia. Prima di un intervento logopedico occorre fare una visita dal medico specialista Audiofoniatra che darà indicazioni per la riabilitazione.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara Mamma, credo che debba far sì che la sua bambina sia serena. E' chiaro che questo non è un capriccio e se lo fosse dopo un po' di tempo si accorgerebbe di fare la cacca diversamente da come fa lei o suo marito e tutto finirebbe lì... Non ho mai conosciuto nessun bambino che (per esempio) a 6 anni vuole il pannolino per fare la cacca, per cui è solo un momento difficile e se serve per stare serena l'accontenti e sii serena anche lei mostrando che le vuole bene anche... col pannolino! Tutto finirà presto come una bolla di sapone!
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Credo di aver scritto queste cose in scienza... poi c'è la coscienza che nel nostro "lavoro" comporta anche una spinta ad andare "oltre" per comprendere il malato, accoglierlo, venirgli incontro... nel nostro caso c'è anche da considerare l'ansia e il timore dei genitori per il proprio bambino, dono unico e irrepetibile... e questo solo un'anima che sa cogliere e percepire tutto questo è in grado di svolgere il suo impegno professionale anche
ed oltre il proprio dovere o la propria coscienza (primum non
nocere!), ma questa è una cosa che o si possiede o non si può pretendere...
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara Mamma, ovviamente hai dato tu stessa la risposta e... anche il consiglio giusto! Come vedi, non è poi così "difficile" fare i genitori: basta leggere nel proprio cuore e imparare a conoscere nel profondo quella creatura che ci è stata donata... affidata! Ovviamente hai fatto bene a consultarmi e se comparissero altri segni (urine scure, aumento della frequenza minzionale, febbre o febbricola, forte sete o quant'altro) mi chiamerai. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara Mamma, è abbastanza evidente che se la ragazza è andata bene a scuola fino al 5° ginnasio e poi ha avuto "un calo", questo sia da imputare a situazioni "esterne" ossia a condizioni che l'abbiano "distratta" e allontanata dall'impegno scolastico. Se durante una giornata ci capitasse qualcosa di brutto o un forte spavento e per tale motivo restassimo senza il desiderio di mangiare (un fattore esterno che agisse cioè sulla nostra psiche condizionandone la fisiologia) e qualcuno bypassasse tutta la nostra problematica, non entrasse in empatia con noi e ci costringesse a capire semplicemente che mangiare è fondamentale e che senza il cibo noi moriamo, ebbene tutto questo sconvolgerebbe ancora di più la nostra condizione psicologica e ci relegherebbe in un mare di frustrazioni... Questa è solo una metafora per dire che quello che dobbiamo fare con molta calma è comprendere dov'è il problema. E' accaduto qualcosa a scuola? C'è un nuovo insegnate che non la comprende? Si è innamorata? Ha avuto qualche esperienza esterna alla famiglia negativa? Ora, se lei non si sente all'altezza di esserle accanto senza farsi prendere dall'ansia e dalla disperazione, deve chiedere aiuto a qualcuno. Qualcuno che possa aiutare lei e qualcuno che possa, almeno in questo momento, aiutare sua figlia... Un primo passo, se ci riesce, è quello di provare a invitarla ad uscire, voi due sole, per un momento spensierato al cinema o davanti ad una pizza, senza parlare di scuola ma facendo sì che i vostri cuori si trovino, si incontrino, si aprano... Le faccia capire che per lei non è importante la scuola ma sapere che è felice!
