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Mi
chiamo Raffaele D'Errico.
Sono medico pediatra,
cattolico.
Nato a Napoli
il 17 novembre del 1962 dove ho sempre vissuto.
Cintura nera I
Dan di judo che ho
praticato agonisticamente per molti anni. Contrariamente a quanto pensano comunemente i genitori credo che il
judo sia un'ottima occasione di crescita fisica e psichica del bambino.
Negli anni giovanili sono stato scout e ho militato nel
volontariato cattolico; ho studiato chitarra classica e mi sono
dedicato a un grande hobby, la
fotografia.
Nel 1989 mi sono laureato e abilitato a pieni voti in Medicina e
Chirurgia e nel luglio del 1990 ho sposato Giulia, dopo 12 anni di
fidanzamento. Durante il nostro matrimonio abbiamo avuto quattro figli:
Davide (1991), Francesca (1993), Emanuele (1995) e Simone (2002).
Nel 1993 mi sono specializzato in Pediatria e Neonatologia presso
l'Università degli Studi di Napoli Federico II, da sempre interessato a
questo stupendo ramo della medicina. Ho fatto esperienze "sul
campo" in ambito ospedaliero, universitario e ambulatoriale e nel
1995 ho scelto
di svolgere la professione di
Pediatra di famiglia
presso l'ASL
Napoli 1 perché mi piaceva l'idea del contatto quotidiano con i
miei piccoli pazienti.
Dal 2000 al 2001 ho ricoperto il ruolo di Vice-segretario provinciale
della Federazione Italiana Medici Pediatri di Napoli (FIMP).
Poi, nel 2003, assieme a mia moglie Giulia, abbiamo fondato l'AIFA
onlus, un'associazione nazionale di auto-mutuo aiuto per le famiglie di bambini
affetti dal Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperatttività (ADHD),
di cui sono stato il
Presidente Nazionale fino all'ottobre del 2005.
Dal 2004 al
2006 ho fatto parte del
gruppo
italiano EINAQ
per la
formazione ECM
sul tema dell'ADHD.
Nel 1997, assieme ad altre coppie di sposi, mia moglie ed io abbiamo
organizzato un gruppo di spiritualità familiare denominato La Famiglia
di Nazareth. Dal 2003 al 2008 siamo stati Referenti
Decanali per la Pastorale familiare presso la Diocesi di
Napoli, conseguendo nel 2006 il ministero di
Operatori di Pastorale della famiglia. Attualmente operiamo nella
pastorale familiare della nostra Parrocchia.
Nel 2007 ho iniziato a scrivere una Lettera
aperta ogni mese indirizzata ai genitori dei miei piccoli assistiti,
mosso dal desiderio di creare un rapporto diverso con loro,
un rapporto, cioè, che non vedesse più il pediatra di famiglia solo come "il medico che cura le malattie dei bambini", ma anche come colui che, entrando nelle case e nelle
loro storie potesse diventare un punto di riferimento anche per parlare di "altro".
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