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Un bambino in età scolare che presenta spiccata attività motoria (sempre in movimento) e impulsività, accompagnati a difficoltà cronica a concentrarsi e svolgere i comuni impegni quotidiani, in primis i compiti, con un comportamento quindi che compromette la sua vita di relazione e che dura da oltre 6 mesi, è un bambino che merita certamente attenzione. Poiché impulsività, iperattività e disattenzione sono sintomi aspecifici, sarà sempre opportuna un'accurata valutazione diagnostica per comprendere le cause e agire con gli eventuali interventi terapeutici più adeguati, questo al fine di evitare che gli insuccessi scolastici e sociali e la bassa autostima provochino un vortice di effetti negativi che possano peggiorare sempre più il suo comportamento e l'apprendimento.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Credo che il judo integrato all'azione pedagogica ed educativa della scuola potrebbe
rappresentare una formula vincente soprattutto nei confronti di quei bambini che si sentono diversi o che hanno problemi
relazioni - comportamentali. E' chiaro che il messaggio è quello di considerare il judo non come un mezzo per offendere ma come un'arte in grado di educare il bambino nella giusta relazione con il proprio corpo e il proprio spirito nonché
per imparare a riconoscere l'importanza dell'autorevolezza e non dell'autorità che c'è in ogni "maestro" sia esso
educativo che politico.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Il mio minimo parere
condiviso con un amico psicologo è di NON riprendere ASSOLUTAMENTE la bambina, creando, se pur lontanamente o di riflesso, la condizione emozionale del rimprovero o della disapprovazione. Evidentemente, la piccola sta facendo qualche esperienza, qualche
esplorazione sensoriale: è una "SUA" esperienza. I genitori, in questi casi, devono attendere e/o cercare il momento opportuno per stabilire un contatto
verbale. La discrezione, la delicatezza, la dolcezza, sono fondamentali. Il contatto verbale, in fondo, ha la funzione di rassicurare i genitori e non la bambina. Un contatto verbale, se possibile,
potrà servire per capire le sensazioni e le emozioni che la bambina sta provando. Altro caso è, invece, se questo atteggiamento diventa compulsivo e attiva una qualche forma
prolungata di estraniamento della piccola dalle sue attività ordinarie. In questo
caso sarà bene pensare ad un intervento di aiuto. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Si considera prematuro solo per le valutazioni auxologiche (la crescita) fino a 3 anni. Il latte vaccino può essere introdotto con tranquillità dopo i 12 mesi in tutti i bambini. Alternativa migliore potrebbe essere il "latte di crescita" che trova in salumeria semplicemente meno proteico e più bilanciato.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara mamma, direi di visitare il piccolo e parlarne da vicino. In ogni caso, il riscontro di queste macchie rosa a "polvere di mattone", sono un reperto che si osserva di tanto in tanto e rappresenta un viraggio che si verifica tra i cristalli urati presenti nelle urine e alcuni componenti del pannolino. Il fenomeno si presenta soprattutto quando le urine sono più concentrate. Il reperto, quindi, se è ascrivibile a tale condizione non è patologico e non necessita di approfondimenti. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La possibilità è che il piccolo si rinfetti... Lavargli, allora, sempre bene le mani, tagliare le unghie corte, cambiare la biancheria intima, le lenzuola e gli asciugamani, lavare i giocattoli, fare terapia in tutti i conviventi anche se asintomatici, ripetere il trattamento dopo 2 settimane.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La paraparesi spinale spastica è
generalmente una condizione ereditaria molto rara (vedi www.acmt-rete.it/p_ita/sl_000_main.html).
Esistono anche delle forme legate a infezioni da virus lenti (vedi www.msd-italia.it/altre/manuale/sez13/1621398b.html).
Per maggiori informazioni soprattutto sui Centri e le Associazioni
che se ne occupano mi rivolgerei a www.retemalattierare.it/
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Talvolta capita
anche a me che qualche genitore viene, un po’ confuso, all'ambulatorio per chiedermi spiegazione sul motivo per cui “non ho prescritto quel determinato farmaco” che
altri, invece, avevano ricevuto prescritto dal proprio medico di base o che il farmacista aveva detto “prescrivibile”.
I motivi possono essere vari, ma il più evidente è quello legato
alla presenza di "note ministeriali" sulla prescrivibilità
in fascia A del farmaco. Esistono, cioè, dei farmaci che sono sì
prescrivibili, ma solo per alcune condizioni patologiche ben ristrette
e codificate, alle quali il medico o il pediatra di base deve
obbligatoriamente attenersi. Cosa accadrebbe se il medico non
ottemperasse a tale normativa? Leggi cliccando su
"Approfondisci"
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Il raffreddore comune (rinite acuta epidemica o corizza acuta) è una delle tante malattie infettive virali, facilmente trasmissibili per via respiratoria, caratterizzata dalla localizzazione del virus a livello della mucosa nasale. E' una malattia universalmente diffusa, con recrudescenze epidemiche soprattutto invernali. I Rino-virus, suddivisibili in 20 gruppi, ne costituiscono l'agente eziologico più frequente, ma altri virus possono facilmente esserne causa. Non lasciano una immunità duratura, per cui ci si può facilmente riammalare, anche con lo steso virus. Nel periodo invernale è più frequente la diffusione dell'infezione, prece il virus sopravvive meglio al freddo e si sta più vicini in promiscuità e in luoghi chiusi. Pertanto la diffusione è più semplice. Dopo un periodo di incubazione di 1-3 giorni, la malattia evolve in varie fasi. Caratteristico è il senso di malessere generale accompagnato a senso di ottundimento, starnuti, rinorrea sierosa (naso che cola) difficoltà della respirazione nasale, lacrimazione. Altri sintomi classici nel bambino sono la respirazione russante, sonno agitato, diarrea, anoressia (inappetenza spiccata). La prognosi del raffreddore è di solito buona, ma soprattutto nei bambini può accadere, talvolta, che si crei una sovrainfezione batterica, con comparsa di febbre alta e muco purulento dal naso (sinusite) o l'accumulo di muchi nella tuba di Eustachio, con possibile insorgenza di otite media acuta. Non esiste una terapia specifica del raffreddore. Ci si dovrà pertanto limitare ad una terapia aspecifica generale con vitamina C (Cebion gocce o assunzione di agrumi) e una terapia sintomatica (Lavaggi nasali con Soluzione fisiologica e, in caso di congestione, uso di vasocostrittori limitati alla fase acuta (Narlisim gocce, 1 goccia per narice 3 volte al di' per max 5 giorni ma solo se il bambino ha più di 6 anni). Inutili solo le terapie con antiinfiammatori, mucolitici e antibiotici. L'idratazione è anche un'ottima terapia, perchè a causa della vasodilatazione si ha notevole perdita di liquidi. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Lo "scotch test di Graham" è un metodo che consente di raccogliere, a livello dell'orifizio anale, le uova di ossiuri ivi deposte e gli embrifori di certe tenie (Tenia saginata). Prima della defecazione e della toilette locale del mattino, applicare a livello delle pliche radiate un nastro adesivo, in modo tale che se ci sono uova esse aderiranno al nastro che successivamente verrà incollato su un vetrino portaoggetti ed osservato al microscopio a piccolo ingrandimento (quindi portare subito in laboratorio). Lo scotch test si rende necessario per l'identificazione delle uova di questi parassiti che non si riescono ad evidenziare, in genere, con gli esami coprologici standard. E' vero, però, che esso si rende più necessario nel controllo della avvenuta guarigione rispetto alla diagnosi di "ossiuriasi", che resta soprattutto una diagnosi clinica. Generalmente la parassitosi si accompagna a caratteristico prurito anale, anoressia, irritabilità, dolori addominali e le larve femmine si riescono quasi sempre ad osservare sulle feci come piccoli vermetti bianchi e mobili. Nel campo allergologico va presa in considerazione nella diagnosi differenziale dell'orticaria cronica e recidivante, un evento molto raro e che non mi sembra il caso di Edoardo.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cominciamo col dire che lo sport è sempre un'esperienza positiva per i bambini. Qualsiasi sport ha un ruolo importante nella crescita e nello sviluppo di un bambino, perchè permette di acquisire nuove competenze, provare nuove emozioni, conoscere persone e amici. Fare uno sport significa imparare a essere parte di un gruppo. Ma lo sport assolve anche ad una risposta educativa, perchè si impara a crescere assieme, a comunicare, a condividere, ad aiutarsi, a fare gioco di squadra, ma anche a riconoscere l'importanza di una guida, di un maestro e di imparare ad ascoltare e a seguire delle regole. L'età più giusta per iniziare a praticare lo sci è 4 anni, ma le prime piccole discese si possono iniziare anche a 3 anni; anche se lo sci è molto tecnico, i bambini non hanno problemi con gli sci ai piedi. I movimenti richiesti risultano naturali anche per i più piccoli. I benefici, oltre quelli citati per qualunque sport, sono legati soprattutto all'aria pulita di alta quota che migliora certamente le capacità respiratorie dei bambini. Non ci sono rischi particolari per nessuna età, ma è opportuno sapere che sotto gli 8 anni lo sci, come qualunque altro sport, deve essere "un gioco divertente", per cui è bene evitare tutto ciò che costringa il piccolo a diventare rapidamente un piccolo campione. Meglio, quindi, consigliare lezioni collettive, piuttosto che individuali, perchè in gruppo - si sa! - ci si diverte di più! I rischi sono quelli legati ad eventuali traumi, per lo più legati alle discese libere. E' bene non lasciare mai un bambino troppo piccolo da solo su un pendio, sia per il rischio di cadute e urti, sia per il rischio, più frequente, di essere investito. Rammentiamo che il casco è obbligatorio fino all'età di 14 anni! Come per tutti gli sport è sempre opportuno, prima di iniziare l'attività specifica, almeno 10 minuti di preparazione fisica leggera, utile per sciogliere i muscoli e riscaldare le giunture. E veniamo all'alimentazione durante le giornate di sci. Questo sport richiede un alto dispendio energetico, ma dipende anche dal tipo di impegno che ha il bambino, in rapporto ovviamente alla sua età. Un ragazzo che effettuerà anche discese e risalite potrà consumare anche 600 fino a 900 calorie all'ora. Arrivare, allora, sulle piste con una buona riserva di energia è molto importante. Essa sarà fornita da una colazione a base di latte o tè, accompagnati da cereali, pane e marmellata, miele o formaggi freschi. Non rinunciare al pranzo e soprattutto non sostituirlo con panini ripieni di salumi o formaggi grassi e salse, dolciumi e bevande zuccherate. Preferire, invece, carboidrati sotto forma di pasta con verdure o polenta con formaggio. Reintegrare di tanto in tanto i liquidi persi con succhi di frutta diluiti con acqua e bevande calde dolcificate con miele. Utili piccoli spuntini a base di frutta, una tazza di cioccolata o una barretta energetica. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Vi
rispondo per rassicurarvi ancora una volta sulla benignità di questa
condizione e spiegandovi di cosa si tratta, sperando così di
tranquillizzarvi. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cara Mamma, ovviamente è molto difficile fornire una risposta senza aver visitato il bambino! Sembra trattarsi di un "ematoma del muscolo sternocleidomastoideo", una evenienza abbastanza frequente nelle presentazioni di spalla e di podice del neonato o comunque in un parto "travagliato", così come descrive il suo. Esso si rende evidente nelle prime settimane di vita con una incapacità nella torsione del capo dal lato interessato. Alla palpazione si rileva una tumefazione di volume variabile che interessa il muscolo, data dall'ematoma che si organizza all'interno dello stesso; la cute non è aderente. L'ematoma va riducendosi nel corso delle settimane successive. La seconda, e ben più insidiosa origine di una tumefazione dello sternocleidomastoideo, (ma non sembrerebbe il suo caso) è rappresentata dalla presenza di un'entità nosologica congenita: il torcicollo miogeno congenito. Esso si evidenzia a distanza dalla nascita, anche di mesi, e tende ad un progressivo peggioramento se lasciata andare al suo destino.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La temperatura misurata dal termometro auricolare è una temperatura interna
e quindi corrispondente alla temperatura orale o rettale. Il dato da lei
misurato va quindi interpretato analogamente a come faceva per la misurazione rettale con termometro a mercurio. Generalmente si stima che la
temperatura interna sia inferiore a quella esterna, misurata in una grande
piega (inguine, ascella), di circa 0.5°C. C'è comunque da dire che se nei bambini serve una misura precisa della
temperatura, è meglio la misurazione rettale |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Carissima Signora, mi duole sentirla così preoccupata. Non c'è ombra di dubbio che la principale causa di morte nei bambini sono gli incidenti, domestici e stradali, ed è su questo che dobbiamo tutti impegnarci al massimo. Nei miei ormai 20 anni trascorsi nel campo della pediatria, dove ho lavorato molto sul territorio, non ho mai avuto tra i miei pazienti un solo caso di meningite! Questa la dice lunga su un evento che è molto raro! I dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità dicono che nel 1994, considerando la meningite batterica più frequente del bambino (meningococco) sono stati registrati in tutta la popolazione generale italiana (da 0 a 100 anni) 149 casi, di cui la metà nella fascia 0-14 anni. Se consideriamo che siamo 50 milioni di abitanti dobbiamo dire che l'incidenza è stata dello 0,003% o se preferisce del 3 casi su 100.000 abitanti, di cui 1 bambino e mezzo ogni 100.000 bambini. Ecco, quindi, quei 2-3 casi che si presentano ogni anno nella nostra regione!
*NI= non indicato Certo, che si tratti di un evento raro non significa che non possa capitare a mio figlio! Qui la discussione, allora, si fa lunga e complessa, anche perchè ci sono vari germi che possono dare meningite e i vaccini non sono tutti uguali ed efficaci allo stesso modo. In ogni caso, la vaccinazione esiste, non ha effetti collaterali sostanziali e credo che nel caso singolo, senza fare disquisizioni epidemiologiche, possa essere presa in considerazione. Quelle che attualmente sono proposte attivamente dai nostri centri vaccinali sono l'anti-pneumococcica e l'anti-meningococcica, mentre l'anti-aemophilus e l'anti-morbillo sono già praticate gratuitamente a tutti. Le prime due vengono effettuate gratuitamente solo per determinate categorie a rischio (almeno ad oggi nella nostra regione), su certificazione del pediatra curante, mentre gli altri devono pagare il vaccino, anche se ad un prezzo inferiore rispetto a quello ottenibile in farmacia. Usando, ora, la risposta di uno stimato professore di pediatria, Franco Panizon, il suggerimento al riguardo potrebbe essere: "Se a voi il prezzo pare equo, che lo facciate senz'altro; è un vaccino praticamente senza effetti collaterali ed efficace. In altre parole, considero che la vaccinazione debba essere intesa da ciascuno come una specie di assicurazione su rischi noti. Quanto sono disposto a pagare per evitare il rischio di una meningite pneumococcica (con meno di 500 casi/anno su 500.000 nati, con guaribilità senza esiti migliore del 95%) o di una polmonite (rischio 1/100, guaribilità 100%)? Penso che, nella nostra società benestante, e nel sentimento di sempre maggiore bisogno di sicurezza per il proprio figlio unico e/o arrivato in una fase molto tardiva del ciclo famigliare, la grande maggioranza accetterà, come ha accettato in pratica negli Stati Uniti. Altro discorso, più lungo e complesso, è quello di scaricare questa specifica spesa sul bilancio nazionale, tenendo conto dei numerosi, diversi bisogni della società". Nella
scelta, comunque, mi permetto di aggiungere questa riflessione. Quando
vacciniamo dobbiamo mettere sul piatto della bilancia sia i benefici
sia i costi, che in questo caso, direi, sono eguali. Se rara è la
possibilità di contrarre l'infezione con esiti importanti, rara è
anche la possibilità di avere un effetto collaterale serio legato
alla somministrazione del vaccino. Le attuali indicazioni del
Ministero della Salute sono che "al momento non ci sono le condizioni per raccomandare la vaccinazione antimeningococcica alla popolazione (giovani ed adulti) o a
particolari categorie di persone" (fonte).
Quindi vaccinare per queste infezioni resta, ad oggi, una scelta
personale.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Cari genitori, si avvicina un altro inverno e con esso nuove epidemie influenzali. In questi giorni ricorre molto frequente la domanda di molti di voi che chiedono se sarebbe opportuno sottoporre a vaccinazione contro l'influenza i propri figli. La riposta che ci viene dalle raccomandazioni del Ministero della Salute è che vanno sicuramente vaccinate le CATEGORIE A RISCHIO e che sono: 1. GLI ADULTI OTRE I 6O ANNI; 2. I BAMBINI AFFETTI DA MALATTIE POLMONARI CRONICHE, DIABETE, TUMORI, EPILESSIA, CONVULSIONI FEBBRILI, MALATTIE METABOLICHE, MALATTIE INFETTIVE CRONICHE, IMMUNODEFICIENZE, CARDIOPATIE. Per queste categorie il Sistema sanitario nazionale eroga la vaccinazione in forma gratuita. Se tuo figlio rientra tra queste categorie contattami in questi giorni per discutere sui tempi e le modalità dell'intervento vaccinale. Altre motivazioni personali alla vaccinazioni (talvolta da non trascurare) potrebbero essere prese di comune accordo dopo averne attentamente discusso.
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La Varicella è una malattia infettiva altamente diffusiva, per cui talvolta basta anche un piccolo contatto che l'infezione viene trasmessa. Questo è quasi sempre certo nell'ambito familiare. Nel vostro caso specifico, Chiara è stata in contatto negli ultimi giorni di incubazione, e poichè si considera infettivo un paziente nei tre giorni prima della comparsa delle vescicole, Chiara potrebbe essere stata infettata, soprattutto se il contatto è stato prolungato e "intimo", come d'altronde avviene tra bambini. Il periodo di incubazione è di solito di 14-21 giorni, anche se in alcuni casi si può manifestare anche dopo 10 giorni. L'infezione nel bambino immunocompetente, come Chiara, decorre generalmente in modo tranquillo senza grossi problemi. Attualmente risulta molto discussa la chemiprofilassi con l'Aciclovir, il cui uso, per questo fine, non è ben documentato e potrebbe alterare il periodo d'incubazione e/o la risposta immunitaria all'infezione. I soggetti a elevato rischio di varicella grave (che non e Chiara!) dovranno ricevere l'Aciclovir e le gammaglobuline. La vera prevenzione consisterebbe nella vaccinazione. Va invece segnalato che la varicella ha un decorso molto più "aggressivo" nell'adulto e comunque sopra i 12 anni. Pertanto, se ci fossero adulti nella famiglia di un bambino infetto non protetti sarà bene iniziare subito la terapia alla comparsa delle prime vescicole. Questo, invece, non è consigliabile in un bambino immunocompetente con un normale decorso della malattia. Conclusioni: aspettiamo con serenità anche se sull'albero di Natale, quest'anno, potrebbero comparire... tante vescicolette pruriginose!
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
E' chiaro che la bambina è molto piccola, per cui va sempre considerata la sua più lenta capacità di adattamento a situazioni "stressanti". In linea generale, sia per un viaggio in aereo breve sia per un soggiorno in montagna sotto i 2000 metri, non ci sono problemi particolari. Per quanto riguarda la montagna, però, c'è da dire che l'organismo deve adattarsi a tutta una serie di parametri nuovi, che si superano senza problemi e con un minimo di "buon senso". L'unico fattore a cui non possiamo porre rimedio è la diminuzione della concentrazione di ossigeno nell'aria inspirata. La pressione parziale dell'ossigeno corrisponde al 21% della pressione totale della miscela aria, il 78% è quella dell'azoto. A livello del mare la pB (pressione barometrica) è di 760 mmHg e la pressione inspiratoria (pIO2) di ossigeno è di 149 mmHg a 2000 m sono rispettivamente 596 e 123, quindi differenze non molto forti (a 3000 mt la pIO2 si riduce di un terzo circa 100). Tenendo conto del fatto che nel bimbo in oggetto sarà ancora presente una certa quota di emoglobina fetale, che ha un effetto protettivo nei confronti dell'ipossiemia (BMJ 1998;316), credo che anche questo problema sia risolto. Per cui, se riusciamo a scendere un po' di quota niente male, accortezza, e non superiamo i 2000 mt. Per il problema aereo, ho trovato in letteratura su BMJ un articolo che riporta un rischio di apnea e desaturazione in lattanti esposti, per lunghi viaggi (4-6 ore), all'atmosfera modificata delle cabine degli aerei di linea. Infatti, nonostante la pressurizzazione, specie nei velivoli più anziani, la pressione parziale di O2 scende al 75-80% di quella atmosferica. Questo non è un problema per una bambina sana come la vostra ma, forse, occorre un po' di cautela in più solo per bambini cardiopatici, ex prematuri e/o con patologia polmonare cronica. Pertanto, direi, che per un breve viaggio (diciamo di 2 ore) non ci sono problemi soprattutto con i velivoli moderni. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Ufficialmente
non occorrono vaccinazioni in Tunisia, ma come regola fondamentale che
vale un po' per tutti i viaggi, un eventuale vaccino contro
l’Epatite A e il tifo sono a mio parere consigliabili. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
La Convenzione cita che il pediatra decide se la visita del bambino è da effettuarsi a domicilio o allo studio. La classica telefonata - spesso sottovalutata dai genitori - e che spinge il medico a valutare se il bambino va visitato, va visitato subito o magari il giorno dopo, se va visto a casa o a domicilio, è UN ATTO MEDICO, perché si basa sul principio prioritario e fondamentale in medicina che è l'anamnesi. IL 75% della diagnosi si fa con una buona, attenta e dettagliata anamnesi. Quando un medico è preoccupato è il primo a correre, subito! E' così vero questo principio che in Germania i nostri colleghi pediatri si fanno pagare le loro consulenze telefoniche! Ciò detto, credo che esista una sola e vera regola: LA FIDUCIA!
Tra medico e paziente deve esistere fiducia (nel nostro caso tra il genitore e il pediatra). Se non c'è fiducia e se non si stabilisce
un rapporto di "amicizia" - che non significa confidenza - ma sana amicizia,
quella che nasce quando si decide di affidare la salute propria o del
figlio al proprio medico, al "suo dottore", allora non si potrà mai costruire nulla di buono e di bello! "Visite a pagamento". Se il pediatra decide di fare la visita a domicilio sa che questa prestazione cade tra gli impegni previsti in convenzione. Se però lei chiede al suo pediatra qualcosa che non rientra tra i suoi compiti o che non serve ma che lei gradisce (per esempio: mi pesa il bambino ad ogni visita? mi visita il bambino sempre a casa? mi visita il bambino ogni mese? mi fa le vaccinazioni a casa?) e lui acconsente dietro elargizione di compenso pattuito, allora è una questio privata tra voi, ma non le dico cosa penso io al riguardo...
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
C'è
chi dice che cercano soprattutto le persone con il sangue dolce, chi le
pelli calde e sudate e chi ritiene che abbiano un debole per i colori
rosso, giallo, nero e blu. Ora pare che sia stato finalmente svelato il
motivo che induce le zanzare ad accanirsi nei confronti di alcune
persone rispetto ad altre. Recentemente infatti due ricercatori
americani dell’Università della Florida hanno realizzato un accurato
studio in cui, per la prima volta, passando in rassegna 4.000 sostanze
diverse, sia naturali sia sintetizzate dall'uomo, si è cercato di
comprendere i motivi per cui una singola persona esercita un'attrazione
particolare nei confronti delle zanzare... continua |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|
· Il pediatra di famiglia · Informazioni · Recapiti utili · Bilanci di salute · Consigli · Link · News · FAQ · Cerchi qualcosa? · Chi sono? · Parliamo di... · Leggere · Il mio hobby · Tanto per sorridere · La frase |